Il collocamento del BTp Italia Sì (ISIN: IT0005713539) è arrivato al suo terzo giorno e, salvo che il Tesoro ne annunci la chiusura anticipata, vi saranno altre due giornate a disposizione per inserire gli ordini. Possono partecipare solamente gli investitori retail, cioè individuali. A differenza delle emissioni precedenti per il BTp Italia, non ci sarà alcuna sessione dedicata agli investitori istituzionali. Come sta procedendo? Nei primi due giorni, le sottoscrizioni sono state 166.352. Per la precisione, 95.571 il lunedì e 70.781 il martedì. Al termine della prima giornata risultava prenotato un controvalore pari a 3,176 miliardi di euro e nella seconda giornata per altri 2,184 miliardi.
Totale: 5.36 miliardi.
Ordini milionari per BTp Italia Sì
Facendo una semplice divisione, otteniamo che il contratto medio sottoscritto è stato di 32.220 euro, un importo perfettamente in linea con le precedenti emissioni retail sia a tasso fisso che variabile. Ricordiamo che l’investitore può sottoscrivere a partire da un importo minimo di 1.000 euro e multipli di 1.000 euro. La media, tuttavia, non dice molto. Ci aspetteremmo che tutti gli ordini arrivati per il BTp Italia Sì si aggirino attorno alla suddetta cifra, ma non è così. Mentre scriviamo e con davanti il monitor sui dati del Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana, notiamo cifre che vanno dai 2.000 euro e che arrivano a 100.000 euro.
E questo è nulla. Durante la prima giornata sono stati registrati più di 80 ordini “milionari”. Avete letto bene. Almeno un’ottantina di persone hanno investito cifre pari o anche molto superiori al milione di euro. La più alta è stata di 42 milioni e seguita da una di 24,2 milioni e un’altra di 17,7 milioni.
Nel corso della seconda giornata, invece, gli ordini milionari sono stati di meno e non hanno superato la cifra dei 5 milioni.
Definizione ampia di investitore retail
Quando parliamo di mercato retail, in mente ci viene l’italiano medio, ossia il risparmiatore con disponibilità finanziarie non certo stratosferiche? Soprattutto, non immaginiamo che una singola persona possa destinare a un solo bond decine di milioni di euro, anche se li avesse. E allora perché questi ordini elevati per il BTp Italia Sì? Chiariamo subito che questo accade ad ogni emissione retail e con numeri pressappoco simili. Dunque, non è un’esclusiva di questa emissione in corso.
La definizione di retail è più elastica di quanto crediamo. Le FAQ del Tesoro spiegano che possono partecipare al collocamento i seguenti soggetti:
- a) persone fisiche;
- b) clienti al dettaglio divenuti professionisti su richiesta;
- c) società di gestione autorizzate alla prestazione del servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto delle categorie a) e b);
- d) gli intermediari autorizzati abilitati alla gestione dei portafogli individuali per conto delle categorie a) e b);
- e) le società fiduciarie che prestano servizi di gestione di portafogli di investimento, anche mediante intestazione fiduciaria, esclusivamente per conto delle di clienti appartenenti alle categorie a) e b).
Confronto con emissione indicizzata precedente
Per farla breve, possono partecipare in qualità di “retail” anche quelli che chiamiamo private banker. Gli ordini milionari di cui sopra sono stati inseriti quasi certamente da coloro che gestiscono il risparmio per conto di clienti High Net Worth Individual.
Parliamo di soggetti con patrimoni molto elevati, magari nell’ordine delle centinaia di milioni di euro. Essi hanno l’esigenza, come un po’ tutti, di diversificare gli investimenti e di tutelarsi dal rischio inflazione. La differenza è che per un portafoglio medio si possono destinare poche migliaia di euro al BTp Italia Sì o qualsiasi altro singolo bond, mentre in questi casi parliamo di milioni e milioni di euro.
Gli ordini per il BTp Italia Sì stanno risultando in linea con quelli inviati un anno fa per il BTp Italia giugno 2032. Allora, la fase 1 dedicata al retail esitò una raccolta di 6,52 miliardi di euro. Probabile che il collocamento in corso batta tale dato, pur restando sotto gli 8,78 miliardi sottoscritti dal precedente, se includiamo gli istituzionali. Già prima di mezzogiorno eravamo sopra i 6 miliardi in tutto. Segno che gli italiani non stiano snobbando l’emissione, neppure con l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran di questi giorni. Hanno imparato a tutelarsi dagli eventi avversi e imprevisti.
giuseppe.timpone@investireoggi.it