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BTp 2043: dall’emissione un rendimento a doppia cifra, ma oggi conviene ancora?

Il rendimento effettivo reale del BTp 2043 è stato in doppia cifra dall'emissione del 2023, anche se le condizioni di mercato sono cambiate.
6 Luglio 2026
Rendimento BTp 2043
Rendimento BTp 2043 © Licenza Creative Commons

In questo articolo, analizziamo il BTp 1 settembre 2043 con cedola 4,45% (ISIN: IT0005530032), la cui emissione avvenne tramite collocamento sindacato il 17 gennaio del 2023. La data di godimento degli interessi fu fissata retroattivamente all’1 settembre del 2022. E questo significa che gli investitori della prima ora abbiano incassato e maturato ad oggi 3 anni e 10 mesi pieni di cedole, nonostante abbiano posseduto il bond al massimo da meno di 3 anni e 4 mesi.

BTp 2043 emesso sotto la pari

Il prezzo di emissione del BTp 2043 fu di 99,606 centesimi per un rendimento lordo iniziale del 4,529%. Oggi, lo stesso bond si acquista per 103,56 sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana.

Il rendimento alla scadenza è sceso al 4,20%. In questo periodo di tempo, la Banca Centrale Europea ha continuato ad alzare i tassi di interesse fino a portarli al 4% per poi tagliarli al 2% e rialzarli nel mese scorso al 2,25%. Insomma, le condizioni di mercato sono molto differenti rispetto a quelle del debutto.

Qual è stato il rendimento effettivo per gli investitori iniziali? Il BTp 2043 ha staccato cedole per il 13,63% netto del capitale nominale e matura dall’ultimo stacco di inizio marzo un altro 1,34%. Totale: 14,97%. Rapportato all’esborso effettivo all’emissione, intorno al 15%. Chi rivendesse oggi il bond, maturerebbe anche una plusvalenza netta del 3,2% grazie all’aumento del prezzo. Il guadagno complessivo salirebbe, dunque, al 18,2%. Da questo dato bisogna sottrarre l’inflazione italiana di questi quasi 3 anni e mezzo per ottenere il rendimento effettivo netto reale: scendiamo al 12,7%.

Rendimento in doppia cifra

Anche tenuto conto dell’imposta di bollo, che in questo frangente è stata pari allo 0,70% dell’investimento, otteniamo un dato positivo per il 12%.

Il BTp 2043 si è rivelato ad oggi un buon affare, avendo più che coperto il capitale dall’inflazione. E tutto questo è stato possibile perlopiù grazie alle cedole più che ai guadagni in conto capitale. Resta da capire se il titolo possegga ancora appeal. Con una “duration” modificata di 11,61 anni, resta altamente speculativo. Una buona cosa se i tassi scendono, male se salgono.

I rendimenti a lungo termine in Europa (e non solo) sono come intrappolati negli ultimissimi anni in un range medio-alto. Tant’è che il BTp 2043 era salito fino a un massimo storico di 111,20 nel dicembre del 2024. Da lì in avanti, ha subito un calo fino a toccare un minimo sotto la pari nel marzo scorso, a seguito delle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico. La recente risalita si deve al “raffreddamento” delle aspettative d’inflazione con la riapertura di Hormuz.

Investimento cassettista o speculativo

Ci sono due modi per vedere il BTp 2042. Uno, come investimento cassettista per riscuotere un’alta cedola da qui alla scadenza. Va bene per coloro che non si pongono grossi obiettivi in termini di rendimento e credono di poter fare a meno della liquidità anche per un periodo di tempo prolungato. L’altro è speculativo: investire per cercare di rivendere a prezzi più alti. La seconda strategia è rischiosa a causa delle incertezze legate a geopolitica, debiti e nuovo ordine commerciale globale.

Dazi e guerre stanno accorciando le catene di produzione, aumentando in prospettiva i costi di produzione e l’inflazione. Un problema per i bond, che prosperano in un ambiente di bassa inflazione.

Il BTp 2043 presenta anche la pecca di dover essere acquistato oggi ben sopra la pari. Bisognerebbe attendere più di un anno per compensare tramite cedole il sovrapprezzo pagato. Questo scoraggia il mercato retail, che tende a puntare sui bond sotto la pari. A questo proposito, ci sarebbe un altro ventennale ben più appetibile: il BTp settembre 2046 con cedola 3,25% e quotazione di mercato a 86,40 centesimi (ISIN: IT0005083057). Il rendimento netto effettivo annuo sfiora il 3,30%, che è un livello più che buono per compensare i livelli d’inflazione attesi per i prossimi anni in Italia. La “duration” sale a 13,71 anni, amplificando un po’ il rischio nel caso di risalita dei tassi.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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