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Oggi: 13 Feb, 2026

Stop agli aumenti dei requisiti: cosa cambia adesso per le pensioni 2027

Aumenteranno o meno i requisiti per le pensioni nei prossimi anni? Ecco le ultime al riguardo e le mozioni che spingono allo stop.
2 settimane fa
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pensioni e requisiti 2026
Foto © Investireoggi

La legge di Bilancio ha introdotto, a partire dal 2027, degli aumenti dei requisiti per le pensioni. Ormai è tutto stabilito oppure no? La domanda sorge spontanea, visto che sembra esserci qualcuno, all’interno della maggioranza, che non è pienamente d’accordo con questi inasprimenti.

Nel frattempo, ecco arrivare un triste presagio da parte della Ragioneria Generale dello Stato. Perché agli aumenti già previsti dal 2027, potrebbero aggiungersi ulteriori incrementi dal 2029.

La novità del momento, però, riguarda alcune mozioni — sia della maggioranza che delle opposizioni — che parlano di uno stop al meccanismo che collega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita della popolazione.

Pensioni, come cambieranno i requisiti

La stima di vita sale e salgono i requisiti delle pensioni.

Il meccanismo è attivo da tempo: nato prima della legge Fornero, ma reso strutturale proprio da quella riforma, con aggiornamenti automatici a cadenza biennale.

Il governo Meloni, nella legge di Bilancio, ha confermato l’applicazione di 3 mesi di aumento per il biennio 2027-2028, come indicato dai dati sull’aspettativa di vita.

Anziché introdurre subito l’incremento completo nel 2027, è stato previsto un meccanismo a scaglioni:

  • un mese in più nel 2027;
  • due mesi in più nel 2028.

In sostanza:

  • oggi la pensione di vecchiaia si centra a 67 anni;
  • nel 2027 si salirà a 67 anni e un mese;
  • nel 2028 a 67 anni e tre mesi.

Per le pensioni anticipate ordinarie, senza limiti anagrafici:

  • nel 2026 si esce con 42 anni e 10 mesi di contributi;
  • nel 2027 serviranno 42 anni e 11 mesi;
  • nel 2028 si arriverà a 43 anni e un mese.

Per completezza, resta sempre valida:

  • la regola dell’anticipo di un anno per le donne;
  • la finestra di tre mesi per la decorrenza della pensione.

Secondo i dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato, si prevede già un ulteriore scatto nel biennio 2029-2030: potrebbero essere necessari altri tre mesi di aumento a partire dal 2029.

Stop agli aumenti dei requisiti: cosa cambia adesso per le pensioni 2027

Proprio alla luce degli aumenti già confermati e di quelli prospettati per il futuro, si inseriscono le mozioni citate in premessa.

Le opposizioni, criticando la linea del governo, chiedono un passo indietro. Dal Partito Democratico è arrivato un atto di indirizzo alla Camera con cui i Dem chiedono al governo l’impegno:

ad adottare iniziative volte a rivedere, sin dal primo provvedimento utile, la decisione di incrementare i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione e ad eliminarne il meccanismo di revisione periodica”.

In termini pratici, si chiede di scollegare i requisiti pensionistici dall’aspettativa di vita, cancellando di fatto quanto scritto nella legge di Bilancio.

Le opposizioni accusano inoltre la maggioranza di non aver mantenuto le promesse elettorali di superamento della legge Fornero, sostenendo anzi che il governo abbia peggiorato la situazione eliminando le uscite a quota e bloccando opzione donna.

Lo stop agli aumenti dei requisiti delle pensioni è una cosa fattibile

Ma se le opposizioni chiedono lo stop, anche la maggioranza non è da meno. Sempre alla Camera, infatti, è stata presentata una mozione che impegna il governo a verificare la possibilità di rivedere l’intero impianto degli adeguamenti automatici.

Partita aperta, dunque, sugli effetti dell’adeguamento dei requisiti previdenziali all’aspettativa di vita.

E, a quanto pare, non bisognerà attendere la legge di Bilancio del 2027 — l’ultima manovra dell’attuale esecutivo prima della fine della legislatura — per capire se ci saranno correttivi.

Il fatto che ci si avvicini a una nuova tornata elettorale alimenta la speranza che possano arrivare interventi concreti già nel 2026, anche per rafforzare l’appeal elettorale del governo.

La probabilità che le mozioni vengano approvate è alta. E se maggioranza e opposizioni convergono sul tema, non è azzardato ipotizzare un possibile distacco definitivo tra requisiti previdenziali e aspettativa di vita.

Resta però un nodo centrale: una conclusione di questo tipo stride con le esigenze di sostenibilità dei conti pubblici.

La spesa previdenziale aumenta inevitabilmente se, con una vita media più lunga, l’INPS è costretto a pagare pensioni per un periodo maggiore. E proprio la necessità di trovare coperture finanziarie adeguate è ciò che rende questa ipotesi complessa e tutt’altro che scontata.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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