Parlare di salvaguardia pensionistica riporta indietro di molti anni, ai tempi delle salvaguardie per gli esodati. Ci riferiamo al periodo immediatamente successivo alla riforma Fornero, quando nacque il tristemente noto fenomeno degli esodati. Si trattava di lavoratori che, a causa dell’improvviso inasprimento dei requisiti pensionistici introdotto dal governo Monti con il decreto Salva Italia, il cosiddetto provvedimento “lacrime e sangue”, si ritrovarono improvvisamente senza lavoro e con diversi anni di attesa prima di poter accedere alla pensione anche se svolgevano lavori gravosi.
Persone messe in ginocchio da quelle novità, al punto da rendere necessari numerosi interventi di salvaguardia. La salvaguardia di cui si parla oggi, però, è diversa.
Riguarda i lavoratori che verranno protetti dagli aumenti dei requisiti pensionistici previsti tra il 2027 e il 2028. Si tratta degli addetti ai lavori gravosi e usuranti, che saranno esclusi dall’innalzamento dell’età pensionabile.
Pensioni 2027 e 2028, nessun aumento dei requisiti: nuovi elenchi INPS dei salvaguardati
Con l’ultima legge di Bilancio, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, il governo Meloni ha confermato gli aumenti dei requisiti pensionistici legati all’andamento dell’aspettativa di vita della popolazione.
Come ormai noto, nel 2027 i requisiti per la pensione di vecchiaia e per la pensione anticipata, così come per diverse misure in deroga, aumenteranno di un mese. Nel 2028 l’incremento salirà addirittura a tre mesi.
Molti lavoratori potrebbero risultare penalizzati, perché anche pochi giorni di differenza nel raggiungimento dei requisiti potrebbero comportare il rinvio del pensionamento al nuovo anno, con l’applicazione immediata delle nuove soglie. Una situazione simile a quella verificatasi nel 2019, quando il governo Conte introdusse un aumento di cinque mesi dei requisiti pensionistici.
L’ultimo adeguamento legato all’aspettativa di vita risale proprio al 2019. Successivamente, gli effetti della pandemia determinarono una riduzione della speranza di vita media, congelando di fatto i requisiti pensionistici fino al 2026. Con il ritorno alla crescita dell’aspettativa di vita, sono ora previsti nuovi incrementi.
Nel 2019, tuttavia, gli addetti ai lavori gravosi e usuranti furono esclusi dall’inasprimento dei requisiti. Per loro l’età pensionabile rimase ferma a 66 anni e 7 mesi, invece dei 67 anni richiesti agli altri lavoratori. In compenso, il requisito contributivo fu elevato a 30 anni effettivi, rispetto ai 20 anni ordinariamente richiesti.
La stessa forma di tutela è stata confermata anche per gli aumenti previsti nel 2027 e nel 2028 dalla legge di Bilancio che ha recepito gli adeguamenti all’aspettativa di vita.
Salgono i requisiti ma non per tutti
L’aumento dell’età pensionabile previsto nel 2027 e nel 2028 non si applicherà a chi svolge attività considerate gravose. Restava però da chiarire con precisione quali fossero le professioni interessate dalla salvaguardia.
Per fugare ogni dubbio è quindi intervenuta l’INPS con una nuova circolare, nella quale è stato aggiornato l’elenco delle attività interessate attraverso i relativi codici Istat professionali.
Fino a oggi il riferimento principale era costituito dalle 15 categorie professionali previste per l’Ape sociale e per Quota 41 precoci. Nel corso degli anni, però, l’Istituto ha progressivamente affinato la classificazione delle attività, individuandole in maniera più precisa attraverso i codici Istat.
I nuovi elenchi sono stati richiamati dall’INPS nel messaggio n. 1808 del 29 maggio 2026, che conferma le categorie professionali escluse dagli aumenti dei requisiti pensionistici.
Niente aumento dei requisiti per le pensioni 2027 e 2028, ecco l’elenco dei salvaguardati
In linea generale, le categorie professionali che già oggi consentono l’accesso a misure come l’Ape sociale e Quota 41 per i lavoratori precoci comprendono:
- Operai edili e dell’industria estrattiva;
- Conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni e gruisti;
- Conciatori di pelli e pellicce;
- Macchinisti ferroviari e personale viaggiante;
- Conduttori di mezzi pesanti e camionisti;
- Personale infermieristico e ostetrico impiegato in turni presso sale operatorie e sale parto;
- Addetti all’assistenza personale di soggetti non autosufficienti e badanti professionali;
- Maestri e maestre della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
- Facchini e addetti alla movimentazione delle merci;
- Addetti ai servizi di pulizia;
- Operatori ecologici e addetti alla raccolta e separazione dei rifiuti;
- Operai agricoli, della zootecnia e della pesca;
- Pescatori;
- Lavoratori siderurgici;
- Marittimi.
Oggi, tuttavia, l’INPS è entrata maggiormente nel dettaglio delle attività interessate. In realtà questa classificazione è già utilizzata da tempo per l’Ape sociale e Quota 41, ma l’estensione della salvaguardia agli aumenti dei requisiti pensionistici ha reso necessario un ulteriore chiarimento.
Nel messaggio citato, l’Istituto conferma quindi i codici Istat che individuano con maggiore precisione le professioni tutelate. Tra queste dunque figurano:
- Professori della scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate;
- Tecnici della salute;
- Magazzinieri e professioni assimilate;
- Addetti qualificati ai servizi sanitari e sociali;
- Estetisti;
- Addetti qualificati ai servizi personali;
- Artigiani e agricoltori;
- Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali;
- Operatori di impianti per la lavorazione a caldo dei metalli;
- Addetti alla lavorazione del vetro;
- Ceramisti;
- Addetti alla fabbricazione della carta;
- Addetti alla raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi;
- Conduttori di impianti per la produzione di energia termica;
- Addetti ai mulini e alle impastatrici;
- Operatori delle linee di montaggio;
- Operai addetti al trattamento termico dei minerali;
- Addetti ai macchinari fissi in agricoltura e nell’industria alimentare;
- Conduttori di muletti e macchinari per il sollevamento;
- Facchini e addetti non qualificati alla movimentazione merci;
- Addetti non qualificati alle pulizie;
- Portantini;
- Operai agricoli non qualificati;
- Addetti alla manutenzione e alla cura del verde;
- Allevatori;
- Pescatori e addetti alle attività forestali e della pesca.
Per beneficiare della salvaguardia, queste attività devono essere state svolte per almeno sette degli ultimi dieci anni oppure per almeno la metà dell’intera vita lavorativa. Solo in presenza di tali condizioni sarà possibile evitare gli aumenti dei requisiti pensionistici previsti per il 2027 e il 2028.