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Oggi: 22 Lug, 2026

Cedola al 5,4% per 89 anni: il titolo che sfida inflazione e tassi

Il bond a 100 anni in euro del Messico offre una cedola effettiva netta del 5,40% e che finora è riuscita a sfidare inflazione e tassi.
22 Luglio 2026
Bond del Messico in euro
Bond del Messico in euro © Investireoggi.it

Un investimento che vi rende circa il 5,40% netto all’anno per quasi i prossimi 90 anni? Non è un’allucinazione, bensì il rendimento del bond secolare del Messico con scadenza 2115 e denominato in euro (ISIN: XS1218289103). Trattasi di un titolo con cedola lorda annuale del 4%, ma che oggi si acquista sul mercato secondario per circa 65 centesimi, cioè a sconto di oltre un terzo del suo valore nominale. La sua emissione risale alla primavera del 2015 ed avvenne a 95,32 centesimi, offrendo al tempo un rendimento lordo di poco superiore al 4%. Da allora, però, i tassi globali sono saliti e i prezzi delle obbligazioni a lunga scadenza sono precipitati.

Bond del Messico investimento redditizio

Come si arriva al 5,40% di rendimento annuale? Prendete la cedola del 4%, che al lordo dell’imposta scende al 3,50%. Rapportata ai suddetti 65 centesimi, esita proprio la percentuale indicata. E alla scadenza, l’investitore maturerà una plusvalenza sopra il 50%. Il bond del Messico gli verrà rimborsato alla pari, cioè al 100% del valore nominale, mentre lo ha acquistato per 65 centesimi. Il problema è che dovrà aspettare 89 anni e per allora è assai probabile che a riscuotere siano gli eredi, magari di un paio di generazioni dopo.

Attenzione, poi, a considerare l’investimento come un conto in banca “tranquillo”. Il bond del Messico espone a diversi rischi. In primis, esso è il debito estero di un Paese emergente con rating “investment grade”: BBB per S&P (ma outlook negativo), BBB- per Fitch e Baa3 per Moody’s. Basterebbe un solo declassamento da parte della seconda o terza agenzia per scaraventare il titolo nell’area “junk” o “spazzatura”. Il problema è che l’economia messicana resta molto dipendente dalle esportazioni verso gli Stati Uniti, le quali pesano per circa un terzo del Pil.

E risultano anche eccessivamente concentrate nel settore automotive e manifatturiero, presi di mira dall’amministrazione Trump.

Rischi di lungo periodo

Il debito estero ammonta a 654 miliardi di dollari, a fronte di riserve valutarie stimate in 255 miliardi. Quello a breve termine (sotto i 12 mesi) vale sui 63 miliardi. In teoria, non ci sarebbero rischi imminenti di solvibilità per le emissioni in dollari, euro, ecc. Resta il fatto che acquistare un bond del Messico a 100 anni implica esporsi a tensioni anche di lunghissimo periodo. Naturalmente, si può sempre rivendere sul mercato secondario, ma in quel caso bisogna fare i conti con i prezzi vigenti.

Chi acquistò il bond del Messico all’emissione del 2015, oggi perderebbe quasi un terzo del capitale per il crollo accusato dal suo valore di mercato. E pensate che nel 2021 la quotazione arrivò ad un massimo di 117. Da allora, le perdite sfiorano il 45%. Tuttavia, se l’ipotetico investitore della prima ora avesse continuato a tenere il titolo in portafoglio, ad oggi vanterebbe un bilancio positivo. Le cedole incassate, al netto dell’imposta e rapportate al prezzo di emissione, valgono oltre il 40% dell’investimento contro un’inflazione italiana nel periodo sotto il 25%. Sarebbe riuscito finora a contrastare la perdita del potere di acquisto in un contesto di rialzo globale dei tassi.

Sensibilità del prezzo non eccessiva

In genere, chi acquista titoli lunghi come questo bond del Messico, non lo fa per tenerli in portafoglio fino alla scadenza. Punta a rivendere anche con largo anticipo e alle migliori condizioni di mercato possibili. Ad esempio, oggi l’investitore può confidare su una risalita della quotazione molto veloce rispetto ad un eventuale calo del rendimento. Viceversa, accadrebbe nel caso di risalita del secondo. La duration modificata è di poco superiore al 16%, per cui il prezzo salirebbe/scenderebbe di tale entità con un calo/rialzo del rendimento. Può sembrare tanto, ma non lo è affatto per un titolo così lungo. Il BTp 2072 presenta una sensibilità superiore al 22% e a fronte di una durata di 43 anni più bassa.

In considerazione di questo aspetto, possiamo affermare che il bond del Messico in euro sia un mix non esasperato tra alto rendimento e volatilità del prezzo, a fronte di un rischio valutario nullo per noi investitori dell’Eurozona. In effetti, si comporta come un bond della durata assai più corta e per questa ragione il suo appeal speculativo non si mostra esagerato. Il vero limite è dato dall’investimento minimo richiesto di 100.000 euro. Troppi per il retail, anche perché serve evitare la concentrazione eccessiva in pochi asset e titoli.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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