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Il terzo polo punta su Trieste: nel mirino c’è Generali, è stata operazione di sistema

La nascita del terzo polo bancario avrebbe come vero obiettivo Generali, compagnia assicurativa controllata da Mediobanca.
16 Novembre 2024
Generali vero obiettivo del nascente terzo polo bancario?
Generali vero obiettivo del nascente terzo polo bancario? © Licenza Creative Commons

Il mercato ha benedetto l’operazione Monte Paschi di Banco Bpm e Anima, così come degli imprenditori Francesco Gaetano Caltagirone e la famiglia Del Vecchio. Hanno rilevato il 15% ceduto dal Tesoro per 1,10 miliardi di euro, di fatto dando vita a un terzo polo bancario. Tutti possono mostrarsi soddisfatti: lo stato si è tolto un peso, avendo concordato con la Commissione europea la privatizzazione entro il 2024. E’ rimasto con una quota di minoranza dell’11,2% e non ha più da temere possibili incursioni dall’estero per rilevare Siena. E poi c’è Bpm, il quale sta scalando la controllata Anima in questi giorni e che potrà sfruttare l’asset appena acquisito per il 5% del capitale (più un altro 4% posseduto dalla stessa Anima) per distribuire le polizze assicurative attraverso le filiali.

Infine, soddisfazione anche per Caltagirone-Del Vecchio, già soci in Mediobanca e Generali.

Rivincita di Del Vecchio-Caltagirone

I due protagonisti del nascente terzo polo sono stati sinora snobbati da Piazzetta Cuccia, che controlla la compagnia assicurativa di Trieste con il 13,10%. Malgrado posseggano complessivamente il 27,57% (19,81% Del Vecchio e 7,76% Caltagirone), non hanno alcuna voce nella governance. Il loro obiettivo di scalare Mediobanca per arrivare a controllare Generali è sfumato due anni fa. Non posseggono i requisiti bancari per poter salire nel capitale. Della compagnia stessa sono azionisti rispettivamente con il 9,93% e il 6,92%.

Governance di Generali in ballo

Il terzo polo li rafforza. Non potranno più essere ignorati, essendo a capo di una realtà bancario-assicurativa di peso. In borsa la sola Mps vale ora intorno ai 7,7 miliardi, mentre Bpm altri 10,7 miliardi. Insieme, superano ampiamente i 12,3 miliardi di Mediobanca. E il duo Caltagirone-Del Vecchio potrebbe fare la mossa del cavallo, in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione di Generali nella primavera prossima: cedere la loro quota a Bpm.

Così facendo, l’AD Giuseppe Castagna avrebbe titolo per salire nel capitale fino a controllarlo. A valle, il 16,85% posseduto nella compagnia consentirebbe agli imprenditori di sostenere Mediobanca a guida Bpm per ottenerne il controllo.

Quanto avvenuto in questi giorni è stata un’operazione di sistema bella e buona per la nascita di un terzo polo dopo Intesa Sanpaolo e Unicredit. Il governo di Giorgia Meloni ha orchestrato dietro le quinte la vendita di Mps non ad Unipol, come si pensava fino a qualche settimana fa, bensì all’istituto milanese. L’ingresso di due soci non bancari consente a Castagna di contenere l’esborso e al contempo di non dover temere che qualcun altro assuma il controllo in un prossimo futuro. Potrà valorizzare meglio l’asset assicurativo che già controlla con il 22,38%. Il meglio arriverebbe con l’eventuale scalata in Mediobanca. A quel punto, si ritroverebbe a capo di un altro gigante delle assicurazioni.

Terzo polo occasione ghiotta per Bpm

Ai prezzi di borsa attuali, la sola acquisizione delle quote di Caltagirone e Del Vecchio costerebbe a Bpm intorno ai 3,4 miliardi. Potrebbe portarsi fino a ridosso del 30% senza la necessità di lanciare un’Offerta Pubblica di Acquisto. Dovrebbe spendere altri 300 milioni. E 1,58 miliardi sono stati già previsti per la scalata di Anima. La somma arriverebbe a circa 5,3 miliardi. Sono tanti per una banca con 6 miliardi di utili attesi nel quadriennio 2023-2026, di cui 4 già promessi agli azionisti sotto forma di dividendi. Ma la nascita del terzo polo può avere scombinato i piani. Il boccone è troppo ghiotto e si presenta un’opportunità storica per entrare nello storico salotto buono della finanza dalla porta principale e tenendo in mano il mazzo delle carte.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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