Reintrodurre il Reddito di cittadinanza è una prospettiva che molti cittadini guardano ancora con interesse e, forse, qualcosa potrebbe davvero muoversi. A rilanciare l’idea è il Movimento 5 Stelle, che del Reddito di cittadinanza ha fatto uno dei suoi principali cavalli di battaglia sin dalla nascita della misura.
La novità arriva dal partito guidato dall’ex premier Giuseppe Conte, che ha già predisposto una proposta di legge finalizzata alla reintroduzione del popolare sussidio contro la povertà.
Che si tratti di una proposta da portare avanti nell’immediato, magari in vista di eventuali cambiamenti politici, oppure di un progetto destinato a diventare uno dei temi centrali della campagna elettorale del 2027, poco cambia.
Resta il fatto che per il M5S il Reddito di cittadinanza continua a rappresentare una misura simbolo.
Al momento, però, il riferimento è alla Sicilia, dove il Centrodestra è al governo e dove si tornerà alle urne nel 2027, proprio come accadrà a livello nazionale.
Il ritorno del reddito di cittadinanza, ecco la novità di fine legislatura
L’idea è quella di riproporre in Sicilia il Reddito di cittadinanza che il Governo Meloni ha abolito tra i primi provvedimenti della legislatura. Un intervento che potrebbe essere modellato sulle esigenze specifiche del territorio siciliano, dove le difficoltà economiche e occupazionali restano particolarmente diffuse.
Un disegno di legge regionale presentato dal Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana ha riportato al centro del dibattito una misura che per anni ha riscosso grande consenso.
«Il Reddito di cittadinanza regionale della Sicilia nasce come risposta alla crescente esigenza di fornire un sostegno economico efficace alle fasce più deboli della popolazione.
L’abolizione del Reddito di cittadinanza nazionale ha lasciato molte famiglie in difficoltà, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, dove la situazione economica e occupazionale è particolarmente critica».
Questa è la dichiarazione che accompagna la proposta di legge regionale, corredata da una relazione illustrativa che diversi organi di informazione locali hanno già evidenziato.
Ecco i contenuti della proposta di legge
La proposta non rappresenta una semplice riproposizione del vecchio sussidio. Le differenze sarebbero infatti significative già a partire dagli importi previsti.
Si parla di un sostegno economico della durata di 12 mesi, pari a 400 euro al mese.
L’erogazione sarebbe però subordinata all’impegno del beneficiario nel migliorare la propria condizione economica, lavorativa e sociale.
Da questo punto di vista non si tratterebbe di una novità assoluta. Anche il Reddito di cittadinanza introdotto nel 2019 con il decreto-legge n. 4 prevedeva infatti l’adesione a percorsi di politiche attive del lavoro, che però non hanno prodotto i risultati sperati.
Secondo le anticipazioni del testo, l’obbligo di partecipare a tali percorsi riguarderebbe tutti i componenti del nucleo familiare beneficiario che non siano già inseriti in percorsi di studio o formazione.
La misura sarebbe accessibile ai cittadini italiani, ai cittadini dell’Unione Europea e ai cittadini extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno.
Sarebbe inoltre necessario risultare residenti in Sicilia da almeno due anni continuativi e, più in generale, da almeno cinque anni complessivi.
Per quanto riguarda i requisiti economici, il nuovo sussidio regionale sarebbe destinato ai nuclei familiari con:
- ISEE non superiore a 9.360 euro;
- patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro, esclusa l’abitazione principale;
- patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro.
Questi sarebbero, almeno nelle intenzioni dei promotori, i requisiti fondamentali per accedere a quello che potrebbe diventare il nuovo Reddito di cittadinanza regionale siciliano.
