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Oggi: 03 Gen, 2026

Tassi o cambio, il Giappone dovrà decidere al più presto cosa sacrificare

Il Giappone è entrato nel 2026 con rendimenti ai massimi da decenni e un cambio molto debole. Non potrà manipolare a lungo entrambi.
8 ore fa
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Tassi su o cambio giù in Giappone
Tassi su o cambio giù in Giappone © Investireoggi

A dicembre la Banca del Giappone ha alzato i tassi di interesse allo 0,75%, il livello più alto degli ultimi 30 anni. Una mossa che si è resa necessaria con un’inflazione ancora a ridosso del 3% e ben sopra il target del 2% fissato dall’istituto. Il cambio oscilla da settimane nel range 155-157 contro il dollaro, confermandosi storicamente molto debole. Resta deprezzato di oltre un terzo rispetto a soli 5 anni fa. I rendimenti dei titoli di stato sono nel frattempo saliti ai massimi da decenni, se non di sempre sul tratto ultra-lungo della curva. La scadenza a 2 anni in questo inizio del nuovo anno offre quasi l’1,17%, mentre il decennale il 2,07%.

Il trentennale supera ormai il 3,40%.

Tassi e cambio sotto osservazione in Giappone

Il Giappone si trova in una condizione scomoda. Per decenni ha aumentato il debito pubblico senza dover aumentare anche i tassi di interesse. In questo modo, ha tenuto a bada la spesa per interessi, pur a fronte di un rapporto tra debito e Pil arrivato alle soglie del 260%. Tutto questo è stato possibile fino a quando non ha fatto la sua ricomparsa l’inflazione, che era stata nulla o negativa per circa un quarto di secolo. Per Tokyo i tassi negativi non erano più sostenibili. Ora, però, si trova in un limbo: tassi sempre molto bassi, specie nel confronto internazionale, con un cambio debole e un’inflazione che non vuole scendere.

Il governatore Kazuo Ueda ha prospettato ulteriori strette monetarie per quest’anno, mentre il governo della premier Sanae Takaichi sta procrastinando una politica fiscale espansiva a sostegno dell’economia.

Il combinato tra debito e tassi sta diventando una miscela esplosiva. Se la banca centrale alza velocemente i secondi, il bilancio pubblico rischia di saltare in aria. Se non lo fa, il cambio può collassare portando all’instabilità dei prezzi.

Inflazione attesa in calo a dicembre

Il Giappone si trova a dover scegliere in questo 2026: manipolare i tassi o il cambio? Gli analisti di ING prevedono che il prossimo rialzo avverrà nella seconda metà dell’anno, probabilmente ad ottobre. Questo implica che l’istituto chiuda gli occhi dinnanzi all’inflazione. La speranza sarebbe di guadagnare tempo, magari perché i nuovi sussidi del governo per le bollette di luce e gas starebbero riuscendo a contenere gli aumenti dei prezzi. Le previsioni, infatti, sono per un dato in forte discesa già a dicembre. Se nel frattempo la Federal Reserve continuerà a tagliare i tassi, le pressioni su Tokyo per alzarli diminuiranno. Un sollievo per il cambio, anche se forse solo temporaneo.

Rendimenti spia di un mercato saturo di debito

Il 2026 inizia come un test per la politica economica del Giappone, chiamata a scegliere dopo decenni le sue priorità: lotta all’inflazione alzando i tassi e stabilizzando il cambio o difesa dell’economia a colpi di debito a basso costo? Aiuta il fatto che il 90% delle emissioni siano in mano agli stessi investitori giapponesi e per oltre la metà della banca centrale.

Ma la risalita dei rendimenti come mai dal 1994 lancia un segnale di allarme: neanche gli investitori istituzionali e retail domestici sono più disposti a finanziare il governo senza una remunerazione adeguata. Se le cose non cambiano, i flussi dei capitali invertiranno nuovamente la direzione per spostarsi all’estero e mettendo il cambio sotto pressione.

L’unica soluzione credibile e di lungo periodo consisterebbe nel taglio del deficit di bilancio. Un’opzione che rassicurerebbe gli investitori, permettendo loro di acquistare titoli del debito a lunga scadenza con rendimenti più bassi. E allo stesso tempo, darebbe la possibilità alla Banca del Giappone di alzare i tassi per fermare l’inflazione e il declino del cambio. Non è lo scenario a cui punta il governo Takaichi, che torna all’Abenomics del decennio passato, sfidando apertamente il mercato.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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