Polizia di Stato: segnala Truffa telefonica su fatturazione bollette

La Polizia di Stato segnala una truffa telefonica su “Vita da social” sulla fatturazione di bollette gas e energia.

di Angelina Tortora, pubblicato il
La Polizia di Stato segnala una truffa telefonica su “Vita da social” sulla fatturazione di bollette gas e energia.

La Polizia di Stato segnala una truffa telefonica su “Vita da social”, la propria pagina Facebook che conta più di 85.000 like. Con l’hashtag  #occhioalletruffe, un post di poche ore fa annuncia una nuova ondata di tentate truffe telefoniche.

Sono molti i cittadini che denunciano di aver ricevuto strane telefonate da parte di presunti impiegati riguardanti le proprie bollette di gas ed energia.

Lo scopo di queste conversazioni telefoniche è estorcere con l’inganno i dati necessari per il cambio di gestore all’insaputa del titolare del contratto.

La Polizia di Stato non solo segnala una truffa telefonica su “Vita da social”, ma nel post spiega le modalità della truffa.

Polizia di Stato segnala Truffa telefonica: il caso

 Al telefono si viene contattati da una presunta società, la quale evita di comunicare le proprie generalità, afferma di occuparsi della fatturazione delle bollette di gas energia.

L’operatore telefonico contatta i clienti informandoli di aver riscontrato un prezzo troppo elevato, offrendo loro una tariffa più conveniente e valida per tutto il 2016, il 2017 e attivabile dal mese immediatamente successivo. Basta solo fornire una bolletta per  concludere l’operazione.

Ed è in questo momento che si compie la truffa. Il vero obiettivo consiste nell’ ottenere il numero di codice identificativo “Pod” per la bolletta dell’energia elettrica e “Pdr” per quella del gas di chi detiene il contratto.

Questi dati sono necessari per attivare il passaggio di gestore ad insaputa dell’utente.

Questo genere di contratti fatti telefonicamente hanno  piena validità e la registrazione della conversazione è una prova del consenso del cliente.

Le telefonate truffa iniziano sempre con la frase “E’ lei il signor/la signora…”. Basta un naturale “” in risposta registrato e la truffa è compiuta, il consenso  viene usato per un nuovo contratto mai chiesto.

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Argomenti: Tutela consumatori, Truffe

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