Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 11 Giu, 2026

Iperammortamento 2026, niente click day: prenotazioni quasi al nastro di partenza

Iperammortamento al via (quasi): portale GSE, comunicazioni, scadenze e nodo software cloud per accedere correttamente all’agevolazione.
11 Giugno 2026
iperammortamento
Foto © Investireoggi

L’iperammortamento collegato al Piano Transizione 5.0 entra in una fase decisiva. Dopo l’attesa per il decreto applicativo del MIMIT (si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), le imprese possono prepararsi a usare il canale telematico del GSE per comunicare in anticipo gli investimenti programmati.

La misura, ricordiamo, punta a favorire l’acquisto di beni strumentali innovativi, con particolare attenzione alla modernizzazione dei processi produttivi e al risparmio energetico. Il percorso, però, non è automatico: servono comunicazioni puntuali, documenti coerenti e rispetto delle scadenze indicate dalla disciplina.

Iperammortamento, cosa cambia con l’apertura del portale GSE

L’apertura della piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici rappresenta il passaggio operativo che rende concreta la procedura.

L’accesso avviene nell’Area Clienti del sito GSE, tramite strumenti di identità digitale come SPID o Carta d’Identità Elettronica.

Il quadro normativo richiamato è quello dell’articolo 1, commi da 427 a 436, della Legge n. 199/2025 (Legge bilancio 2026). Il decreto attuativo, formato dal MIMIT il 4 maggio 2026 e dal MEF il 7 maggio 2026, risulta registrato dalla Corte dei conti il 18 maggio 2026, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il tema è stato oggetto anche dell’interrogazione parlamentare n. 5-05448, nella quale sono stati forniti chiarimenti sulle modalità di funzionamento della misura.

Per le imprese interessate, il primo passo consiste nella comunicazione preventiva. Si tratta, in sostanza, della prenotazione del beneficio riferita agli investimenti che si intendono realizzare presso una determinata struttura produttiva.

Le comunicazioni da inviare e le scadenze da rispettare

La procedura è costruita su più passaggi. Dopo la prima comunicazione, il GSE trasmette l’esito della richiesta. In caso di risposta positiva, l’impresa deve inviare una conferma entro 60 giorni, indicando la data e l’importo dell’ultimo acconto pagato.

L’acconto deve consentire di raggiungere almeno il 20% del costo del bene. Questo significa che il pagamento non può essere concentrato in un’unica soluzione finale: serve almeno una prima quota e poi il saldo.

Una volta concluso l’investimento, e dopo l’interconnessione dei beni, deve essere presentata la comunicazione finale. Il termine massimo indicato è il 15 novembre 2028. La mancata trasmissione degli adempimenti fondamentali blocca il perfezionamento della procedura e impedisce l’utilizzo dell’agevolazione.

Sono previste anche comunicazioni periodiche di controllo. Una deve essere inviata entro il 20 gennaio di ogni anno per indicare gli investimenti effettuati. Un’altra, integrativa, deve arrivare entro il 30 giugno successivo, con il piano di ammortamento e le quote di incentivo riferite ai singoli esercizi.

Nessun click day e ruolo dei futuri chiarimenti ministeriali

Un punto importante riguarda l’assenza del cosiddetto click day. Per questa misura non opera un ordine cronologico legato all’arrivo delle domande, poiché non è previsto un tetto massimo collegato agli stanziamenti pubblici come limite generale di accesso.

Questo elemento riduce la pressione sulle imprese e consente una gestione più ordinata delle richieste. Resta, comunque, necessario predisporre la documentazione con attenzione, perché la correttezza delle comunicazioni resta centrale per non perdere il beneficio.

Il MIMIT (Ministero delle Imprese e del made in Italy) ha annunciato ulteriori chiarimenti attraverso FAQ e circolari operative. Questi documenti saranno utili per sciogliere dubbi pratici, soprattutto su casi particolari, tempistiche, contenuto delle comunicazioni e coordinamento tra investimenti, pagamenti e interconnessione. Si ricorda che è anche intervenuto in decreto fiscale (DL n. 38/2026) che ha eliminato la clausola che l’acquisto di beni doveva provenire solo da paesi UE o dello Spazio Economico Europeo.

L’iperammortamento, quindi, non richiede solo una scelta di investimento, ma anche una gestione amministrativa precisa. L’agevolazione fiscale diventa realmente utilizzabile solo quando ogni fase risulta coerente con la disciplina prevista.

Iperammortamento e software cloud: il nodo ancora aperto

Resta aperta la questione dei software utilizzati in cloud o con modelli “as a service”. In una fase iniziale tali costi erano stati considerati tra quelli potenzialmente agevolabili, ma poi sono stati esclusi dopo le osservazioni della Ragioneria generale dello Stato.

Il Governo, però, ha confermato che sono allo studio possibili interventi normativi per includere anche queste soluzioni, sempre nel rispetto delle coperture finanziarie. Il tema è rilevante perché una parte molto ampia delle imprese ormai utilizza applicazioni digitali non installate localmente, ma fruite tramite piattaforme esterne.

L’eventuale apertura ai servizi cloud renderebbe la misura più aderente alla realtà produttiva attuale. Al momento, però, la prudenza resta necessaria: fino a una modifica normativa espressa, tali spese non possono essere considerate automaticamente ammesse.

Per il sistema produttivo, l’iperammortamento può diventare uno strumento importante di crescita, ma richiede pianificazione. Investimenti, pagamenti, interconnessione e comunicazioni al GSE devono procedere in modo coordinato. Solo così il vantaggio fiscale può trasformarsi in un reale supporto alla trasformazione tecnologica delle imprese.

Riassumendo

  • Iperammortamento Transizione 5.0 entra nella fase operativa tramite portale GSE.
  • Le imprese devono inviare una comunicazione preventiva per prenotare il beneficio.
  • Dopo l’esito positivo, serve conferma con acconto almeno del 20%.
  • La comunicazione finale va inviata dopo investimento e interconnessione dei beni.
  • Non è previsto click day né ordine cronologico delle domande.
  • I software cloud restano esclusi, ma sono allo studio possibili correttivi.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.