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Ape sociale 2026, pensione anticipata anche con 28 anni di contributi

Si può anticipare l'Ape sociale con 28 anni di contributi, ma solo in determinate circostanze e per determinati contribuenti.
20 Maggio 2026
pensione ape sociale
Foto © Licenza Creative Commons

Bastano 28 anni di contributi per anticipare l’uscita dal lavoro e andare in pensione con l’Ape Sociale? Guardando la misura nella sua configurazione ordinaria, la risposta sembrerebbe negativa. Infatti, in base alla categoria di appartenenza, l’Ape Sociale richiede:

  • almeno 30 anni di contributi;
  • oppure 36 anni per alcune categorie specifiche.

Eppure esiste una possibilità concreta per andare in pensione anche con “soli” 28 anni di versamenti. Una possibilità che riguarda però esclusivamente:

  • alcune categorie tutelate;
  • e soltanto le lavoratrici che sono diventate madri.

Si tratta infatti di una delle agevolazioni previdenziali pensate per sostenere le donne, soprattutto quelle che hanno avuto carriere lavorative discontinue proprio a causa della maternità.

L’Ape Sociale: cos’è e a chi si rivolge

L’Ape Sociale è oggi l’unica misura in deroga ai requisiti ordinari rimasta in vigore dopo l’ultima legge di Bilancio.

Fino al 31 dicembre 2025 le misure da prorogare erano tre:

  • Ape Sociale;
  • Opzione Donna;
  • Quota 103.

Le ultime due sono state cancellate dal governo per il 2026, salvo per chi aveva già maturato il diritto entro le scadenze previste. L’Ape Sociale, invece, è stata confermata.

Si tratta di un Anticipo Pensionistico Sociale, destinato esclusivamente a quattro categorie specifiche di lavoratori.

Le quattro categorie ammesse all’Ape Sociale

Possono accedere alla misura:

  • gli invalidi civili con almeno il 74%;
  • i disoccupati involontari che hanno terminato la Naspi;
  • i caregiver che assistono familiari disabili conviventi da almeno 6 mesi;
  • gli addetti ai lavori gravosi.

Per i lavori gravosi, inoltre, è necessario aver svolto l’attività:

  • per almeno 7 degli ultimi 10 anni;
  • oppure per 6 degli ultimi 7 anni.

I requisiti ordinari dell’Ape Sociale

Per ottenere la prestazione occorre raggiungere:

  • almeno 63 anni e 5 mesi di età.

Poi cambia il requisito contributivo:

  • 30 anni di contributi per invalidi, disoccupati e caregiver;
  • 36 anni per gli addetti ai lavori gravosi.

Perché l’Ape Sociale non è una vera pensione

Dal punto di vista tecnico, l’Ape Sociale non è una pensione vera e propria. Si tratta piuttosto di:

  • una misura assistenziale;
  • una sorta di accompagnamento fino alla pensione di vecchiaia.

L’obiettivo è infatti accompagnare il lavoratore fino ai 67 anni di età, quando scatterà la pensione ordinaria.

Le limitazioni dell’Ape Sociale

Proprio perché è una misura assistenziale, presenta diverse limitazioni:

  • niente tredicesima;
  • importo massimo di 1.500 euro mensili;
  • nessuna rivalutazione all’inflazione;
  • assenza di maggiorazioni e integrazioni;
  • nessuna reversibilità ai superstiti;
  • forti limiti alla cumulabilità con redditi da lavoro.

È possibile cumulare soltanto:

  • redditi da lavoro autonomo occasionale,
    entro il limite di:
  • 5.000 euro annui.

La misura inoltre termina automaticamente al raggiungimento dell’età pensionabile.

L’agevolazione per le lavoratrici madri

Ed è proprio qui che entra in gioco la possibilità di andare in pensione anche con 28 anni di contributi.

Molti non sanno infatti che l’Ape Sociale prevede uno sconto contributivo specifico per le donne che hanno avuto figli. L’agevolazione è riportata anche nelle schede ufficiali INPS dedicate alla misura.

Come funziona lo sconto sui contributi

Per ogni figlio avuto:

  • viene riconosciuto uno sconto di 12 mesi sui contributi richiesti.

Lo sconto massimo ottenibile è pari a:

  • 24 mesi, quindi due anni complessivi.

Ecco quando bastano 28 anni di contributi

Una lavoratrice che rientra in una delle categorie previste:

  • invalida;
  • caregiver;
  • oppure disoccupata,

può quindi accedere all’Ape Sociale con 28 anni di contributi, anziché 30, se ha avuto almeno due figli.

Resta comunque necessario raggiungere i 63 anni e 5 mesi di età.

E per i lavori gravosi?

Anche le addette ai lavori gravosi possono beneficiare dello stesso meccanismo. In questo caso il requisito ordinario di 36 anni può scendere fino a 34 anni di contributi, sempre in presenza di almeno due figli.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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