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C’è aria di upgrade per i titoli di stato italiani, la legge di Bilancio per il 2026 non può sbagliare

Verso un upgrade per i titoli di stato italiani in piena legge di Bilancio per il 2026. Il governo Meloni non può sprecare questa opportunità.
19 Settembre 2025
Verso upgrade di Fitch per titoli di stato italiani
Verso upgrade di Fitch per titoli di stato italiani © Licenza Creative Commons

Questa sera, a borse chiuse, l’agenzia di rating Fitch aggiornerà il suo giudizio sui titoli di stato italiani, attorno ai quali tira aria di upgrade. La stessa declassò venerdì scorso i titoli di stato francesi da AA- ad A+. Nell’aprile passato, aveva già migliorato le prospettive per il nostro debito pubblico da “stabili” a “positive”. Un passo necessario in vista di un’eventuale successiva promozione. E se fino a non molto tempo fa appuntamenti come questo erano attesi a Roma con apprensione, adesso c’è la speranza di ricevere qualche buona notizia.

Giudizi in piena sessione di bilancio

Se Fitch annuncerà l’upgrade per i titoli di stato italiani, la valutazione salirà da BBB a BBB+. Da due a tre gradini sopra l’area “junk” o “spazzatura”, allontanandosi dalla quale attirerebbe ulteriori capitali tra i fondi d’investimento. Ad oggi già S&P ha promosso i nostri bond a BBB+, mentre Moody’s resta con una valutazione infima: Baa3, corrispondente a BBB- per le altre due principali agenzie.

Anch’essa, però, ha migliorato l’outlook a “positivo”, prospettando una promozione.

I mercati si sono portati avanti. Considerano i titoli di stato italiani e francesi ugualmente rischiosi, tant’è che ieri lo spread decennale tra i due si è praticamente azzerato. Sarà importante strappare non solo la promozione di stasera, ma anche quella di Moody’s attesa per il 21 novembre. E tutto ciò in piena sessione di bilancio. Entro fine mese il governo presenterà la legge di Bilancio per il 2026 e avrà tempo fino a metà ottobre per inviarla alla Commissione europea.

Giù le mani dal tesoretto

Sappiamo che tra i partiti della maggioranza si sta giocando un braccio di ferro attorno ad alcune misure fiscali. Forza Italia e Fratelli d’Italia optano per il taglio della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33%, oltre all’estensione dello scaglione di reddito da 50.000 a 60.000 euro. La Lega vorrebbe una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali e la “flat tax” per le partite IVA fino a 100.000 euro. Le risorse sono poche, per cui sempre la Lega pretende di imporre una nuova tassa sugli extraprofitti delle banche.

L’upgrade per i titoli di stato non sarebbe soltanto una buona notizia, ma la concessione di un credito verso il governo. Questi si può permettere di tutto, fuorché mostrarsi intento a finanziare misure di spesa o tagli delle imposte ricorrendo al deficit. Ora più che mai serve evidenziare le differenze con l’irresponsabilità fiscale e l’instabilità politica di Parigi. Probabile che il gettito fiscale per quest’anno superi le previsioni e che il deficit scenda in prossimità o persino sotto il 3% del Pil. Anziché mettere le mani avanti sul fantomatico “tesoretto” da 13 miliardi stimato, meglio massimizzare i risparmi.

Upgrade dei titoli di stato innesca circolo virtuoso

Gli upgrade per i nostri titoli di stato alimenteranno un circolo virtuoso caratterizzato da minore spesa per interessi e calo del deficit.

La conferma di questo trend aprirebbe solidi spazi di manovra nel bilancio a sostegno della crescita e anche prima della fine di questa legislatura in corso. L’obiettivo minimo del governo dovrebbe essere ora di lasciare il rating italiano con valutazione media pari a BBB+. Sembrava impensabile fino a qualche anno fa. Si tratterebbe di cancellare tre lustri di ignominia.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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