Il prezzo dell’oro (in dollari) è sceso di quasi il 20% dai massimi storici raggiunti a gennaio, quando un’oncia arrivò a costare poco meno di 5.600 dollari sui mercati internazionali. Ieri, viaggiava a circa 4.510 dollari. In euro, il bilancio resta super positivo su base annua: +33%. Ma questi numeri possono dissuadere molti piccoli investitori retail dal puntare su un asset così caro. La soluzione per loro può essere l’oro frazionale. Quando parliamo di quotazioni, il riferimento è all’unità di misura standard internazionale dell’oncia troy, che corrisponde a 31,1035 grammi.

Oro frazionale per spendere poco
In Europa, però, nessuno si sognerebbe di entrare in una gioielleria o un banco dei metalli per chiedere al titolare di acquistare o vendere tot “once” di oro, argento, ecc.
Il nostro sistema di misurazione del peso è e resta basato sui grammi. Accanto alla quotazione standard troverete spesso quella in kg. Ad esempio, ieri un kg di oro costava intorno ai 124.400 euro. Di male in peggio per chi avesse voglia di investire nel bene rifugio per eccellenza.
Non scoraggiatevi dinnanzi a queste cifre. E’ possibilissimo comprare lingotti di bassissimo peso. Si parla persino di oro frazionale quando scendiamo sotto 1 grammo (o 1 oncia negli Stati Uniti). In Italia, si può acquistare persino un lingottino di mezzo grammo. Ai prezzi di mercato di ieri, costerebbe sui 65 euro. Una soluzione alla portata di tutte le tasche e che rende gli investimenti più democratici. Non sono necessari soltanto grossi capitali per sperare di guadagnare grazie al rialzo delle quotazioni o anche solo per cercare di proteggere i risparmi dall’inflazione.
Premio alto per costi fissi
L’oro frazionale avvicina il mercato retail al metallo giallo, anche se i pro vanno soppesati rispetto ai contro. Voi vi immaginereste che i prezzi si muovano perfettamente in linea con il peso. Se un grammo costa, in teoria, sui 124 euro, mezzo grammo varrebbe sui 62 euro, 5 grammi sui 620 e così via. La realtà non è questa. Più scendi di peso e più alto il prezzo in proporzione. Non è una truffa, bensì il risultato di costi di produzione e commercializzazione non esattamente proporzionali. Per un produttore creare un lingotto di 1 grammo costa grosso modo quanto crearne uno di 5 o 10 grammi. I costi fissi si riflettono sul prezzo, al punto che potreste scoprire di comprare mezzo grammo a premio anche sopra il 100%.
Esempio: un lingottino di 0,5 grammi, ai prezzi di mercato di ieri, veniva venduto sul sito Goldcoinvest.com per 134,42 euro, al 116% sopra i prezzi di mercato. Domanda: ne vale la pena? Un lingotto di 1 grammo, invece, superava i 245 euro, quasi doppiando la quotazione ufficiale. E 5 lingotti da 0,5 grammi ciascuno venivano venduti per un costo unitario di oltre 196 euro (+58%). Nel caso di rialzo delle quotazioni, il rischio per gli investitori in oro frazionale sarebbe di non riuscire ugualmente a coprire il costo iniziale.
Infatti, il premio versato al venditore non sarà tenuto in considerazione all’atto della rivendita, quando verrebbe pagata solamente la quotazione di mercato.
Provenienza certificata riduce rischi
Per essere più chiari, minore il peso e più alto il margine di crescita necessario per non andare in perdita. Negli Stati Uniti, poi, le vendite di piccoli lingotti risultano più difficili a causa della tendenza del mercato di concentrarsi sui lingotti di maggiore peso e dalla provenienza certa. In Europa, questo problema non esiste grazie alla provenienza certificata di tutto l’oro. In Italia, le compravendite sono possibili solo tramite operatori professionali o banchi dei metalli iscritti e autorizzati dalla Banca d’Italia.
Ciò non toglie che il problema sull’oro frazionale esista anche da noi. Un lingotto di piccolissime dimensioni e peso richiede la stessa attenzione (e costi) alla sicurezza quanto uno più grosso. E il rischio di smarrimento del blister può anche essere più alto. D’altra parte, rivendere dovrebbe essere più facile per via della modesta cifra richiesta. Vero è anche che l’acquirente potrebbe mostrarsi riluttante a comprare un asset a premio così alto rispetto ai prezzi di mercato.
giuseppe.timpone@investireoggi.it