Dall’ultimo rilevamento fatto, l’INPS ha certificato 11 milioni di attestazioni ISEE, confermando quanto questo strumento sia ormai centrale per l’accesso a bonus, agevolazioni e servizi sociali.
Il quadro che emerge mostra una crescita molto ampia rispetto al passato, con un aumento delle DSU attestate pari all’88%. In pratica, sempre più famiglie presentano la dichiarazione necessaria per ottenere una fotografia economica valida ai fini delle prestazioni collegate all’indicatore. I dati si riferiscono all’ISEE 2025. Per il 2026 il dato sarà disponibile solo a fine anno, ma è presumibile che si assesterà intorno alle stesse cifre.
ISEE, l’attestazione indispensabile
Il riferimento normativo principale resta il D.
P.C.M. n. 159/2013, che disciplina composizione del nucleo, redditi, patrimoni e modalità di calcolo dell’ISEE. Lo scorso anno il valore medio nazionale dell’indicatore ha raggiunto 17,6 mila euro, il livello più alto dell’intera serie storica esaminata.
Il divario territoriale, però, resta evidente: oltre 20 mila euro nel Nord, oltre 19 mila euro nel Centro e circa 14 mila euro nel Mezzogiorno e nelle Isole. Questi dati aiutano a capire non solo il peso delle richieste di sostegno pubblico (bonus psicologo, bonus nido, assegno unico, assegno inclusione, ecc.), ma anche la diversa capacità economica dei nuclei sul territorio.
Le fasce di valore e la distribuzione delle famiglie
La ripartizione per classi economiche offre un’indicazione molto chiara. Nel 3% dei casi l’indicatore risulta pari a zero, mentre il 37% delle dichiarazioni si colloca sotto i 10.000 euro. All’estremo opposto, l’11% supera i 35.000 euro. La fascia più numerosa è quella compresa tra 5.000 e 10.000 euro, con oltre 2 milioni di ISEE, cioè il 19% del totale annuo.
Anche la composizione delle famiglie ha un peso rilevante. I nuclei con tre o quattro componenti rappresentano metà del totale e fanno registrare un valore medio superiore a 20 mila euro. Inoltre, quasi una famiglia su due ha almeno un minorenne, mentre un quarto comprende almeno una persona con disabilità. Si tratta di un elemento importante perché molte misure sociali, assegni e riduzioni tariffarie tengono conto non solo del reddito, ma anche della struttura familiare, come previsto dalle regole ISEE e dalle maggiorazioni collegate alle diverse situazioni personali. I dati ISEE, letti insieme alla composizione del nucleo, spiegano quindi meglio il reale bisogno economico delle famiglie italiane.
Presentazione della DSU: più autonomia e più strumenti digitali
Un altro aspetto rilevante riguarda le modalità di presentazione della DSU, cioè la Dichiarazione Sostitutiva Unica necessaria per ottenere l’attestazione ISEE. Nell’ultimo anno una parte crescente dei cittadini ha scelto di compilare la pratica in autonomia. La quota è salita dal 2% al 17% nel confronto storico richiamato dall’INPS. A questo si aggiunge l’uso della DSU precompilata, disponibile dal 2020 e utilizzata nel 16% delle dichiarazioni del 2025.
Sul piano operativo, la DSU può essere trasmessa in ogni periodo dell’anno, direttamente online, tramite CAF convenzionati oppure con strumenti digitali messi a disposizione dall’Istituto. C’è la DSU precompilata. Dal 2025 è possibile procedere anche da smartphone, oltre che attraverso il Portale della famiglia e della genitorialità.
La validità della dichiarazione arriva fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione, secondo il sistema oggi applicato. Nel corso dello stesso anno possono essere inviate più DSU: per questo le dichiarazioni risultano più numerose dei nuclei distinti. Dai dati del 2025, infatti, a fronte di 11 milioni di DSU, i nuclei familiari effettivamente conteggiati sono stati 10,4 milioni, con una media di circa tre persone. I dati ISEE mostrano quindi un uso molto intenso dello strumento, spesso aggiornato quando cambiano reddito, patrimonio o composizione familiare.
Cosa dicono davvero i dati ISEE
La fotografia diffusa dall’INPS conferma che l’ISEE è ormai uno snodo essenziale del welfare italiano. Non serve solo a selezionare chi ha diritto a una prestazione, ma anche a graduare l’importo spettante. In molti casi, infatti, soglie economiche precise determinano accesso o esclusione da bonus, contributi e riduzioni, con effetti concreti sui bilanci familiari. Per questo la correttezza della DSU è decisiva, anche sotto il profilo dei controlli previsti dalla normativa e delle responsabilità legate alle dichiarazioni sostitutive rese ai sensi del D.P.R. n. 445/2000.
Nel complesso, in attese delle rilevazioni del 2025, i dati ISEE dello scorso anno raccontano un Paese in cui cresce il ricorso a questo indicatore, aumentano i valori medi e resta forte la distanza tra aree geografiche. Allo stesso tempo, emerge una gestione sempre più digitale e diretta delle pratiche. Sono segnali utili per famiglie, operatori e istituzioni, perché consentono di leggere meglio il rapporto tra condizioni economiche e accesso agli aiuti pubblici. In questa prospettiva, i dati ISEE diventano una chiave concreta per interpretare bisogni sociali, distribuzione delle risorse e funzionamento delle misure di sostegno.
Riassumendo
- Gli ultimi dati ISEE confermano un forte aumento delle attestazioni presentate all’INPS.
- Il valore medio nazionale sale a 17,6 mila euro.
- Nord e Centro restano sopra il Mezzogiorno per valori medi dichiarati.
- Il 37% delle DSU si ferma sotto 10.000 euro.
- Cresce l’uso della DSU precompilata e della presentazione autonoma online.
- L’ISEE resta decisivo per bonus, agevolazioni e prestazioni sociali.