Cos’è Lyft e perché può far tremare Uber

Si chiama Lyft, è una startup americana e sta stringendo numerose partnership. L'obiettivo numero uno? Conquistare il territorio su cui attualmente domina Uber.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Si chiama Lyft, è una startup americana e sta stringendo numerose partnership. L'obiettivo numero uno? Conquistare il territorio su cui attualmente domina Uber.

Si chiama Lyft ed è una startup statunitense con sede a San Francisco: funziona come Uber e come Uber offre “tassisti” mettendo in contatto chi cerca un passaggio e chi lo dà sotto il giusto compenso. Insomma, una vera e propria diretta rivale di Uber, che non ha ancora sollevato il polverone legale che ha alzato Uber, costringendo migliaia di tassisti, la maggior parte dei quali a Parigi, che hanno organizzato vere e proprie manifestazioni – a volte anche di natura violenta – contro l’app mobile. Per sconfiggere il predominio di Uber, però, serve avvalersi di strategie alternative e possibilmente vincenti. Finora queste si sono trasformare in un’alleanza costruttiva e produttiva con la startup cinese Didi – che offre gli stessi servizi – e in accordi con Hertz – per il noleggio auto – e Shell – per il carburante. Strategie sulla carta più che vincenti.  

Lyft-Didi

In Lyft ci credono in molti: basta vedere che tra gli investitori c’è un certo Carl Icahn e un certo gruppo che corrisponde al nome di Alibaba. E forse è stato proprio quest’ultimo nome ad avvantaggiare la partnership tra Lyft e Didi, tra l’app americana e l’app cinese, che consentirà, ad esempio, a clienti Lyft in Cina o a clienti Didi negli Stati Uniti di pagare nella propria valuta il “tassista” selezionato, lasciando poi ai due servizi il compito di convertire la valuta e trasferire il denaro. E’ da qui che è partito il maxi-investimento di 100 milioni di dollari della startup cinese in quella americana. E sembra che la questione partnership non finisca qui, visto che secondo fonti del Wall Street Journal, presto potrebbe costruirsi un’alleanza con altri due colossi del settore, uno in India e l’altro a Singapore, che corrispondono rispettivamente ai nomi di Ola e GrabTaxi Holdings. L’unione fa la forza, per contrastare il dominio di Uber, non solo per espandersi sotto l’aspetto economico, ma anche per riconoscere i mercati locali ed evitare di finire nell’occhio del ciclone come accaduto a Uber.  

Lyft stringe la mano a Hertz e Shell

Ma le novità non finiscono qui: non c’è solo l’alleanza con la Cina e le altre partnership in discussione, ma ci sono anche accordi con grandi aziende relativamente al noleggio dell’auto e al carburante. Sembra infatti che Lyft, servizio per ora disponibile solo negli Stati Uniti, potrebbe incrementare le proprie potenzialità grazie a nuove partnership in avvio con Hertz e Shell. Ciò consentirà agli autisti di Lyft di vantare diversi vantaggi e benefici, che potrebbero corrispondere per esempio al rimborso sul carburante o a bonus-premi sullo stesso, per quanto riguarda l’accordo con Shell, fino al noleggio libero di auto Hertz, novità che attualmente è in fase di test solo a Las Vegas. Ciò si tramuterebbe in una esca decisamente appetitosa per tutti i drivers di Lyft e per tutti i potenziali candidati a diventarlo, accrescendo notevolmente il bacino di autisti e aumentando il proprio appeal nei confronti degli utilizzatori finali.   Non ci resta che guardare dove finirà questa battaglia per conquistare un territorio al momento dominato da Uber. Al momento, abbiamo detto…

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Argomenti: Nuove tecnologie