Se anche nella ricca Lombardia un uomo rischia di perdere un capitale di 535 mila euro a seguito di una truffa di trading online, significa che l’informazione in questo campo non è mai abbastanza. Il malcapitato ha presentato denuncia alla Polizia Postale, non riuscendo più ad avere indietro la somma investita. Una storia come tante altre e che ci fornisce qualche spunto interessante per cogliere quei segnali che devono spingerci a fiutare i rischi.
Truffa trading online, segnali di pubblicità ingannevole
I social sono diventati un mezzo potente non solo per la comunicazione in generale, ma anche per veicolare contenuti di natura finanziaria.
E questa è un’opportunità e un rischio allo stesso tempo. Quotidianamente, siamo oggetto di pubblicità ingannevole di varia natura. Nel caso citato, l’uomo si era fidato di un video di cui risultava essere protagonista un noto giornalista italiano che invitava ad investire. Peccato che si trattasse di un “fake”. E qui l’IA diventa un fardello anche per chi si ritiene sufficientemente esperto da distinguere video e immagini veri da falsi.
Anche se ogni situazione può nascere ed evolversi con peculiarità proprie, esistono alcuni elementi comuni per riconoscere una possibile truffa legata al trading online. Un primo segnale di allarme scaturisce dalla promessa di guadagni facili e veloci. Nessun consulente o società che possano definirsi seri, prospettano mai ai clienti guadagni privi di rischi, in breve tempo e persino elevati. Questo è un forte indizio che vogliano fregarvi. Sembra un discorso scontato, ma la scarsa educazione finanziaria in Italia crea le premesse adatte per le fregature.
Guadagni facili
In genere, per convincervi che sia tutto vero, il truffatore pubblica grafici che corroborano la sua promessa.
Sono falsi, ma il malcapitato non lo sa. Tuttavia, può stanare la truffa sul nascere avendo cura di fare una ricerca in proprio. Anzitutto, se il grafico mostra guadagni praticamente costanti nel tempo, è assai probabile che sia falso o manipolato. Secondariamente, bisogna guardare le fonti. Se mancano, significa che con ogni probabilità è stato costruito in proprio. Ove possibile, cercare conferma sul motore di ricerca e ai giorni nostri anche attraverso l’IA.
Pressioni per investire subito
Superato questo step, il truffatore fa pressione per investire subito. “Offerta valida solo oggi” è una delle frasi tipiche di chi escogita una truffa online sul trading. Così come le continue sollecitazioni (messaggi, chiamate) con toni sempre più concitati è un altro chiaro segnale di allarme. Il truffatore cerca quasi sempre di sfruttare le fragilità psicologiche di chi ha davanti. Appena nota un dubbio nell’interlocutore, lo cavalca sostenendo di avere a cuore il suo futuro, sfoggia un certo paternalismo e un affetto a parole che non ha senso per una persona del tutto estranea. Non mancano i complimenti del tipo “ho capito che sei intelligente” o “sei una persona capace, anche se noto che non ti fidi”.
Assenza di certificazioni e licenze
Volendo fare una similitudine, sembra di trovarsi a discutere con un soggetto alle prese con una dipendenza, che mostra l’urgenza di fare o far fare qualcosa. Non ci sono licenze ufficiali rilasciate da organismi come Consob o ESMA. E se vengono fornite, abbiate la pazienza di controllare che siano vere con una ricerca veloce su internet. Dopodiché, per convincervi che dietro vi sia una storia di successo, il truffatore vi mostra una pagina con presunte recensioni. E sono, chiaramente, tutte positive e di un entusiasmo tale da risultare patetiche. “Mi è cambiata la vita grazie a X”, “all’inizio non mi fidavo, invece era tutto vero”, “metto da parte uno stipendio al mese”, ecc.
Piccoli accrediti per attirare fiducia
Un modo assai furbo per guadagnarsi la fiducia altrui consiste, come nel caso di Mantova, nell’accreditare all’investitore piccoli guadagni quasi subito. In questo modo, egli pensa di avere fatto un buon affare e si mostra disposto a puntare somme ancora maggiori, salvo riscontrare con il tempo che il flusso di denaro si arresta e che del capitale non c’è più traccia.
Richiesta di dati sensibili
Infine, la richiesta di dati sensibili come Iban e codice Pin per accedervi. Mai darlo a nessuno che vi telefoni o contatti in altro modo. Mai. Mai. Mai. E’ sempre una truffa. Più lo ripetiamo e più c’è bisogno di ripeterlo. Nessuna banca o società finanziaria vi chiede informazioni di questo tipo, neanche se dall’altra parte del telefono ci fosse il vostro amico bancario o assicuratore.
Truffa trading online, meglio scegliere che essere scelti
E torniamo al primo segnale di cui parlavamo all’inizio: video o immagini di personalità note che sponsorizzano investimenti. A parte il fatto che ciò non garantirebbe affatto la bontà dell’affare se anche fossero veri, si tratta quasi sempre o sempre di fake. Basterebbe fare una brevissima ricerca per capire che Tizio o Caio non abbia mai reclamizzato i contenuti proposti. E’ un modo per attirare la fiducia di persone comuni, portate psicologicamente a credere nella vendita propinata da un volto noto.
Il trading online non è alla portata di tutti, implicando conoscenze approfondite dei mercati, tecniche e macroeconomiche ignote ai più.
Si può decidere legittimamente di affidarsi a terzi per mettere a frutto i propri risparmi, purché siano soggetti affidabili. Il consiglio è di puntare su società che si conoscono, che abbiano sede certificata in Italia o nell’Unione Europea e che godano di valutazioni indipendenti positive. Inoltre, sarebbe bene evitare chi cerca attivamente. Dobbiamo essere noi a contattare, non ad essere contattati. Prestare massima attenzione ai termini e al tono. I facili entusiasmi celano la truffa, nel caso migliore l’inesperienza o l’inaffidabilità del soggetto.
giuseppe.timpone@investireoggi.it