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Lavoro e contratti: col decreto trasparenza nuove regole per chi assume

Con il decreto trasparenza datori di lavoro e imprese devono redigere nuovi contratti di assunzione contenenti tutti gli obblighi informativi di legge. Un calvario.
28 Luglio 2022
contratti lavoro

Nuove regole in arrivo per chi assume lavoratori dipendenti. In nome della trasparenza, i contratti dovranno contenere tutta una serie di norme e riferimenti finora solo accennati o mai inclusi. Ma anche quelli vecchi dovranno essere integrati.

E’ l’effetto “decreto trasparenza” del governo Draghi che prevede la riscrittura di tutti i contratti di lavoro. Solo che, in nome della trasparenza rischia di appesantire notevolmente il carico di burocrazia per imprese e datori di lavoro.

I nuovo contratti di lavoro in nome della trasparenza

Altro che semplificazione – commentano i consulenti del lavoro – che, in questo senso, si aspettano una complicazione della parte amministrativa legata alla stipula dei nuovi contratti di lavoro.

Il decreto trasparenza prevede un profondo appesantimento degli obblighi informativi a carico delle imprese che assumono personale. Fra le righe si legge che

“al momento dell’assunzione dovranno essere fornite informazioni molto vaste e approfondite sulla disciplina del rapporto, con poche possibilità di rinvio a fonti esterne”.

Si pensi, ad esempio, all’obbligo di indicare con precisione le ferie spettanti, di elencare i contratti collettivi applicati, o i gravosi oneri in capo a chi utilizza sistemi digitali di organizzazione del lavoro. O ancora alla possibilità di lavorare a distanza in smart working o da casa.

Cosa cambia per lavoratori e aziende

Le aziende e i datori di lavoro dovranno quindi, d’ora in poi, redigere per il personale contratti di lavoro che conterranno decine e decine di pagine. Tutte scritte in piccolo per ragioni di spazio, al punto che prendere visione di un contratto di lavoro diventerà come leggere i fogli informativi dei medicinali.

Queste nuove regole porteranno di conseguenza a un enorme carico di burocrazia. Si rischia di trasformare i contratti di lavoro in uno di quei moduli commerciali pieni di clausole molto lunghe e complesse che non legge nessuno.

E, nonostante la pesantezza di questi nuovi adempimenti, le imprese sono chiamate ad aggiornare subito tutti i propri format contrattuali. In difetto scatteranno pesanti sanzioni previste per i soggetti inadempienti (da 250 a 1.500 euro per ogni rapporto instaurato). Se questa è semplificazione e snellimento delle procedure, non stiamo andando nella direzione giusta.

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