Prestito personale: cos’è, cosa serve per richiederlo, quali sono le spese – suggerimenti

Una guida al cosiddetto ‘prestito personale’: quali sono le caratteristiche, cosa serve per potervi accedere, quali sono le spese da mettere in conto.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Una guida al cosiddetto ‘prestito personale’: quali sono le caratteristiche, cosa serve per potervi accedere, quali sono le spese da mettere in conto.

Cosa si intende per ‘prestito personale’? Si tratta di una forma di finanziamento che non ha alcuna finalizzazione e rientra nella categoria del cosiddetto ‘credito a consumo’: semplificando al massimo, è una forma di finanziamento che non prevede alcuna dichiarazione sulla finalità di spesa e serve per ottenere nell’immediato una liquidità da impiegare in qualunque tipologia di investimento.

Cosa serve per richiedere un ‘prestito personale’?

Prima di optare per una delle tipologie di ‘prestito personale’, occorre innanzitutto analizzare cosa serve per poter richiedere questa forma di finanziamento. Ecco gli elementi fondamentali:

  • avere la residenza in Italia
  • essere di un’età compresa tra 18 e 70 anni

Quali sono invece le ‘garanzie’ richieste dall’istituto di credito erogatore del finanziamento? Il ‘prestito personale’ viene erogato soltanto dopo

  • un’attenta analisi e valutazione della situazione economica,
  • un’attenta analisi e valutazione della ‘storicità creditizia’ di colui che effettua la richiesta,
  • un’attenta analisi e valutazione della ‘capacità di rimborso’ a fronte di uno studio degli impegni di pagamento eventualmente già contratti dal richiedente.

Per quanto concerne le varie proposte di ‘prestito personale’ che si possono trovare a partire dai differenti istituti di credito, il nostro suggerimento è quello di effettuare un lavoro di analisi intorno alle possibilità connesse alla propria professione: giusto per fare qualche esempio, esistono offerte fortemente differenziate a seconda se si tratta di dipendenti pubblici o privati, se si è militati, se si ha una pensione INPS o ex INPDAP, se si è lavoratori autonomi o liberi professionisti.

Quali sono le spese da mettere in conto per un ‘prestito personale’

Quando si tratta di scegliere con quale istituto di credito effettuare la richiesta di un ‘prestito personale’ sono varie le voci di spesa di cui tenere conto:

  • innanzitutto, l’esistenza di offerte differenziate per la propria posizione professionale in maniera tale da poter effettuare una comparazione ragionata,
  • in secondo luogo, la durata e i tassi di interesse che vengono proposti – un’analisi attenta fa sì che si possa effettuare un calcolo costi/benefici il più adeguato alla propria situazione economica,
  • infine, le cosiddette ‘spese accessorie’, le quali non vanno sottovalutate e che possono rendere un’offerta di prestito personale più conveniente ed economica di un’altra..

Ma quali sono le spese accessorie? Ecco a cosa prestare attenzione, visto che la rata di un qualunque prestito vede come sua composizione il costo effettivo della rata a cui sono da aggiungersi voci di spesa ulteriori:

  • i tassi legati ai finanziamenti personali, TAN (Tasso nominale annuo) e TAEG (Tasso annuale effettivo)
  • costi iniziali (non sempre previsti),
  • costi di gestione del prestito,
  • spese di istruttoria,
  • spese di incasso e di gestione della rata,
  • spese di notifica e di chiusura della pratica di finanziamento,
  • l’imposta di bollo e
  • l’eventuale spesa per l’assicurazione.

Insomma, qualora si voglia richiedere un ‘prestito personale’ occorre studiare prima attentamente la questione ed effettuare le più che dovute comparazioni, se davvero si vuole ottenere l’offerta più vantaggiosa per la propria situazione economica di partenza.

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Argomenti: Conti e carte, Prestiti vari