Il calendario fiscale di inizio anno prevede un passaggio importante legato alla dichiarazione dei redditi 2026. Entro lunedì 2 febbraio, ossia oggi, è possibile comunicare all’Agenzia delle Entrate la volontà di non inserire in automatico nella dichiarazione precompilata i dati relativi alle spese sanitarie sostenute nel corso del 2025. La data ordinaria del 31 gennaio, fissata come di consueto, è slittata in avanti poiché cadeva di sabato, secondo le regole generali sulle scadenze fiscali.
La scelta riguarda esclusivamente la modalità di compilazione del modello 730/2026 e non incide in alcun modo sul diritto alle agevolazioni fiscali previste dall’art. 15 del TUIR. È, quindi, utile chiarire fin da subito che il diniego non comporta la perdita delle detrazioni, ma solo l’esclusione dei dati dal modello predisposto dall’Amministrazione finanziaria.
Spese sanitarie nella precompilata: il significato del diniego e i suoi effetti fiscali
Comunicare l’opposizione alla precompilazione significa chiedere che determinate informazioni non vengano trasferite automaticamente nel 730. Anche in presenza del diniego, le spese sanitarie restano detraibili nella misura del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, come previsto dalla normativa vigente. I costi potranno essere indicati manualmente in un secondo momento, quando il modello sarà disponibile per la modifica e l’invio.
È bene ricordare che l’intervento manuale sulla dichiarazione comporta la qualifica di “dichiarazione modificata”. In questo caso l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare controlli documentali, richiedendo ricevute, scontrini o fatture a supporto degli importi indicati. La valutazione tra comodità della precompilazione e gestione autonoma dei dati dipende quindi anche dal livello di attenzione che si intende dedicare alla conservazione della documentazione.
Come avviene la trasmissione dei dati al Fisco
Il meccanismo della precompilata si basa sul flusso informativo dei dati verso il Sistema Tessera Sanitaria (STS).
Medici, farmacie, strutture ospedaliere e altri operatori sanitari trasmettono annualmente i dati dei documenti fiscali emessi. Tali informazioni, in assenza di opposizione, vengono poi rese disponibili all’Agenzia delle Entrate per la predisposizione del 730.
Nel dettaglio, per ogni voce di spesa sono comunicati il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico, i dati identificativi del soggetto che ha erogato la prestazione, la data del documento, la tipologia e l’importo. Le spese sanitarie considerate comprendono quelle sostenute presso Asl, aziende ospedaliere, Irccs, policlinici universitari, farmacie e parafarmacie, ambulatori specialistici, strutture protesiche e presidi sanitari, sia accreditati sia non accreditati al Servizio sanitario nazionale. Rientrano inoltre le prestazioni rese da professionisti iscritti agli albi, come chirurghi, odontoiatri, psicologi, infermieri, ostetriche, radiologi e ottici.
Modalità e tempi per bloccare la precompilazione delle spese sanitarie
Chi intende impedire l’inserimento automatico dei dati delle spese sanitarie nella dichiarazione redditi precompilata, può agire in due momenti distinti. Entro il 2 febbraio è possibile inviare l’apposito modulo all’indirizzo email dedicato opposizioneutilizzospesesanitarie@agenziaentrate.it oppure contattare un centro di assistenza multicanale ai numeri 800 90 96 96 da rete fissa, 06 97 61 76 89 da cellulare o +39 06 45 47 04 68 dall’estero.
Una seconda finestra temporale è prevista dal 9 febbraio al 9 marzo 2026. Accedendo all’area riservata del Sistema Tessera Sanitaria con SPID o tessera sanitaria, sarà possibile consultare l’elenco dettagliato delle voci registrate e selezionare singolarmente quelle per cui esercitare l’opposizione.
Questa procedura consente una gestione più mirata delle spese sanitarie, lasciando eventualmente visibili solo alcuni importi nella dichiarazione precompilata.
Riassumendo
- Entro il 2 febbraio è possibile opporsi all’inserimento automatico delle spese sanitarie nel 730/2026.
- Il diniego non fa perdere la detrazione fiscale prevista dall’art. 15 del TUIR.
- Le spese sanitarie restano inseribili manualmente nella dichiarazione dei redditi successivamente.
- I dati derivano dalle comunicazioni al Sistema Tessera Sanitaria degli operatori sanitari.
- L’opposizione può essere inviata via email o tramite assistenza telefonica dell’Agenzia.
- Dal 9 febbraio al 9 marzo si può bloccare online la precompilazione delle spese sanitarie.