Vietato buttare la frutta se puoi usarla per la marmellata: il riciclo creativo diventa legge

Sapevi che ogni anno butti oltre 30 kg di cibo avanzato? Ma sta per diventare vietato. Multe in arrivo per chi spreca?

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Quanto cibo avanzato butti ogni giorno? Moltiplica per tutti i cittadini e le famiglie. E immagina quanto di più sprecano le imprese. Un danno per l’economia e per l’ambiente che non possiamo più ignorare. Ma appellarsi alla coscienza collettiva non sempre funziona. E allora interviene la legge. Ecco il progetto: vietato buttare la frutta se puoi usarla per la marmellata. Non solo: tutti gli alimenti che avanzano ma che possono trovare nuova vita in cucina vanno recuperati. L’idea arriva dalla Spagna e sta suscitando molta curiosità anche oltre i Pirenei.

Vietato buttare la frutta se puoi usarla per la marmellata: il riciclo creativo diventa legge

Lo spreco di cibo è ormai un problema insostenibile, un vizietto del consumismo più sfrenato, un peccato a cui mettere la parola fine. Mentre in alcuni Paesi si fatica a produrre abbastanza cibo per sfamare tutti, anche a causa del cambiamento climatico che imperversa mettendo in serie difficoltà tante colture, una parte del mondo continua a produrre e comprare alimenti in eccesso che verranno buttati via. Uno spreco dalle proporzioni folli.

Compriamo troppo, convinti come siamo di dover avere sempre il frigorifero pieno zeppo, con il risultato che molti alimenti finiranno nella spazzatura perché dimenticati in fondo a un ripiano o perché a scadenza troppo breve per essere mangiati tutti. Spesso ci lasciamo anche condizionare dall’estetica, lasciando a marcire frutta e verdura dall’aspetto meno attraente, dal colore meno sgargiante. I numeri parlano chiaro: ognuno di noi, in Italia, butta in media 31 kg di avanzi di cibo all’anno. Oltre al costo in sé per la produzione dell’alimento sprecato, aumentano anche le spese per lo smaltimento delle sempre più ingestibili quantità di rifiuti.

Come fermare questa follia? La Spagna ha preso una posizione che darà il buon esempio in tutta Europa.

Tecnologia e leggi anti spreco alimentare

La tecnologia può aiutare a conoscere dove sta avanzando cibo. Ormai soprattutto nelle grandi città molti hanno installata sul telefonino l’app Too Good To Go, letteralmente “troppo buono per essere cestinato”. La Spagna ha deciso di arginare – se non eliminare del tutto – il fenomeno a partire dal 2023 con un disegno di legge oggi al vaglio. Ha infatti ideato un importante e severo piano anti-spreco che coinvolge non solo i cittadini, ma anche medie e grandi imprese. Queste ultime dovranno, per legge, trasformare ogni avanzo in qualcosa di nuovamente utilizzabile: vietato buttare la frutta frutta. Se non vendibile dovranno, ad esempio, ottenere marmellata o succhi.

Doggy bag obbligatoria al ristorante e multe per chi spreca cibo buono

I ristoranti non butteranno più in automatico gli avanzi che rimangono nei piatti, ma dovranno offrire ai clienti la “Doggy bag”, ovvero una confezione in cui riporre il cibo rimasto da portare a casa e consumare con calma. Supermercati e negozi alimentari potranno creare linee di vendita specifiche per proporre, con sconti commisurati, gli alimenti brutti, poco attraenti, imperfetti. Verranno promossi anche prodotti stagionali, biologici, che rispettino i cicli naturali senza l’eccessiva necessità di fertilizzanti, pesticidi e aiuti chimici.

Insomma, l’obiettivo non è solo quello di modificare i processi della catena alimentare per eliminare sprechi di cibo e inefficienze sul piano economico, ma anche quello di creare una forte etica del recupero che includa progetti collaborativi tra cittadini, banche alimentari, ristoratori e supermercati. Un coinvolgimento a più livelli che non può non assicurare risultati concreti.

Come spiegato dal ministro spagnolo dell’agricoltura, della pesca e dell’alimentazione Luis Planas, chi non rispetterà le nuove direttive potrebbe essere soggetto a multe salatissime che arrivano addirittura a 500 mila euro. Un ottimo deterrente per gli spreconi. Pensaci bene prima di buttare la frutta: sicuro che non è buona in nessun modo alternativo?

 

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