La dichiarazione redditi precompilata consente di partire da dati già raccolti dall’Agenzia delle Entrate, come redditi, spese sanitarie, interessi del mutuo e alcuni oneri detraibili. Il contribuente deve però controllare le informazioni, correggere eventuali errori e assumersi la responsabilità dell’invio.
Una lettrice ha sottoposto alla redazione un caso complesso.
La madre, pensionata e ricoverata per diversi mesi, non dispone di Spid, Cie o Carta nazionale dei servizi. Vorrebbe incaricare la figlia, che già assiste fiscalmente due zii. La pensionata presenta inoltre il modello congiunto con il marito. La figlia è stata revocata e poi riabilitata due volte, nello stesso anno, da uno degli zii. Può occuparsi anche della pratica dei genitori e trasmettere il modello 730 congiunto?
La dichiarazione redditi precompilata: i limiti della persona di fiducia
L’Agenzia permette a una persona fisica di autorizzarne un’altra ad agire nell’area riservata dell’Agenzia Entrate.
Non si tratta di una delega professionale: l’incaricato deve operare fuori da un’attività di impresa o lavoro autonomo collegata al servizio prestato.
Nella delega a persona di fiducia, ogni contribuente può indicare un solo soggetto. La medesima persona, invece, può essere scelta al massimo da tre contribuenti. Nel caso descritto, la figlia segue già due zii: può, quindi, ricevere anche l’incarico della madre, arrivando al tetto consentito. Non potrebbe accettare nello stesso periodo una quarta autorizzazione.
L’abilitazione ha durata fino al 31 dicembre dell’anno indicato e, in ogni caso, non può oltrepassare il 31 dicembre del secondo anno successivo all’attivazione. In assenza di una scadenza espressa, termina alla fine dell’anno in cui viene concessa.
Esiste anche un limite alle revoche: lo stesso incaricato può essere disabilitato non più di tre volte nell’anno solare. Le due precedenti revoche non impediscono una nuova designazione, ma riducono il margine disponibile.
Ricovero e impossibilità a presentare la richiesta
La via ordinaria prevede un modulo firmato, trasmesso dall’interessato tramite area riservata, Pec, ufficio territoriale oppure servizio di videochiamata.
Se una patologia impedisce al contribuente di presentare personalmente la domanda, il modulo può essere consegnato direttamente dalla persona scelta. In questa situazione servono le copie dei documenti d’identità di entrambe, oltre a un’attestazione medica che certifichi l’impedimento. Se il ricovero avviene in una struttura sanitaria o residenziale, il certificato può essere rilasciato anche da un medico della struttura autorizzato.
Le informazioni sanitarie devono limitarsi a quanto necessario per provare l’impossibilità, nel rispetto del principio di minimizzazione previsto dall’articolo 5 del Regolamento Ue 2016/679.
Modello congiunto: perché serve una doppia autorizzazione
Il punto più delicato riguarda il modello presentato insieme al coniuge (Modello 730 congiunto). Dal 2026 l’incaricato può gestire anche una dichiarazione congiunta, ma non basta l’autorizzazione di uno solo. Devono abilitare la stessa persona sia il dichiarante sia il coniuge.
Di conseguenza, il marito non può limitarsi a dare un consenso informale. Deve completare una propria procedura di incarico.
Solo dopo entrambe le abilitazioni la figlia potrà entrare con le proprie credenziali, selezionare il profilo corretto, verificare i dati della dichiarazione redditi precompilata, integrare le informazioni mancanti e procedere alla trasmissione.
L’accesso dell’incaricata non trasferisce la responsabilità fiscale. La sottoscrizione, la conservazione dei documenti e l’esibizione in caso di controllo restano in capo ai contribuenti interessati. Questo principio è coerente con l’articolo 3 del Dpr 322/1998, che disciplina la presentazione telematica delle dichiarazioni.
La dichiarazione redditi precompilata: la soluzione del caso
La figlia può assistere la madre, perché con il nuovo incarico raggiunge tre contribuenti complessivi e non supera il limite previsto. Il ricovero consente inoltre la consegna della richiesta da parte dell’incaricata, purché siano allegati documenti e certificazione medica idonea.
Per il modello comune, però, occorre anche l’abilitazione del padre. Senza questo secondo passaggio la figlia potrà gestire soltanto la posizione della madre, non l’invio congiunto. La dichiarazione redditi precompilata potrà quindi essere trasmessa dalla figlia soltanto dopo il rilascio di due incarichi distinti, uno per ciascun coniuge, e nel rispetto della durata indicata nei moduli in corso.



