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Oggi: 16 Feb, 2026

Riduzione contributi regime forfettario 2026: domanda INPS, tempi e procedura passo per passo

La riduzione contributi per il regime forfettario offre uno sconto INPS del 35%, ma richiede attenzione a requisiti, scadenze e conseguenze future
6 giorni fa
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riduzione contributi regime forfettario
Foto © Investireoggi

Il 28 febbraio 2026 rappresenta una data chiave per molti titolari di partita IVA che applicano il regime forfettario e risultano iscritti alla gestione IVS dell’INPS. Entro questo termine è possibile presentare la domanda per accedere alla riduzione contributi, un’agevolazione che consente di abbattere del 35% i contributi previdenziali dovuti.

La misura riguarda esclusivamente artigiani e commercianti iscritti all’INPS e non opera in modo automatico. È necessario, infatti, un intervento diretto del contribuente tramite una specifica istanza all’ente previdenziale. In assenza di richiesta, l’INPS applica l’aliquota contributiva ordinaria, senza alcuna riduzione.

La base normativa dell’agevolazione è rinvenibile nelle disposizioni che regolano il regime forfettario (L. n. 190/2014) e nelle istruzioni INPS dedicate alla gestione IVS.

Il beneficio si traduce in un alleggerimento significativo del carico contributivo, soprattutto per chi versa sia la quota fissa minimale sia i contributi calcolati sul reddito eccedente.

Riduzione contributi regime forfettario: ammessi ed esclusioni

L’accesso alla riduzione è riservato a una platea ben definita. Possono beneficiarne solo i lavoratori autonomi che applicano il regime forfettario e sono iscritti alla gestione IVS INPS come artigiani o commercianti. Restano, invece, esclusi i professionisti iscritti a casse previdenziali autonome, come avvocati, ingegneri o commercialisti, che versano i contributi ai rispettivi enti di categoria.

Non rientrano nell’agevolazione neppure i professionisti privi di una cassa ordinistica, obbligati all’iscrizione alla gestione separata INPS. Per questa gestione, infatti, non è prevista alcuna riduzione contributiva analoga.

Presentazione della domanda, revoca e modalità operative

Dal punto di vista pratico, la riduzione contributi per il regime forfettario consente di applicare lo sconto del 35% sia sulla contribuzione fissa trimestrale, calcolata sul reddito minimale, sia sulla quota eccedente, determinata in sede di dichiarazione dei redditi.

Il risparmio complessivo può risultare consistente, soprattutto per chi registra redditi superiori al minimale previsto dalla legge.

Per i soggetti già attivi al 1° gennaio 2026 e che intendono chiedere per la prima volta l’agevolazione, la domanda deve essere trasmessa entro il 28 febbraio dello stesso anno. Chi avvia una nuova attività nel corso del 2026, invece, è tenuto a presentare l’istanza in tempi ravvicinati rispetto all’iscrizione alla gestione IVS, così da evitare l’applicazione tardiva del beneficio.

Una volta accolta, l’agevolazione resta valida anche per gli anni successivi, senza necessità di rinnovo annuale. Quindi, chi già l’aveva presentata in anni trascorsi non deve ripresentarla quest’anno. Fa eccezione il caso della rinuncia: qualora si scelga di revocare lo sconto, la comunicazione deve essere inviata sempre entro il 28 febbraio 2026. La rinuncia è definitiva e non consente di ripresentare la richiesta in futuro.

La procedura, sia per la domanda sia per la revoca, avviene esclusivamente online tramite il portale INPS, accedendo al “Cassetto previdenziale artigiani e commercianti”.

Riduzione contributi per il regime forfettario e riflessi sulla pensione

Prima di optare per la riduzione contributi per il regime forfettario, è opportuno valutare gli effetti sul trattamento pensionistico. Lo sconto del 35%, infatti, non incide solo sull’importo versato, ma riduce anche i contributi accreditati ai fini previdenziali.

Di conseguenza, il montante contributivo risulta più basso e questo può riflettersi sull’assegno pensionistico futuro.

Per alcuni contribuenti, soprattutto quelli con prospettive di carriera più lunghe o redditi in crescita, il versamento integrale dei contributi può rappresentare una scelta più prudente, volta a garantire una pensione più elevata. La decisione va quindi ponderata considerando età, reddito e obiettivi previdenziali.

Infine, è bene ricordare che la misura non è cumulabile con altre agevolazioni contributive. In particolare, non è compatibile con la riduzione del 50% prevista per artigiani e commercianti che hanno avviato l’attività nel 2025, introdotta dalla Legge n. 207/2024. Anche sotto questo profilo, la riduzione contributi per il regime forfettario richiede una valutazione attenta e consapevole.

Riassumendo

  • Scadenza 28 febbraio 2026 per richiedere la riduzione contributi INPS nel regime forfettario.
  • Agevolazione riservata ad artigiani e commercianti iscritti alla gestione IVS INPS.
  • Esclusi professionisti con casse autonome e iscritti alla gestione separata INPS.
  • Riduzione del 35% su contributi fissi e sulla quota eccedente il minimale.
  • Domanda e rinuncia solo online tramite Cassetto previdenziale INPS.
  • Sconto contributivo riduce anche i versamenti utili al calcolo della pensione.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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