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Quanti 730 precompilato nel 2026? La previsione di Investireoggi dopo i dati record del 2025

Nel 2026 l'utilizzo del 730 precompilato potrebbe superare i numeri del 2025: ecco previsioni, numeri attesi secondo le nostre proiezioni
13 Febbraio 2026
730 precompilato previsioni
Foto © Investireoggi

In vista dell’avvio della campagna fiscale 2026 (mana ancora qualche mese ma le prime bozze di modelli di dichiarazione reddituale sono già stati pubblicati), le statistiche dicono che nell’anno trascorso la dichiarazione dei redditi precompilata ha confermato il suo ruolo centrale nel rapporto tra Fisco e contribuenti. I dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate evidenziano come l’utilizzo del Modello 730 precompilato continui a crescere, sia in termini di accessi sia di invii effettivi.

Secondo le informazioni rese note , nel 2025 sono state trasmesse autonomamente dai contribuenti circa 5,7 milioni di dichiarazioni precompilate (tra Modello 730 e Modello Redditi). La quota predominante è rappresentata proprio dai Modelli 730 precompilati, lo strumento utilizzato principalmente da lavoratori dipendenti e pensionati.

Il numero complessivo delle dichiarazioni 730, incluse quelle inviate tramite CAF e professionisti, si colloca su livelli molto più elevati, ma il dato più significativo sotto il profilo dell’innovazione digitale è quello relativo agli invii diretti da parte dei contribuenti senza intermediari.

730 precompilato: un trend in costante crescita

Il successo del 730 precompilato non è un fenomeno improvviso. Dal suo debutto, avvenuto nel 2015, il sistema ha registrato un incremento progressivo di utilizzo. Inizialmente molti contribuenti preferivano affidarsi a CAF e professionisti, temendo errori o difficoltà operative. Oggi, invece, l’interfaccia più intuitiva del portale dell’Agenzia delle Entrate, l’accesso tramite SPID, CIE o CNS e l’ampliamento dei dati precaricati (spese sanitarie, interessi mutui, premi assicurativi, spese scolastiche, bonus edilizi, ecc.) hanno ridotto in modo significativo la necessità di modifiche manuali.

Nel 2025 si è consolidata soprattutto la tendenza all’invio “senza modifiche” oppure con interventi minimi. Questo aspetto è rilevante perché, in caso di accettazione del modello senza variazioni, vengono meno i controlli documentali su alcune tipologie di spesa, con un evidente vantaggio in termini di semplificazione e certezza per il contribuente.

Parallelamente, molto elevato è risultato anche il numero di modelli 730 scaricati e trasmessi tramite intermediari: parliamo di oltre 20 milioni di dichiarazioni predisposte con il supporto di CAF e professionisti. Ciò dimostra che il sistema precompilato non sostituisce del tutto l’assistenza fiscale, ma piuttosto la integra, offrendo una base dati già strutturata.

I fattori che hanno spinto il 2025

Tre sono gli elementi che hanno inciso maggiormente sull’andamento del 2025:

  • Maggiore completezza delle informazioni precaricate, grazie all’ampliamento delle comunicazioni obbligatorie da parte di banche, assicurazioni, farmacie e altri soggetti.
  • Digitalizzazione diffusa, con un numero crescente di cittadini in possesso di identità digitale.
  • Semplificazioni normative, che hanno reso più lineare la compilazione del 730 rispetto al modello Redditi PF.

Inoltre, la progressiva familiarità con gli strumenti digitali della Pubblica Amministrazione – dall’INPS all’Anagrafe nazionale – ha contribuito a ridurre le barriere psicologiche verso l’autonomia dichiarativa.

Cosa aspettarsi per il 2026?

Alla luce dei dati 2025, per noi di Investireoggi.it è ragionevole attendersi un’ulteriore crescita nel 2026. Se il ritmo di incremento dovesse mantenersi in linea con gli ultimi anni, si potrebbe ipotizzare un aumento compreso tra il 5% e l’8% degli invii autonomi. Questo significherebbe superare quota 6 milioni di dichiarazioni precompilate trasmesse direttamente dai contribuenti, con una componente largamente attribuibile al Modello 730.

La previsione si fonda su alcuni presupposti concreti:

  • l’ulteriore miglioramento degli algoritmi di precompilazione.
  • l’estensione delle banche dati integrate.
  • l’eventuale introduzione di nuovi servizi di assistenza digitale, come chatbot evoluti o sistemi di controllo automatico delle incongruenze.
  • il ricambio generazionale, con una platea sempre più abituata alla gestione online dei propri adempimenti fiscali.
  • l’entrate del precompilato di nuovi voci di spesa detraibili/deducibili.

Non va però escluso un elemento di cautela. Eventuali modifiche normative di ampia portata – ad esempio una revisione strutturale dell’IRPEF o delle detrazioni avvenuta anche ad opera della legge di bilancio 2026 – potrebbero temporaneamente rallentare la crescita degli invii diretti, qualora aumentasse la complessità percepita. Allo stesso modo, l’introduzione di nuove agevolazioni complesse potrebbe spingere una parte dei contribuenti a rivolgersi nuovamente agli intermediari. Ad ogni modo chi si affida al precompilato deve anche conoscere quali potrebbero essere i rischi di una gestione fiscale “fai da te”.

Utilizzo del 730 precompilato: un cambio culturale ormai consolidato

Al di là dei numeri, il dato più interessante è di natura culturale. Il 730 precompilato rappresenta oggi uno dei principali esempi di amministrazione digitale funzionante in Italia.

Il fatto che milioni di contribuenti scelgano ogni anno di gestire in autonomia un adempimento tradizionalmente percepito come complesso è indicativo di una trasformazione profonda nel rapporto tra cittadino e Fisco.

Se il 2025 ha segnato il consolidamento di questa tendenza con circa 5,7 milioni di invii autonomi, il 2026 potrebbe rappresentare l’anno del definitivo salto oltre la soglia dei 6 milioni. Un traguardo che confermerebbe il modello precompilato come pilastro stabile del sistema dichiarativo italiano, in un’ottica di semplificazione, trasparenza e progressiva responsabilizzazione del contribuente.

Riassumendo

  • Nel 2025 inviate circa 5,7 milioni di dichiarazioni precompilate.
  • Il Modello 730 precompilato rappresenta la quota predominante degli invii.
  • Cresce l’invio diretto senza intermediari grazie alla digitalizzazione.
  • Migliorano dati precaricati e semplificazioni normative per i contribuenti.
  • Nel 2026 potrebbero prevedersi oltre 6 milioni di invii autonomi.
  • Il 730 precompilato consolida il rapporto digitale tra Fisco e cittadini.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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