La legge di bilancio 2026 ha superato il passaggio decisivo al Senato ed è pronta ad essere votata (nella giornata odierna) anche alla Camera per il via libera finale. Il quadro che emerge dal provvedimento è ormai definito e, salvo imprevisti dell’ultima ora, una delle novità fiscali più rilevanti riguarda l’uso della compensazione tra tributi diversi, uno strumento molto utilizzato da imprese e professionisti nella gestione dei versamenti.
Il cuore dell’intervento consiste in un restringimento delle maglie che consentono la compensazione orizzontale, cioè quella che permette di utilizzare crediti maturati per estinguere debiti di natura differente. Ad esempio, IRPEF con IVA, IRAP con IRES, ecc.
Compensazione in F24: scende la soglia di blocco
Con la nuova disciplina, la soglia oltre la quale questo meccanismo viene bloccato scende in modo significativo. Il limite, oggi fissato a 100.000 euro, viene dimezzato e portato a 50.000 euro.
In concreto, il nuovo tetto riguarda i contribuenti che presentano iscrizioni a ruolo per imposte erariali. La presenza di debiti iscritti a ruolo, comprensivi di imposte, sanzioni e interessi, diventa quindi un elemento centrale per stabilire se la compensazione possa essere utilizzata o meno. Superata la soglia dei 50.000 euro, l’accesso alla compensazione esterna viene precluso, anche se i crediti vantati sono pienamente legittimi e certificati.
Il perimetro della norma è ampio. Il blocco opera in tutti i casi in cui risultino carichi affidati all’Agente della riscossione collegati ad atti emessi dall’Agenzia delle Entrate. Rientrano in questa categoria non solo gli avvisi di accertamento tradizionali, ma anche gli atti di recupero e ogni altra tipologia di pretesa tributaria confluita a ruolo.
Non conta la natura del tributo compensato: ciò che rileva è il superamento della nuova soglia complessiva.
Ricordiamo che già dal 1° luglio 2024 le compensazioni in F24 hanno ricevuto nuove regole.
Gli effetti pratici della stretta
Rispetto alla disciplina attuale, l’effetto pratico è evidente. Con il limite precedente, fissato a 100.000 euro, era possibile continuare a utilizzare la compensazione anche in presenza di debiti fiscali rilevanti, purché contenuti entro quella cifra.
Dal 2026, invece, lo spazio di manovra si riduce drasticamente. Anche posizioni debitorie di entità intermedia, che fino a oggi non creavano ostacoli, diventano motivo di esclusione dal meccanismo compensativo.
La scelta del legislatore risponde a una logica precisa. L’obiettivo dichiarato è evitare che si accumuli un ampio magazzino di ruoli non saldati, mentre nel frattempo si continuano a compensare crediti e debiti tra imposte diverse. Abbassando la soglia, si incentiva una riduzione più rapida delle posizioni iscritte a ruolo e si limita la possibilità di rinviare il pagamento effettivo delle somme dovute all’Erario.
Dal punto di vista del sistema fiscale, la compensazione rappresenta uno strumento di equilibrio tra crediti e debiti, ma anche un punto delicato sul piano dei controlli. Negli ultimi anni, questo istituto è stato spesso al centro dell’attenzione per il rischio di utilizzi impropri o per la gestione di crediti in presenza di debiti pregressi.
Il nuovo intervento si inserisce quindi in una linea di maggiore prudenza e di rafforzamento delle garanzie per l’amministrazione finanziaria.
Compensazione in F24 più difficile dal 2026
L’impatto della norma si farà sentire soprattutto nella pianificazione dei flussi fiscali. La presenza di ruoli superiori a 50.000 euro diventa un fattore critico, perché impedisce di compensare nel Modello F24 anche crediti maturati in periodi successivi. Di conseguenza, la gestione delle posizioni debitorie assume un peso ancora maggiore, con la necessità di monitorare costantemente l’ammontare complessivo delle iscrizioni a ruolo.
In sintesi, la legge di bilancio 2026 segna un cambio di passo nella disciplina della compensazione orizzontale. La riduzione della soglia da 100.000 a 50.000 euro rende più stringenti le condizioni di accesso e spinge verso una diminuzione delle pendenze fiscali accumulate. Si tratta di una scelta che punta a rafforzare il controllo sui debiti erariali e a limitare l’uso della compensazione in presenza di ruoli elevati, modificando in modo significativo le regole del gioco rispetto al passato.
Riassumendo
- La legge di bilancio 2026 introduce cambiamenti rilevanti nella gestione fiscale dei contribuenti.
- Ridotta la soglia per usare la compensazione tra imposte diverse da 100.000 a 50.000 euro.
- Il blocco scatta con debiti iscritti a ruolo per imposte erariali oltre il nuovo limite.
- Inclusi anche sanzioni, interessi e carichi affidati all’Agente della riscossione.
- La norma mira a ridurre l’accumulo di ruoli fiscali non saldati.
- La pianificazione dei pagamenti fiscali diventa più rigida e attenta alle posizioni debitorie.