Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 17 Giu, 2026

Il salario giusto del governo e i bonus da prendere

Come funziona il salario giusto e perché garantisce bonus e agevolazioni solo seguendo il principio introdotto dal DL Lavoro.
17 Giugno 2026
salario giusto
Foto © Investireoggi

Non è stato introdotto il salario minimo che da tempo alcune forze politiche continuano a proporre. Tuttavia, con il Decreto Lavoro approvato in occasione della Festa dei Lavoratori, il Governo è intervenuto sul tema delle retribuzioni introducendo un principio destinato ad avere effetti concreti sul mercato del lavoro: quello del salario giusto.

Si tratta di una regola che impone ai datori di lavoro di riconoscere ai dipendenti una retribuzione coerente con quanto previsto dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) di riferimento. Un principio che non riguarda soltanto il salario base, ma l’intero trattamento economico spettante al lavoratore.

Il salario giusto del Governo: possibili bonus da ottenere

Più che una nuova misura retributiva, il salario giusto rappresenta un principio che il Decreto Lavoro n. 62 del 2026 rende vincolante nelle assunzioni e nella gestione dei rapporti di lavoro.

Le aziende devono garantire ai lavoratori una retribuzione almeno pari a quella prevista dal contratto collettivo applicabile. Il riferimento non è soltanto al minimo tabellare, ma al cosiddetto TEC (Trattamento Economico Complessivo).

Questo significa che, oltre allo stipendio base, devono essere considerate anche tutte le altre componenti retributive previste dal contratto, come:

  • tredicesima mensilità;
  • quattordicesima mensilità;
  • indennità varie;
  • strumenti di welfare aziendale;
  • ulteriori voci economiche previste dal CCNL.

Inoltre, le imprese sono tenute ad applicare i contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative, senza poter ricorrere a contratti meno favorevoli all’interno dello stesso settore produttivo.

Salario giusto: più tutele per i lavoratori e più bonus per le aziende

L’obiettivo della norma è rafforzare le tutele dei lavoratori e contrastare fenomeni di dumping salariale.

Gli effetti non riguardano soltanto i dipendenti. Anche le imprese sono direttamente coinvolte, poiché il rispetto del principio del salario giusto diventa una condizione necessaria per accedere a numerosi benefici.

Le aziende che non garantiscono le retribuzioni previste dai contratti collettivi, infatti, rischiano di perdere il diritto a:

  • agevolazioni fiscali;
  • incentivi all’occupazione;
  • sgravi contributivi;
  • altri benefici previsti dalla normativa sul lavoro.

La misura interviene anche sul tema dei rinnovi contrattuali. Nei casi in cui il rinnovo del CCNL subisca ritardi, vengono rafforzate le tutele economiche dei lavoratori attraverso meccanismi di adeguamento retributivo collegati all’andamento dell’inflazione, pur senza una copertura integrale dell’aumento del costo della vita.

Datori di lavoro, sgravi e agevolazioni a rischio con il nuovo principio

Le nuove regole incidono direttamente sulle politiche di assunzione delle imprese.

Come previsto dal Decreto Lavoro, il mancato rispetto del principio del salario giusto può comportare l’esclusione da numerose misure di sostegno all’occupazione.

Tra queste rientrano, ad esempio:

  • il bonus per l’assunzione di giovani under 35, che può arrivare fino a 650 euro mensili sotto forma di sgravio contributivo;
  • il bonus per l’assunzione di donne, che può raggiungere 800 euro mensili;
  • gli incentivi previsti per le assunzioni nelle ZES (Zone Economiche Speciali), con sgravi fino a 650 euro mensili.

Il rispetto delle soglie retributive previste dal contratto collettivo diventa quindi una condizione essenziale per beneficiare di questi strumenti.

L’onere della prova resta a carico del datore di lavoro. Se la retribuzione effettivamente riconosciuta al dipendente non raggiunge il livello minimo previsto dal CCNL di riferimento, l’azienda perde il diritto agli incentivi e alle agevolazioni collegate alle assunzioni.

In questo modo il principio del salario giusto diventa non solo una tutela per i lavoratori, ma anche un requisito fondamentale per l’accesso alle misure di sostegno previste dalla legislazione sul lavoro.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.