Doodle di Google dedicato a Marsha P. Johnson, controversa drag queen avvolta dal mistero

La vita e la morte di Marsha P. Johnson, personaggio controverso ma fondamentale per i diritti del mondo LGBT.

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La vita e la morte di Marsha P. Johnson, personaggio controverso ma fondamentale per i diritti del mondo LGBT.

Il Doodle di Big G di oggi è dedicato a Marsha P. Johnson. Chi ha aperto il motore di ricerca stamane si è trovato un simpatico disegno che ne omaggia il personaggio, sicuramente molto poco noto, se non sconosciuto, in Italia. Scopriamo quindi di chi si tratta.

Johnson, il doodle di oggi

Il doodle di oggi è dedicato a Marsha P. Johnson, una drag Queen statunitense nota soprattutto per il suo attivismo nella liberazione gay e per i movimenti LGBT. La sua storia è parecchio controversa. Oltre ad essere stata attiva in campo dei diritti sociali, e avere un talento teatrale tipico del mondo delle drag Queen che appunto si esibiscono in pubblico durante spettacoli cabarettistici, è stata anche per moltissimi anni una prostituta.

La sua vita di strada l’ha vista protagonista di tantissimi episodi spiacevoli, è stata arrestata circa 100 volte, ha subito tanti atti di violenza, cosa che l’ha portata probabilmente anche a sviluppare una malattia mentale, una sorta di doppia personalità paragonabile alla schizofrenia, nella quale a tratti si trasformava in Malcom, il lato maschile e violento della sua persona. Tale caratteristica in un primo momento spingeva la comunità LGBT a non accoglierla ufficialmente tra i propri ranghi.

Marsha è morta nel 1992 a soli 47 anni in circostanze ancora oggi mai chiarite. Il suo corpo fu trovato privo di vita riemergere dal fiume Hudson. La grave ferita alla testa fa pensare a un omicidio, anche se inizialmente le forze dell’ordine ipotizzavano un suicidio. Il caso è stato riaperto nel 2012, ma non ha ancora trovato una risposta. Ma cosa centra questo personaggio con il doodle di oggi? Perché celebrarlo in questo 30 giugno? Molto semplice, lo scorso anno, in questa stessa data, la Johnson ha ricevuto postumo un riconoscimento per il suo attivismo per il movimento LGTB, il grand marshal of the New York City Pride March.

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