Se andando a fare benzina, avete avuto la sensazione che ci siano stati forti rincari nel prezzo alla pompa in questi giorni, non vi siete sbagliati. Da Nord a Sud, la situazione è esattamente questa con la guerra in Iran. Lo Stretto di Hormuz, dal quale transitano fino a 20 milioni di barili al giorno, è chiuso da una settimana. Le navi petroliere non vi transitano per paura di attacchi da parte di Teheran. Una strategia del caos, che sta rivelandosi dolorosa per automobilisti e consumatori globali più in generale.
Prezzo benzina e diesel in rialzo
Vi riportiamo l’esempio dei prezzi nella regione Lazio: un litro di benzina è passato da 1,655 euro di venerdì 27 febbraio a una media di 1,745 euro di ieri (+9 centesimi). Peggio è andata al diesel: da 1,714 a 1,893 euro al litro (+17,9 centesimi). C’è chi parla di “speculazione”, chi s’indigna e chi, come il governo, avverte le compagnie petrolifere che eventuali profitti speculativi saranno soggetti a tassazione extra.
Un monito per evitare che i rincari “ingiustificati” proseguano.
Come stanno realmente le cose? Il prezzo di benzina e diesel risente chiaramente delle quotazioni petrolifere. Il Brent è passato dai circa 72,50 dollari di venerdì 27 febbraio agli 85,50 di ieri. Grosso modo, un rialzo di 13 dollari e pari a circa il 18% in termini percentuali. Per noi acquirenti europei vale anche l’andamento del cambio euro-dollaro, che nella settimana considerata è sceso da 1,1814 a 1,1610. Dunque, l’euro si è indebolito contro il dollaro di circa un 2%. Una ulteriore cattiva notizia, in quanto accresce il costo del petrolio importato.
Quale prezzo giusto?
Un barile ci costava sui 61,35 euro e in una settimana è balzato attorno ai 73,65 euro.
Questo incremento di circa 12,30 euro va rapportato ai litri di benzina che si ricavano da un barile: 158,99. Ed ecco che otteniamo che il prezzo “giusto” alla pompa esprimerebbe un rincaro di 7,7 centesimi. Ad esso si aggiunge l’IVA al 22% e si ottiene un rialzo complessivo sui 9,4 centesimi.
Ogni rialzo superiore ai suddetti 9,4 centesimi al litro risulterebbero ingiustificati alla luce dei fondamentali. La realtà si mostra un po’ più complessa. Come avete potuto verificare, il diesel sta rincarando molto di più. La spiegazione riguarda le raffinerie in Europa, che processano una quantità assai inferiore di gasolio rispetto alla benzina. Si starebbe registrando una carenza, che spinge il prezzo ben oltre i semplici rincari provocati dal greggio. Una situazione che si verificò già in pandemia, quando i lockdown provocarono una carenza globale di gasolio.
giuseppe.timpone@investireoggi.it