Il fondo europeo anti-crisi da 750 miliardi non decolla e rischia di venire annacquato, se non del tutto annacquato, ai prossimi vertici in UE. E a "tradire" sono proprio gli alleati del
Borse mondiali tornate in fibrillazione in settimana sul timore che il Coronavirus possa tirare brutti scherzi nei prossimi mesi, costringendo i governi a imporre una nuova quarantena.
La liquidità a fiumi sui mercati non sta salvando le economie dalla loro peggiore crisi da almeno tre quarti di secolo. Le stamperie delle banche centrali si rivelano in parte inutili.
L'opposizione tedesca a Francoforte non potrà avere esiti concreti, perché l'Eurotower non dispone di alternative valide alla sua crescente opera di "monetizzazione" dei debiti, specie quello italiano.
Dollaro debole in attesa del comunicato della Federal Reserve. I buoni dati sul lavoro negli USA a maggio avrebbero dovuto mettere le ali al biglietto verde, eppure sta accadendo il contrario.
La BCE è ormai primo creditore dell'Italia e deterrà sempre più nostri titoli di stato nei mesi prossimi. Con il rafforzamento del PEPP si va verso un sostegno fiscale diretto ai governi