Dall’ultimo osservatorio INPS sulle pensioni è venuto fuori che l’importo medio mensile pagato nel 2025 si aggira su circa 1.230 euro (per esattezza 1.229 euro).
Con una pensione netta mensile di questo importo, l’idea di lasciare l’Italia non è più un tabù, ma una scelta sempre più concreta per molti pensionati. L’aumento del costo della vita, in particolare degli affitti e delle bollette, rende difficile mantenere un buon livello di benessere in molte città italiane. Guardare oltreconfine, invece, può aprire scenari interessanti, a patto di scegliere con attenzione il Paese e, soprattutto, la città in cui stabilirsi.
È importante chiarirlo subito: 1.200 euro non permettono una vita “lussuosa”, ma in diversi Paesi consentono ancora una quotidianità serena, con spese coperte, qualche svago e un margine di tranquillità.
Il fattore decisivo resta quasi sempre l’abitazione: chi riesce a contenere l’affitto ha molte più possibilità di far quadrare i conti.
Vivere in pensione in Europa dell’Est: costi contenuti e vicinanza all’Italia
Tra le mete più interessanti spicca la Bulgaria, che da anni attrae pensionati europei. Città come Plovdiv o Varna (non fronte mare) offrono affitti accessibili, servizi essenziali efficienti e un costo della vita decisamente inferiore rispetto all’Italia. Anche Romania e Serbia rientrano in questo filone: Bucarest e Belgrado sono più care, ma centri medi come Cluj o Novi Sad consentono di vivere dignitosamente con un budget limitato.
Un discorso simile vale per Macedonia del Nord e Albania. In particolare quest’ultima, grazie alla vicinanza geografica e culturale con il nostro Paese, rappresenta una soluzione “soft” per chi vuole uscire dall’Italia senza allontanarsi troppo.
Tirana e Durazzo, se si evitano le zone più turistiche, restano accessibili anche con una pensione medio-bassa.
Sud Europa: attenzione alle città giuste in cui vivere
Chi preferisce rimanere nell’area mediterranea può guardare alla Grecia e al Portogallo, ma con maggiore cautela. Qui il problema con cui confrontare la propria pensione non è tanto il costo del cibo o dei trasporti, quanto quello degli affitti, cresciuti molto negli ultimi anni.
Atene, Lisbona e Porto sono spesso fuori portata, mentre città come Salonicco o alcune aree dell’entroterra portoghese possono ancora rientrare nel budget, soprattutto se si accetta una sistemazione modesta e lontana dai flussi turistici.
Fuori dall’Unione Europea: più risparmio, più burocrazia
Uscendo dall’UE, il costo della vita tende a scendere ulteriormente, ma aumentano gli aspetti burocratici da considerare. La Turchia è una delle opzioni più citate: città come Izmir o Antalya, fuori dai quartieri più turistici, permettono uno stile di vita dignitoso con una pensione di 1.200 euro. Tuttavia, inflazione e oscillazioni valutarie impongono prudenza.
Ancora più economici sono Paesi asiatici come Thailandia e Vietnam. Con 1.200 euro al mese, in città come Chiang Mai o Da Nang è possibile coprire affitto, spese quotidiane e sanità privata di base. Il vero ostacolo, però, è rappresentato dai visti: in Thailandia, ad esempio, la “retirement visa” richiede requisiti economici specifici, mentre in Vietnam le regole di soggiorno possono cambiare frequentemente.
Le regole d’oro per farcela con una pensione da 1.200 euro
Indipendentemente dal Paese scelto, ci sono alcune linee guida fondamentali. La prima è tenere l’affitto (utenze incluse) sotto i 450–500 euro. Superata questa soglia, il margine di sicurezza si riduce drasticamente. La seconda è valutare con attenzione sanità e assicurazione, soprattutto fuori dall’Unione Europea, dove il sistema pubblico potrebbe non essere accessibile agli stranieri.
Infine, è consigliabile fare un periodo di prova: affittare per qualche mese, vivere come un residente e verificare se il costo reale della vita coincide con le aspettative. Solo così il trasferimento all’estero, con una pensione da 1.200 euro, può trasformarsi da scommessa rischiosa a scelta consapevole e sostenibile.
Riassumendo
- Con 1.200 euro di pensione, vivere all’estero è possibile scegliendo con attenzione il Paese.
- L’affitto è la spesa decisiva: mantenerlo basso garantisce maggiore equilibrio economico.
- Europa dell’Est offre buoni servizi e costo della vita inferiore all’Italia.
- Grecia e Portogallo sono sostenibili solo fuori dalle città e zone turistiche principali.
- Fuori dall’UE si risparmia di più, ma aumentano burocrazia e obblighi sui visti.
- Periodo di prova all’estero consigliato prima di trasferirsi definitivamente.