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Pensioni anticipate più facili adesso, ma non per tutti, ecco perché se ne parla

Andare in pensione anticipata diventa più facile dopo la sentenza del Tribunale si Siena sui contributi figurativi.
15 Maggio 2026
pensione anticipata
Foto © Licenza Creative Commons

Si potrà andare in pensione anticipata in maniera più semplice dopo una sentenza del Tribunale di Siena che ha dato ragione a un contribuente contro l’INPS sul tema della contribuzione figurativa.

L’Istituto non considerava validi determinati contributi ai fini del diritto alla pensione anticipata, mentre i giudici hanno confermato che quei periodi devono invece essere ritenuti utili.

Non è la prima volta che l’INPS soccombe in giudizio su questioni interpretative legate alle pensioni. E probabilmente non sarà nemmeno l’ultima.

Questa volta, però, la risonanza della sentenza è stata particolarmente forte, anche perché molti media stanno parlando di pensioni anticipate che diventano finalmente più accessibili per numerosi contribuenti.

In realtà, la novità non è del tutto nuova. Già nel 2025 altre Corti avevano espresso lo stesso orientamento sulla validità della contribuzione figurativa nelle pensioni anticipate. Resta però il fatto che, adesso, viene meno un vincolo molto pesante che penalizzava diversi lavoratori. Anche se, va detto, non si tratta di una platea enorme di beneficiari.

Pensioni anticipate più facili: ecco perché se ne parla tanto

La sentenza del Tribunale di Siena, ripresa anche da Repubblica, riguarda la validità della contribuzione figurativa ai fini della pensione anticipata ordinaria.

Tradizionalmente, la contribuzione figurativa è sempre stata considerata valida sia per il diritto sia per il calcolo della pensione.

La questione nasce però dall’interpretazione della riforma Fornero, cioè del Decreto Legge 201 del 6 dicembre 2011, che disciplina la pensione anticipata ordinaria.

Come noto, oggi servono:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

Sul sito dell’INPS, nella scheda dedicata alla pensione anticipata, è però ancora riportata questa indicazione:

“Per il perfezionamento del requisito contributivo di cui sopra, valgono tutti i contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo; nel caso di liquidazione a carico delle gestioni dell’Assicurazione Generale Obbligatoria rimane il requisito di 35 anni di contributi, al netto dei periodi di malattia, disoccupazione o simili”.

Ed è proprio questo il cuore della controversia.

La sentenza: validi anche i contributi figurativi

Il ricorso è stato promosso dal Patronato INCA-CGIL e riguardava il caso di un contribuente che aveva maturato i requisiti complessivi richiesti per la pensione anticipata, cioè i famosi 42 anni e 10 mesi di contributi, ma che non raggiungeva i presunti 35 anni “effettivi” richiesti dall’INPS.

Secondo il Tribunale di Siena, questa interpretazione è errata.

Con la sentenza numero 208/2026, emessa lo scorso aprile, il giudice ha stabilito che anche i contributi figurativi devono essere considerati validi per il raggiungimento dei 35 anni richiesti.

La decisione si inserisce in una linea giurisprudenziale già consolidata.

In precedenza, infatti, anche la Cassazione si era espressa contro l’INPS:

  • con le sentenze 24916 e 24952 del 2024;
  • e con l’ordinanza 27910 del 2025.

Cosa cambia davvero per i lavoratori

Secondo i giudici, nella legge Fornero non esiste alcun riferimento esplicito all’obbligo di possedere 35 anni di contribuzione “effettiva”, escludendo cioè:

  • periodi di disoccupazione;
  • malattia;
  • infortunio;
  • o altri accrediti figurativi.

Nonostante questo, l’INPS continua ancora oggi a riportare quella regola sul proprio portale istituzionale.

Ed è proprio qui che nasce il problema: molti contribuenti si vedono respingere la domanda di pensione anticipata pur avendo raggiunto il requisito contributivo complessivo previsto dalla legge.

Chi può trarre vantaggio da questa sentenza

La novità interessa soprattutto chi:

  • ha raggiunto i 42 anni e 10 mesi di contributi;
  • oppure i 41 anni e 10 mesi nel caso delle donne;
  • ma ha accumulato diversi anni di contributi figurativi da Naspi, malattia o infortunio.

In pratica, chi supera i limiti figurativi che l’INPS continua a contestare potrebbe ora avere maggiori possibilità di ottenere la pensione anticipata facendo leva sui precedenti giurisprudenziali ormai numerosi.

Più sentenze si accumulano sullo stesso principio, infatti, più diventa difficile per l’INPS continuare a sostenere un’interpretazione diversa.

Ed è proprio questo l’aspetto più importante della vicenda: non tanto una nuova legge, quanto il consolidarsi di un orientamento dei tribunali che potrebbe rendere davvero più semplice l’accesso alla pensione anticipata per molti lavoratori.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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