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Dall’INPS una pensione a 57 anni di età ma a carico del datore di lavoro

Che pensione si può prendere subito tramite l'isopensione a partire dai 57 anni di età? Ecco come fare a capirlo e come funziona all'INPS.
14 Maggio 2026
pensione INPS
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C’è uno scivolo pensionistico di cui si parla molto negli ultimi tempi. Una misura che rientra tra gli strumenti di incentivazione all’esodo e che, attraverso accordi tra aziende e sindacati, consente ai lavoratori di uscire in anticipo dal mondo del lavoro. Anche se con tale pensione l’INPS non è direttamente coinvolta. Parliamo dell’isopensione, tornata particolarmente d’attualità dopo la decisione del governo di prorogare per altri tre anni le regole più favorevoli della misura, che altrimenti sarebbero scadute il 31 dicembre 2026.

Anche nel 2027, quindi, resterà possibile usufruire di uno sconto massimo di 7 anni rispetto ai requisiti ordinari di pensionamento.

Una soluzione che, non gravando direttamente sulle casse dello Stato ma essendo interamente finanziata dai datori di lavoro, ha concrete possibilità di continuare a essere utilizzata nel prossimo triennio.

Isopensione: cos’è e perché alcuni lavoratori possono uscire anche a 57 anni

L’isopensione è uno strumento che un’azienda può attivare quando intende ridurre il personale, accompagnando verso la pensione i dipendenti più vicini ai requisiti previdenziali.

Nata inizialmente con uno sconto massimo di 4 anni, dal 2018 la misura consente invece un anticipo fino a 7 anni rispetto:

  • alla pensione di vecchiaia;
  • oppure alla pensione anticipata ordinaria.

Possono rientrare nello scivolo i lavoratori impiegati in aziende con almeno 15 dipendenti e che si trovino a non più di 7 anni dalla pensione.

Va però chiarito un aspetto fondamentale: il lavoratore non può attivare autonomamente l’isopensione.

La misura nasce infatti da un accordo tra:

  • il datore di lavoro;
  • e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

È poi l’azienda a sostenere interamente il costo dell’operazione, finanziando:

  • l’assegno mensile che l’INPS erogherà al lavoratore;
  • e i relativi contributi previdenziali fino al raggiungimento della pensione vera e propria.

Una pensione “pagata” dall’INPS ma finanziata dall’azienda

L’assegno di isopensione viene materialmente erogato dall’INPS, con lo stesso calendario delle normali pensioni. Tuttavia il costo resta completamente a carico del datore di lavoro.

Ed è proprio questa caratteristica che rende la misura particolarmente interessante anche per il legislatore, perché non produce un impatto diretto sulla spesa previdenziale pubblica.

La proroga fino al 2029 rappresenta quindi una buona notizia per:

  • chi si troverà nei prossimi anni vicino ai 60 anni di età;
  • oppure per chi avrà già maturato circa 35 anni e 10 mesi di contributi.

In questi casi, infatti, i 7 anni di anticipo possono consentire un’uscita molto anticipata dal lavoro.

Lo scivolo vale solo per le pensioni ordinarie

L’isopensione può essere utilizzata esclusivamente in collegamento con:

  • la pensione di vecchiaia;
  • oppure la pensione anticipata ordinaria.

Non è invece compatibile con altre misure, come per esempio la pensione anticipata contributiva a 64 anni.

E questo anche se la misura rientra comunque tra quelle ordinarie.

Il problema nasce dal fatto che, nel caso della pensione anticipata contributiva, esiste un terzo requisito che non può essere certificato con precisione molti anni prima:

  • l’importo minimo della pensione, pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale.

Trattandosi di una soglia che cambia nel tempo, legata sia all’andamento dell’assegno sociale sia ai coefficienti di trasformazione del sistema contributivo, l’INPS non può garantire con anni di anticipo il diritto alla misura.

Si può davvero uscire a 57 anni?

La risposta è sì, ma solo in determinati casi.

Chi ha iniziato a lavorare molto giovane può arrivare a:

  • 57 anni di età;
  • con circa 35 anni e 10 mesi di contributi già maturati.

In questa situazione, grazie all’isopensione, il lavoratore potrebbe lasciare subito il lavoro e arrivare alla pensione anticipata ordinaria dopo i 7 anni di scivolo previsti dalla misura.

Non si tratterebbe quindi di un accesso alla pensione anticipata contributiva a 64 anni, ma di un accompagnamento verso la pensione anticipata ordinaria.

Attenzione agli aumenti legati all’aspettativa di vita

Tutti gli esempi e i requisiti indicati devono però fare i conti con gli aumenti previsti dal meccanismo delle aspettative di vita.

Dal 2027, infatti:

  • i requisiti pensionistici aumenteranno di un mese;
  • mentre dal 2028 l’incremento complessivo salirà a tre mesi.

Questo significa che anche l’accesso all’isopensione rischia di slittare progressivamente in avanti nei prossimi anni, sia per quanto riguarda l’età pensionabile sia per i requisiti contributivi delle pensioni anticipate ordinarie.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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