Smart working, i costi per il lavoratore: come risparmiare in poche mosse

Pregi e difetti dello smart working. I costi a carico del lavoratore, ma anche possibilità di risparmiare: ecco alcuni utili consigli.

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Lavorare da casa costa di più o costa di meno? Risparmiare con lo smart working è possibile? Sono tutte domande che molti lavoratori si stanno ponendo, anche perché si tratta di una pratica organizzativa del lavoro che in una certa misura resterà attiva anche quando la pandemia sarà finita. Cambiano le abitudini e gli stili di vita e così occorre rimodulare la propria esistenza. In questo articolo, analizzeremo innanzitutto i pericoli del lavoro a distanza, e in secondo luogo come risparmiare organizzando al meglio lo smart working.

Smart working e gli straordinari non pagati

Secondo uno studio elaborato da ADP Research Institute occorre sfatare il primo mito connesso allo smart working. Molti imprenditori sostengono che con il lavoro a distanza si lavori di meno e si diventi meno produttivi.
Ebbene, la stessa pratica dello smart working e l’ansia di perdere il lavoro, laddove il contratto è a tempo determinato, hanno prodotto un incremento delle ore di straordinario non pagato. Secondo lo studio, si tratta del 7,3% in più, dalle 6 alle 10 ore di lavoro non retribuito. Si sottolinea poi come la paura della perdita del proprio posto abbia trasformato alcuni lavoratori in veri e propri stakanovisti. Senza nessun compenso aggiuntivi, molti lavorano anche 15 ore in più a settimana.
Se lo smart working diventerà un nuovo modo di intendere il lavoro, è chiaro che occorrerà costruire una normativa ad hoc. intanto, vediamo quali sono i costi per il lavoratore e come risparmiare in tempi di lavoro a distanza.

I costi che il lavoratore sostiene in smart working

Molti lavoratori hanno salutato con favore la pratica dello smart working. I vantaggi sono innumerevoli, ma ci sono anche una serie di costi a carico del lavoratore che non vanno sottovalutati e che possono pesare parecchio sul budget.


1. Wifi. Molti lavoratori hanno dovuto cambiare il proprio contratto o addirittura aprirne uno nuovo (sono in molti che oramai utilizzano soltanto la connessione dello smartphone). Si tratta di costi aggiuntivi che, in un anno, pesano per diverse centinaia di euro.
2. Smartphone. Vale grossomodo lo stesso discorso del Wifi. Lo smart working implica un uso maggiore della linea telefonica. Molti lavoratori non hanno telefono aziendale, per cui anche in questo caso i costi extra possono divenire importanti.
3. Condizionatore e/o ventilatori. È arrivata l’estate e, lavorando da casa, soprattutto dinanzi a un computer che produce calore, diviene necessario accendere l’aria condizionata e/o il ventilatore. Anche per tutto il giorno. Alla fine della stagione estiva, i costi extra per il lavoratore saranno sicuramente importanti.
4. La postazione di lavoro. Non tutti posseggono una postazione da lavoro ottimale. Secondo un’indagine statistica, sono cresciuti gli acquisti di sedie ergonomiche, dispositivi elettronici, scrivanie e altri materiali da lavoro. Questi costi extra sono stati a carico del lavoratore.

Come risparmiare sullo smart working

È chiaro che lo smart working, oltre a procurare un’ansia maggiore di perdita del posto di lavoro con conseguente aumento di ore non pagate, può anche rappresentare un aggravio di spesa che penalizza il salario. Ebbene, ecco alcuni consigli su come risparmiare lavorando a distanza.
1. Il caffè a casa. La prima fonte di risparmio è che non andiamo più al bar a prendere il caffè. Anche soltanto un caffè al giorno, implica un risparmio nell’ordine di circa 350 euro all’anno.
2. Cucinare in casa. Pranzare fuori casa ha un costo, al quale si aggiunge quello della cena se ci affidiamo al delivery. Ebbene, lo smart working permette di risparmiare sicuramente sul pranzo, si parla di 1000/2000 euro all’anno. Se poi, stando a casa, ci dedichiamo anche alla cucina, negli intervalli e nelle pause, possiamo risparmiare anche sul delivery. Non si tratta soltanto di risparmio economico, in questo modo possiamo mangiare in maniera più sana.


3. Lavatrici in orario di risparmio energetico. Lo smart working permette di utilizzare lavatrici (ma anche lavastoviglie) in orari che permettono un risparmio energetico.

Risparmiare con lo smart working 

4. Bollette di luce, gas e telefono. Lo smart working implica un maggiore consumo di tutte le utenze, per cui diviene un imperativo quello di risparmiare. Come fare? Fondamentale è superare la pigrizia e iniziare a pensare di cambiare fornitore o offerta.
5. Iniziare a lavorare prima. Soprattutto in estate, con il caldo forte, iniziare lo smart working quanto prima possibile può essere la soluzione per consumare meno in termini di condizionatore e/o ventilatore.

6. L’alternativa alla palestra. In questo periodo, le palestre sono state chiuse e abbiamo perso la nostra forma. Ebbene, se sostituiamo la palestra con una corsa mattutina, anche quando riapriranno, potremo contare su un risparmio di circa 500-600 euro all’anno.
Dunque, con lo smart working si spende di più o si spende di meno? La risposta sarà nelle nostre abitudini. Sulla questione se con lo smart working si lavori di più o di meno, questo invece dipende prevalentemente dall’azienda e dalla tipologia di contratto che abbiamo.
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