Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 04 Giu, 2026

Tassi negativi più lontani in Svizzera con l’inflazione di febbraio

L'inflazione in Svizzera è rimasta stabile allo 0,1% a febbraio e questo dato rende ancora meno probabile il taglio dei tassi di interesse.
5 Marzo 2026

L’inflazione in Svizzera è rimasta invariata allo 0,1% a febbraio per il terzo mese consecutivo. Le previsioni erano per un calo al -0,1%. Su base mensile, poi, i prezzi al consumo nella confederazione elvetica sono aumentati dello 0,6% dal -0,1% di gennaio e mai così tanto da un anno esatto, sostenuti particolarmente da affitti, trasporto aereo, alberghi e pacchetti vacanze. Numeri che allontanano il taglio dei tassi di interesse, che tra gli analisti finanziari stava prendendo piede come ipotesi per placare la forza del cambio. Il franco svizzero è volato ai massimi storici contro l’euro ed è ad un pelo dal fare altrettanto contro il dollaro americano.

Grafico storico sul cambio tra franco svizzero ed euro
Grafico storico sul cambio tra franco svizzero ed euro © License Creative Commons

Dilemma tassi in Svizzera

Tra un paio di settimane conosceremo la decisione della Banca Nazionale Svizzera, il cui board si riunisce ogni tre mesi. Molto improbabile che annunci il ritorno ai tassi negativi, perché di questo si tratterebbe nel caso di un taglio. Il costo del denaro è stato, infatti, già azzerato nel giugno dello scorso anno. La preoccupazione per il “super franco” esiste, tanto che il CEO di Swatch, principale azienda di orologi elvetica, Nick Hayek, ha addebitato ad esso il calo dei ricavi di 308 milioni (circa 340 milioni di euro).

Tassi di interesse in Svizzera
Tassi di interesse in Svizzera © License Creative Commons

A cosa servirebbero tassi più bassi in Svizzera? Poiché i capitali si muovono dove i tassi sono più alti, la mossa provocherebbe un deflusso e indebolirebbe il cambio, in quanto un minore numero di investitori farebbe richiesta di franchi.

Tuttavia, in passato non è servito per via della natura di “safe asset” del franco svizzero. Quando c’è crisi o esplodono tensioni internazionali, la Svizzera è meta dei capitali mondiali per la sua estrema sicurezza e stabilità economica, finanziaria e politica.

Franco svizzero sopravvalutato?

Ma il cambio è davvero così sopravvalutato come sostiene Hayek? Rispetto a quando iniziò il nuovo millennio, risulta essersi apprezzato in media del 114% contro le altre valute mondiali. Come si fa a sostenere che sia troppo o meno? I tassi di cambio “fair” si muovono in base ai fondamentali e per essere più precisi con riferimento ai differenziali d’inflazione. Le valute di economie in cui i prezzi salgono più velocemente, si deprezzano. Viceversa, le valute di economie in cui i prezzi corrono più lentamente. Il tasso di cambio corretto per l’inflazione si è rafforzato del 23,3% da gennaio 2000. E questo dato ci riporta a una valutazione meno emotiva: il franco svizzero è forte per il semplice fatto che i fondamentali dell’economia domestica lo giustificano.

Tassi di cambio reali per il franco svizzero
Tassi di cambio reali per il franco svizzero © License Creative Commons

Bassa inflazione giustifica cambio “super”

In altri termini, l’inflazione in Svizzera è storicamente bassa da rafforzare il suo tasso di cambio. I prezzi al consumo sono aumentati del 16% dal gennaio 2000 contro quasi il 73% nell’Eurozona e il 93% negli Stati Uniti.

E’ naturale che il franco si sia apprezzato in tutti questi anni. I tassi negativi non sono considerati l’opzione principale dall’istituto, per via delle implicazioni negative che hanno dimostrato di avere per l’economia in generale (colpiscono i risparmiatori e alimentano bolle finanziarie) e perché l’amministrazione Trump li vedrebbe come una forma di palese svalutazione del cambio. Più probabili interventi una tantum sul mercato forex, già minacciati in questi giorni attraverso un comunicato assai raro nella storia.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

permessi 104
Articolo precedente

Permessi 104: rilevazione con scadenza 31 marzo 2026 per questi soggetti

pensioni e contributi
Articolo seguente

Contributi pensione: 5 anni per la prescrizione, poi il costo diventa esagerato