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Rottamazione quinquies enti locali, da Genova a Roma, da Milano a Palermo: le geografia del si e del no

Comuni divisi sulla rottamazione quinquies enti locali: ecco dove la sanatoria è già realtà e dove, invece, resta esclusa.
15 Luglio 2026
rottamazione quinquies enti locali
Foto © Investireoggi

La rottamazione quinquies enti locali entra nella fase decisiva. Comuni e altre amministrazioni territoriali devono stabilire entro il 31 luglio 2026 se applicare la definizione agevolata ai debiti di propria competenza. La sanatoria nazionale introdotta dalla Legge di bilancio 2026, infatti, non aveva incluso tributi ed entrate locali. L’estensione è stata resa possibile dal decreto-legge n. 38/2026, il cosiddetto decreto fiscale, convertito nella Legge n. 88 del 22 maggio 2026.

Rottamazione quinquies enti locali: la scelta spetta alle amministrazioni

Il beneficio non viene applicato automaticamente in tutti i territori. Ogni ente interessato deve approvare una deliberazione specifica con cui autorizza l’accesso alla procedura.

Inizialmente, la decisione doveva essere adottata entro il 30 giugno 2026.

Il termine è stato successivamente prorogato al 31 luglio 2026 dal decreto-legge n. 63/2026, conosciuto anche come decreto Carburanti ter.

Dopo l’approvazione, la deliberazione dovrà essere trasmessa al Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per questo adempimento è prevista una scadenza diversa: l’invio dovrà avvenire entro il 30 settembre 2026.

Dal 15 ottobre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà pubblicare, nell’area riservata del proprio sito, i dati necessari per individuare le somme che possono essere inserite nella definizione agevolata.

Le domande per la rottamazione quinquies enti locali potranno essere presentate dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.

Domanda, risposta dell’AdER e modalità di pagamento

Dopo la richiesta, l’agente della riscossione dovrà comunicare al contribuente il totale da versare. La risposta dovrà arrivare entro il 28 febbraio 2027 e dovrà riportare anche l’ammontare delle singole rate e le rispettive date di pagamento.

La somma potrà essere corrisposta in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027. In alternativa, sarà possibile scegliere (in sede di domanda) un piano dilazionato composto da un massimo di 54 rate bimestrali dello stesso importo.

Le prime cinque rate scadranno il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2027.

Dalla sesta alla cinquantaquattresima rata, il calendario prevederà sei appuntamenti annuali: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Questo schema partirà dal 2028 e proseguirà fino alla conclusione del piano.

Sulle somme pagate a rate saranno applicati interessi annui del 3%, calcolati a partire dal 1° aprile 2027. La rottamazione quinquies enti locali offre, dunque, una dilazione particolarmente lunga, ma il costo finale aumenterà per effetto degli interessi. Il funzionamento è identico alla rottamazione quinquies nazionale.

Le principali città che hanno aderito o detto no

Ad oggi, prima che spiri la scadenza del 31 luglio 2026, nel Nord Italia, Genova ha approvato l’adesione. Nel capoluogo ligure potranno rientrare nella procedura i crediti residui affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2023. Il valore complessivo coinvolto raggiunge 765 milioni di euro.

Anche Venezia ha dato il proprio via libera. Milano, invece, al momento non figura tra i Comuni che hanno adottato la misura.

Nel Centro Italia spicca la scelta di Roma. La Capitale ha approvato la definizione dei carichi affidati all’AdER e ha introdotto anche una procedura autonoma per le entrate comunali rimaste insolute. Quest’ultima iniziativa è stata autorizzata con la deliberazione n. 98 del 4 giugno 2026.

Hanno aderito anche Perugia, con circa 85 milioni di euro potenzialmente interessati, e Ancona. Firenze ha, invece, escluso la possibilità di utilizzare la sanatoria.

Dove si applica la rottamazione quinquies enti locali al Sud

Nel Mezzogiorno hanno approvato la misura Napoli, Bari e Campobasso. Potenza si è collocata sul fronte opposto e non ha introdotto la definizione agevolata.

Anche Palermo consentirà ai residenti di accedere alla procedura. Non risulta invece ancora formalizzata una scelta da parte del Comune capoluogo della Sardegna.

Il quadro nazionale rimane, quindi, molto differenziato. L’accesso non dipende soltanto dal tipo di debito, ma anche dalla decisione assunta dall’amministrazione competente. La rottamazione quinquies enti locali potrà essere utilizzata esclusivamente nei territori in cui sia stata approvata, entro il 31 luglio 2026, la deliberazione richiesta dalla normativa. In quadro delle amministrazioni aderenti, comunque, potrebbe ancora ampliarsi viso che la scadenza di adesione non ancora, ad oggi, risulta scaduto. I conti definitivi si faranno solo dopo il 31 luglio.

Riassumendo

  • La rottamazione quinquies enti locali dipende dall’adesione deliberata da ciascun Comune.
  • Gli enti devono approvare la misura entro il 31 luglio 2026.
  • Le domande potranno essere presentate dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
  • Il pagamento sarà unico oppure suddiviso fino a 54 rate bimestrali.
  • Sulle rate si applicheranno interessi annui del 3% dal 1° aprile 2027.
  • Genova, Roma, Napoli e Palermo hanno aderito; Firenze e Potenza hanno rinunciato.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.