Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 11 Feb, 2026

Argento ai massimi, ma il vero picco resta lontano: opportunità rialzista

L'argento è salito ai nuovi massimi storici, guadagnando circa il 60% dall'inizio dell'anno, ma ecco perché può continuare ad apprezzarsi.
2 settimane fa
2 minuti di lettura
L'argento è da record, ma non al netto dell'inflazione
L'argento è da record, ma non al netto dell'inflazione © Investireoggi.it

A 115,99 dollari l’oncia l’argento ha segnato nella giornata di oggi il suo ennesimo record storico, guadagnando dall’inizio dell’anno qualcosa come il 60%. Numeri impressionanti e che fanno impallidire anche quelli legati all’oro, che a gennaio segna un rialzo fino ad oltre il 22% e oggi ha superato per la prima volta i 5.300 dollari. Il rapporto tra i due metalli è sceso a poco più di 46, dimezzandosi in appena un anno. Questo significa che oggi basta la metà del silver di un anno fa per comprare la stessa quantità del metallo giallo.

Argento esploso rispetto all’oro

Quando il rapporto tra oro e argento precipita, solitamente scatta un segnale “bearish” per il secondo.

Esso risulterebbe relativamente più caro e destinato, quindi, a deprezzarsi. A questi prezzi dobbiamo tornare al 2011 per trovare un rapporto ancora più basso. Pensate che nel marzo del 2020, all’indomani del primo “lockdown” in Italia contro la pandemia, il rapporto tra i due metalli era schizzato a 124. Da allora si è ridotto dei due terzi.

Rapporto tra oro e argento
Rapporto tra oro e argento © License Creative Commons

Massimi storici reali più alti nel 1980

Questa volta, può andare diversamente. L’argento risulterebbe molto apprezzato in termini nominali, mentre resta ancora ben sotto il picco storico di inizio 1980 in termini reali. Infatti, la quotazione “inflation-adjusted” più alta di sempre, ai prezzi di oggi, sarebbe stata in quell’anno a quasi 147 dollari. E sempre guardando al rapporto tra i due metalli, al netto dell’inflazione, scopriamo che agli inizi degli anni Ottanta risultò sprofondare a meno di 19. Dunque, non dovrebbe impressionarci quel 46 e poco più di questi giorni. L’argento è stato ben più caro rispetto all’oro, considerate le variazioni dei prezzi al consumo nel tempo.

Prezzo reale dell'argento
Prezzo reale dell’argento © License Creative Commons

Timori per bolla IA, ma boom per alta domanda

A queste considerazioni tecniche se ne aggiungono altre di mercato. Oggi, il metallo grigio è impiegato nella produzione di beni ricercati, legati alla transizione energetica e all’Intelligenza Artificiale. Per non parlare della stessa elettronica di consumo, che quasi mezzo secolo fa o non esisteva o era diffusa a livelli molto contenuti. I margini per l’ulteriore crescita delle quotazioni ci sarebbero, anche se avanza lo spettro di una bolla dei metalli preziosi. Il quadro complessivo ci fornisce l’immagine di mercati a caccia di “safe asset” per affrancarsi dai rischi legati ai debiti sovrani e all’inflazione, quest’ultima temuta a cause del possibile ritorno all’accomodamento monetario delle banche centrali.

Quanto avrebbe reso l’investimento in argento in 50 anni

E noi italiani quanto avremmo guadagnato se avessimo investito nell’argento mezzo secolo fa esatto. Allora, un’oncia si acquistava per 4 dollari e il cambio tra dollaro e lira italiana era di circa 730. Avremmo potuto acquistare 100 grammi di argento per poco più di 9.410 lire (circa 4,86 euro). Considerate che al tempo uno stipendio medio in Italia si aggirava attorno alle 150.000 lire al mese (circa 77,50 euro).

Oggi, potremmo rivendere questi stessi 100 grammi per oltre 300 euro, cioè per 62 volte il suo prezzo di acquisto (in lire). Nel frattempo, i prezzi al consumo in Italia sono aumentati di 11,77 volte. Ci sarebbe bastato rivendere il metallo a poco più di 57 euro per coprire la perdita del potere di acquisto. In termini reali, avremmo ottenuto un rendimento annuo medio del 3,4%.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

sul tema ECONOMIA

pensione 64 anni
Articolo precedente

Pensione a 64 anni: ecco chi può nel 2026 e chi invece viene escluso

definzione agevolata contenzioso tributario
Articolo seguente

Gli effetti della rottamazione quinques nel contenzioso tributario