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Oggi: 19 Giu, 2026

Il decreto carburanti-ter è legge con nuova finestra per pagare: ISA, forfetari e cartelle locali

Nuove scadenze fiscali, pagamenti ISA rinviati e rottamazione locale: il decreto carburanti-ter ridisegna il calendario dei contribuenti.
19 Giugno 2026
decreto carburanti-ter
Foto © Investireoggi

Il decreto carburanti-ter arriva al traguardo della conversione in legge e porta con sé anche misure fiscali di forte impatto pratico. Il provvedimento, dal punto di vista del fisco, riguarda, in particolare, due fronti: lo spostamento dei pagamenti delle imposte per alcune categorie di contribuenti e il riordino delle scadenze legate alla definizione agevolata dei debiti gestiti da regioni, comuni e altri enti territoriali.

Il riferimento normativo principale è il decreto-legge n. 63 del 2026, nel cui percorso parlamentare è confluito anche il decreto-legge n. 89 del 2026, abrogato con salvezza degli effetti già maturati.

Decreto carburanti-ter: più tempo per i versamenti ISA

Una delle novità più immediate che trova conferme nella conversione in legge del decreto riguarda i contribuenti interessati dagli ISA, cioè gli Indici sintetici di affidabilità fiscale.

Per questi soggetti, il termine ordinario del 30 giugno 2026 per il pagamento del saldo imposte 2025 e primo acconto 2026 viene spostato al 20 luglio 2026. C’è anche la possibilità di pagare entro il 20 agosto con la maggiorazione dello 0,80%.

Il rinvio riguarda le somme che emergono dalle dichiarazioni dei redditi, dall’IRAP e dall’IVA. La misura non interessa soltanto imprese e professionisti soggetti agli ISA, ma comprende anche chi opera nel regime forfetario e chi rientra nel regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità.

Il decreto carburanti-ter conferma, quindi, una scelta già vista in passato: concedere più tempo in estate per gestire calcoli, dichiarazioni e pagamenti. La proroga non cancella il debito fiscale, ma modifica la data entro cui effettuare il versamento senza incorrere nelle conseguenze previste per il ritardo.

Definizione agevolata anche per i debiti locali

Un altro punto centrale riguarda la rottamazione-quinquies prevista dalla legge di bilancio 2026.

La misura può essere estesa anche ai carichi affidati alla riscossione dagli enti territoriali, come regioni ed enti locali, purché questi scelgano formalmente di applicarla alle proprie entrate. Serve una loro specifica delibera.

L’ambito temporale comprende i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. In concreto, ciò può riguardare tributi locali (IMU, TARI, ecc.) e altre entrate degli enti, sempre nei limiti fissati dalla disciplina di riferimento.

Restano fuori dalla procedura i debiti collegati a condanne della Corte dei conti. Per queste somme continua ad applicarsi il percorso ordinario di recupero, senza accesso allo sconto previsto dalla definizione agevolata.

Domande, comunicazioni e pagamenti: il nuovo percorso

Nel quadro del decreto carburanti-ter viene ridisegnato il calendario operativo della rottamazione quinquies per i carichi locali. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibili i dati utili dal 15 ottobre 2026. Da quel momento sarà possibile individuare i debiti che possono rientrare nella procedura.

La domanda di adesione dovrà essere presentata solo online dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Entro la stessa data sarà possibile correggere o integrare l’istanza già inviata.

La comunicazione con le somme dovute, il piano di pagamento e le relative scadenze arriverà entro il 28 febbraio 2027. Il pagamento potrà poi avvenire in unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure a rate, fino a un massimo di 54 rate bimestrali di uguale importo.

Le prime cinque scadenze cadranno il 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2027. Dal 2028 si proseguirà con il ritmo bimestrale stabilito dalla norma. In caso di pagamento rateale, gli interessi saranno applicati al 3% annuo dal 1° aprile 2027.

Decreto carburanti-ter: più margine agli enti territoriali

Il decreto carburanti-ter interviene anche sui tempi concessi agli enti creditori. Regioni, comuni e altri enti locali avranno tempo fino al 31 luglio 2026 per pubblicare sul proprio sito istituzionale e comunicare all’Agenzia delle Entrate-Riscossione la decisione di aderire alla rottamazione-quinquies.

La data sostituisce il precedente termine del 30 giugno 2026 e offre agli enti un margine più ampio per valutare costi, benefici e impatto amministrativo della scelta. La decisione dell’ente resta fondamentale: senza una delibera valida, i debiti locali non possono entrare nella definizione agevolata.

Il rinvio produce effetti anche sul perfezionamento della procedura. Le conseguenze collegate alla domanda e alla chiusura della definizione slittano dal 31 gennaio al 31 marzo 2027, in linea con il nuovo calendario. In questo modo contribuenti, riscossione ed enti locali seguono una tabella più ordinata e meno compressa.

Riassumendo

  • Il decreto carburanti-ter sposta al 20 luglio i versamenti dei soggetti ISA.
  • La proroga riguarda anche forfetari e contribuenti minimi.
  • La rottamazione-quinquies può includere debiti affidati dagli enti territoriali.
  • Restano esclusi i debiti da condanne della Corte dei conti.
  • Le domande online saranno possibili dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
  • Il pagamento potrà avvenire entro il 31 marzo 2027 o a rate.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.