La dichiarazione dei redditi 2026 permette di recuperare una parte delle spese di affitto pagate per gli studenti universitari fuori sede, ma solo quando sono rispettate precise condizioni fiscali. Il beneficio consiste in una detrazione Irpef del 19% e riguarda i canoni pagati nel 2025, entro un tetto massimo di spesa. La regola è utile per molte famiglie, ma richiede attenzione su distanza, tipo di contratto, tracciabilità del pagamento e documenti da conservare.
Studenti universitari fuori sede: a chi spetta la detrazione
Il riferimento principale è l’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies), del TUIR. La norma riconosce una detrazione dall’imposta lorda pari al 19% dei canoni di locazione, entro il limite massimo di spesa pari a 2.633 euro annui.
Il beneficio riguarda chi frequenta un corso universitario in un Comune diverso da quello di residenza. Non basta, però, il semplice trasferimento per motivi di studio. L’università deve trovarsi ad almeno 100 chilometri dal Comune di residenza e, in ogni caso, in una provincia diversa.
L’immobile preso in affitto deve essere situato nel Comune in cui ha sede l’ateneo oppure in un Comune vicino. Non conta il tipo di facoltà frequentata e non rileva nemmeno che l’università sia pubblica o privata.
La detrazione può riguardare anche gli iscritti agli Istituti tecnici superiori, in base ai chiarimenti ministeriali, e gli studenti dei nuovi corsi presso Conservatori di Musica e istituti musicali pareggiati. Restano invece esclusi master, dottorati di ricerca e corsi di specializzazione, sia italiani sia esteri.
Quali contratti rientrano nello sconto fiscale
La detrazione riguarda i contratti di affitto stipulati o rinnovati secondo la legge 9 dicembre 1998, n.
431. Sono compresi anche i contratti transitori e quelli riferiti a una singola stanza o a un posto letto, purché regolari e registrati.
Rientrano inoltre i contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento o locazione firmati con soggetti qualificati, come enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari riconosciuti, enti senza scopo di lucro e cooperative.
Non sono, invece, agevolate le sublocazioni. Il motivo è semplice: il subcontratto non è incluso tra le forme contrattuali ammesse dall’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies), del TUIR. Su questo punto l’Agenzia delle Entrate si è espressa con la circolare n. 21/E del 23 aprile 2010.
Importo massimo, reddito e spese escluse
La spesa su cui calcolare il 19% non può superare, come detto, 2.633 euro per ciascun periodo d’imposta. Il risparmio massimo, quindi, arriva a circa 500 euro, se l’imposta dovuta è sufficiente ad assorbire la detrazione.
Per i redditi più alti valgono limiti ulteriori. Dall’anno d’imposta 2020 la detrazione spetta per intero fino a 120.000 euro di reddito complessivo e poi diminuisce fino ad annullarsi a 240.000 euro. Inoltre, dal periodo d’imposta 2025 (con effetti nel Modello 730/2026 ovvero Modello Redditi PF 2026), per chi supera 75.000 euro entrano in gioco anche le nuove soglie legate al reddito complessivo e al numero dei figli a carico.
Non tutte le somme pagate al proprietario o alla struttura sono utili ai fini fiscali.
Restano fuori il deposito cauzionale, le spese condominiali, il riscaldamento indicato separatamente e le provvigioni pagate all’agenzia immobiliare. Nei contratti di ospitalità, invece, il costo può essere detratto anche quando comprende servizi come pasti o pulizia, se tali servizi non hanno un prezzo separato.
Nel caso di contratto cointestato, il canone va diviso tra gli intestatari. Solo chi possiede i requisiti previsti dalla legge può usare la propria quota in dichiarazione.
Pagamento dei genitori, Erasmus e università estere
La spesa può essere portata in detrazione anche dal familiare che sostiene il costo, quando lo studente risulta fiscalmente a carico ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del TUIR. È il caso frequente dei genitori che pagano l’affitto per il figlio iscritto all’università.
Se due figli hanno due contratti diversi, ogni genitore può calcolare la detrazione nel limite massimo previsto.
La regola vale anche per corsi universitari all’estero, ma solo se l’ateneo si trova in uno Stato dell’Unione europea oppure in uno Stato aderente allo Spazio economico europeo. Anche in questo caso devono essere rispettati i requisiti ordinari e il contratto deve riguardare soggetti compatibili con la norma.
Particolare attenzione meritano i progetti Erasmus. Gli studenti universitari fuori sede impegnati in tali programmi possono accedere al beneficio per il periodo trascorso fuori, come indicato dal parere MUR del 10 febbraio 2021, protocollo n. 196.
Documenti da conservare per la locazione studenti universitari fuori sede
Per evitare problemi in caso di controllo, la documentazione deve essere completa. Servono il contratto registrato di locazione oppure il contratto di ospitalità o assegnazione in godimento. Occorrono poi le prove dei pagamenti effettuati.
Dal 2020 il pagamento deve essere tracciabile. Sono quindi validi bonifici (non serve il bonifico parlante ma quello ordinario), bollettini postali, MAV, PagoPA, carte di debito o credito, estratti conto e pagamenti tramite applicazioni collegate a istituti autorizzati.
È utile conservare anche una dichiarazione sostitutiva che attesti il rispetto dei requisiti richiesti dalla legge, compresa la distanza minima tra residenza e sede universitaria. La verifica dei 100 chilometri va fatta caso per caso, considerando il collegamento più breve tra quelli disponibili, stradale, ferroviario o misto, come chiarito dalla circolare n.
34/E del 4 aprile 2008 (ripresa nella guida agevolazioni fiscali, aggiornata alla dichiarazione redditi 2026, dell’Agenzia Entrate).
Riassumendo
- Gli studenti universitari fuori sede possono detrarre il 19% dell’affitto.
- Il limite massimo di spesa detraibile è pari a 2.633 euro.
- L’università deve distare almeno 100 chilometri dalla residenza.
- Sono ammessi contratti registrati, ospitalità e assegnazioni con enti qualificati.
- Restano escluse sublocazioni, cauzioni, spese condominiali e intermediazioni.
- Pagamenti tracciabili e documenti completi sono indispensabili per il beneficio.

