Un crollo inatteso e dalle dimensioni preoccupanti quello accusato oggi dalla Borsa di Corea, con l’indice KOSPI a cedere il 10% e scendendo a circa 8.200 punti dai 9.115 di ieri. E’ l’Intelligenza Artificiale (IA) ad avere provocato lo scoppio di quello che molti analisti temono da tempo essere una bolla. Lo dimostrano i due principali titoli coreani, artefici del boom di questi mesi. Samsung perde il 12,31% e SK Hyniz il 12,70%. Insieme, incidono per circa il 40% dell’intero listino principale.
IA in bolla?
La vera notizia è che non è successo nulla per giustificare il crollo di queste ore. Non c’è stato un rumour ad avere impensierito il mercato azionario. Molto più semplicemente, questo aveva corso troppo. Il KOSPI fino a ieri guadagnava il 116% da inizio anno e oltre il 200% in 12 mesi. La Borsa di Corea si era portata ad una capitalizzazione complessiva intorno ai 5.000 miliardi di dollari e oggi risulta essere ottava al mondo, davanti a Londra e poco dietro all’Arabia Saudita.
Se di bolla si tratta, quella dell’IA ha iniziato a sgonfiarsi sul timore di stress del mercato. I valori si sono spinti su livelli altissimi ed è impensabile che questo trend possa proseguire. Prendete SpaceX, che dall’IPO del 12 giugno era arrivata a guadagnare il 50% e ancora ieri chiudeva a +15% sul prezzo del debutto di 135 dollari. Capitalizza più di 2.000 miliardi di dollari, ma a fronte di bilanci ancora in perdita e con ricavi nel 2025 di appena 18,67 miliardi.
Timori per inflazione e tassi
Prima di proseguire la corsa, gli investitori vogliono accertarsi che possa essere sostenuta dai nuovi risultati.
Per il momento, coloro che avevano acquistato a prezzi più bassi, hanno deciso di realizzare i guadagni. Il crollo di queste ore, in un certo senso, può essere salutare. Più che lo scoppio della bolla IA, sarebbe una correzione rispetto ai valori eccessivi a cui molti titoli e indici si erano portati negli ultimi mesi. La cosa strana è che tutto ciò accade con il petrolio in ripiegamento verso i livelli pre-bellici di fine febbraio.
Il caro energia rappresenta un rischio per il comparto tech e, in particolare, per l’IA. I data center sono energivori, per cui una lievitazione dei loro consumi può ridurne l’appetibilità in termini di investimenti. Ma anche se Stati Uniti e Iran a Ginevra stanno raggiungendo un accordo di pace punto per punto, il mercato teme che le banche centrali non possano che reagire all’inflazione con l’aumento dei tassi di interesse. Ha iniziato a farlo la Banca Centrale Europea e un segnale in tal senso è arrivato dalla stessa Federal Reserve.
Correzione salutare, ma dolorosa
Tassi più alti implicano riduzione della propensione al rischio e maggiore appeal dei bond. A farne le spese, in questa fase, sono particolarmente i titoli tecnologici, reduci da una lunga e intensa corsa. La bolla IA può fare male nel breve termine, sebbene non sia in discussione lo sviluppo di questo nuovo settore dell’economia.
Date le altissime valutazioni, anche una semplice correzione può infliggere a milioni di azionisti perdite per centinaia di miliardi. Chi ha comprato il titolo SpaceX ai massimi, già accusa un pesante -25%. E tutto questo in pochissime sedute.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
