La manovra di Bilancio è ormai in vigore: approvata, definitiva e diventata Legge dello Stato. All’interno del provvedimento c’è una misura che sta attirando l’attenzione di moltissimi contribuenti: la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali. Una sanatoria attesa da mesi da chi si trova alle prese con debiti di varia natura affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione.
La rottamazione è ormai una certezza. Dopo settimane di dubbi sull’effettiva introduzione della sanatoria, le domande dei contribuenti si sono spostate su aspetti più pratici: quando presentare l’istanza, come farlo, con quali modalità di pagamento. Quesiti legittimi, a cui oggi è possibile dare risposte più precise.
Rottamazione quinquies al via: domande e informazioni utili
Dalla manovra di Bilancio è emersa in modo definitivo la rottamazione quinquies, che ora è una misura ufficiale. Le regole della nuova pace fiscale sono state delineate con chiarezza. Ma come funziona la rottamazione quinquies? È già possibile presentare domanda? Ecco cosa si può dire oggi sulla base di quanto previsto dalla legge di Stabilità 2026.
La rottamazione quinquies si chiama, come le precedenti edizioni, definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Per milioni di contribuenti rappresenta un’ulteriore occasione per fare pace con il Fisco. Per lo Stato, invece, è uno strumento utile per incassare risorse e, allo stesso tempo, ridurre l’enorme magazzino dei crediti fiscali non riscossi che grava sull’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Cosa si guadagna con la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali
Come sempre accade con le sanatorie, l’importo originario del debito viene ridotto grazie alla cancellazione delle sanzioni amministrative, degli interessi di ritardata iscrizione a ruolo e dei diritti di riscossione.
Di fatto, il contribuente resta tenuto a pagare solo il debito iniziale e le spese di notifica.
La rottamazione quinquies riguarda tutti i debiti affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Parliamo di somme dovute a titolo di IVA, IRPEF, addizionali comunali e regionali, IRES, multe per violazioni del Codice della strada, contributi INPS e INAIL, IMU e altri tributi locali, purché affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Restano esclusi soltanto alcune categorie particolari, come aiuti di Stato, sanzioni penali e specifiche sanzioni tributarie. Per tutto il resto, i debiti rientranti nel periodo previsto sono sanabili.
Domande e pagamenti, ecco come funziona la nuova sanatoria
Ad oggi non è ancora possibile presentare le domande. Occorrerà attendere con ogni probabilità la metà di gennaio, quando sarà attivata la procedura telematica sul portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Le istanze dovranno essere presentate esclusivamente online, come già avvenuto per le precedenti rottamazioni.
Una volta inviata la domanda, il contribuente dovrà attendere l’esito dell’istruttoria da parte dell’Agente della Riscossione. In fase di presentazione dell’istanza sarà possibile scegliere la modalità di pagamento: in un’unica soluzione oppure a rate.
Nel caso di pagamento rateale, resta fermo il limite minimo di 100 euro per rata. Il piano potrà arrivare fino a 54 rate bimestrali, per una durata complessiva di 9 anni.
Indipendentemente dalla modalità scelta, il primo pagamento dovrà essere effettuato entro il 31 luglio 2026. Per il 2026 sono previste tre scadenze: 31 luglio, fine settembre e fine novembre. A partire dal 2027, le rate seguiranno il calendario ordinario con sei scadenze annuali: gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre.
Dalla seconda rata in poi si applicherà un interesse di dilazione pari al 3%, come stabilito definitivamente nel testo della legge.