Postepay, pioggia di segnalazioni per addebiti non autorizzati: cosa fare e come sporgere denuncia

Pioggia di segnalazioni per addebiti non autorizzati su Postepay di Poste Italiane: ecco cosa fare come sporgere denuncia.

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I commissariati di Polizia e le stazioni dei Carabinieri sono presi d’assalto. C’è infatti una pioggia di denunce di chi si è ritrovato sulla propria Postepay, la carta prepagata di Poste Italiane addebiti non autorizzati. Si tratta di esattamente micro addebiti, tra i 4 e gli 8 euro, che sommati possono raggiungere cifre ragguardevoli. Ecco allora cosa fare e come sporgere denuncia.

Gli addebiti non autorizzati su Postepay

Molte persone si sono ritrovate addebiti non autorizzati sulla Postepay di Poste Italiane, solitamente per cifre che oscillavano tra i 4 e gli 8 euro. Il problema è che in molti casi, gli addebiti erano ripetuti giorno dopo giorno oppure ora dopo ora per cui la vittima si ritrovava il conto in rosso. A Genova è esploso proprio un’epidemia di episodi di questo tipo. I collante dei vari episodi è la causale dell’addebito “shopping e servizi”  legata agli store digitali. Ancora non si sa come ciò sia stato possibile tutto ciò anche perché tante persone utilizzano la prepagata raramente e mai sugli store digitali.

C’è poi un altro grande problema che accomuna le vittime ovvero la grande difficotà nel fare la denuncia. Quando si tratta di pochi spiccioli, infatti, le forze dell’ordine tendono a posticipare la ricezione della denuncia, come comunica LaRepubblica. Per poter ricevere il ristoro, però, o per avviare la pratica di rimborso alle Poste, la denuncia serve.
Proprio per questo Poste Italiane ha comunicato che se ci si ritrova in balia di tale disavventura è necessario in primis bloccare la carta. Si deve chiamare il numero 800003322 dall’Italia oppure +390282443333 dall’estero. Poi sporgere denuncia allegando anche una lista di movimenti dove si evidenzino quelli non autorizzati.

Lo step finale è quello di recarsi in Poste con la copia della denuncia e compilare l’apposito modulo che il personale fornirà chiamato “modulo disconoscimento delle operazioni”. Quest’ultimo sarà utile in futuro per eventuali rimborsi.
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