Crisi economica, famiglie che non arrivano a fine mese, stipendi insufficienti e, soprattutto, aumento delle spese: sono questi i problemi principali di tantissimi italiani. Se c’è qualcosa che le famiglie sperano porti il nuovo anno, è una maggiore tranquillità economica, cioè esattamente il contrario delle difficoltà appena elencate.
Il 2026, però, almeno per alcune voci molto comuni per milioni di italiani, porterà con sé nuovi aumenti. Sia su beni di stretta necessità, sia su spese che, pur non essendo indispensabili, fanno parte della vita quotidiana. Vediamo quindi le cose più comuni che aumentano a partire dal 1° gennaio 2026.
Ecco le cose più comuni che aumentano per le famiglie nel 2026
Il 2026 porta in dote aumenti su beni e servizi di largo consumo.
Partiamo dai carburanti, che tornano a salire, come spesso accade, se non addirittura più del previsto.
L’inflazione incide, ma non è l’unico fattore. Sugli aumenti dei carburanti pesa anche l’effetto delle accise. Per allineare benzina e gasolio sotto il profilo fiscale, il governo ha deciso di aumentare le accise sul diesel, storicamente più basse rispetto a quelle sulla benzina. Questo comporta un incremento del costo del gasolio.
Secondo i calcoli di alcune associazioni dei consumatori, l’aumento sarà pari a 4,05 centesimi di euro al litro. Considerando inflazione, IVA e accise, un pieno di 50 litri di gasolio costerà nel 2026 circa 2,50 euro in più rispetto al 2025.
Restando in tema di mobilità, arrivano anche gli aumenti dei pedaggi autostradali. Chi utilizzerà l’autostrada a partire da gennaio 2026 dovrà mettere in conto una spesa maggiore. L’inflazione è alla base di questi incrementi e, salvo alcune tratte, le concessionarie applicheranno un aumento medio dell’1,5% sulle tariffe di pedaggio.
Ecco le altre cose che pagheremo di più nel nuovo anno
Sempre nel comparto della mobilità, aumentano anche i premi delle assicurazioni auto, seppur in modo indiretto. I rincari derivano da una combinazione di fattori: pesa, ad esempio, l’aumento del 2% dell’aliquota IRAP, ma soprattutto il forte rincaro della polizza infortuni del conducente, che cresce del 12,50% e che molti automobilisti affiancano alla copertura RCA obbligatoria.
Il rischio di ulteriori aumenti dei premi assicurativi nasce anche da altri elementi. Tra questi, il ritorno del contributo sul premio delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti, pari a oltre 1,3 miliardi di euro, che rappresenta l’85% di acconto dovuto. Le compagnie assicurative dovranno versare questo importo entro il 16 novembre di ogni anno per l’anno precedente. Il timore, come spesso accade, è che tali costi vengano trasferiti sui consumatori, con rincari significativi dei premi medi.
Infine, c’è una voce che qualcuno potrebbe ritenere meno rilevante, trattandosi di un’abitudine e non di una necessità: il fumo. Dal 1° gennaio 2026 è previsto un nuovo aumento del prezzo delle sigarette. In media, si parla di 15 centesimi in più a pacchetto già dal prossimo anno. Sono inoltre programmati ulteriori rincari nel 2027 e nel 2028, che nel complesso porteranno a un aumento medio di circa 40 centesimi a pacchetto nel triennio.