Disdetta TIM per decesso: modulo e come evitare penali

Chiudere il contratto TIM in caso di lutto di un familiare, ecco come si fa e quale modulo compilare.

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Chiudere il contratto TIM in caso di lutto di un familiare, ecco come si fa e quale modulo compilare.

Quando siamo colpiti dalla morte di un nostro caro, purtroppo ci sono anche problematiche burocratiche da adempiere che possono aggravare ulteriormente lo sconforto e la tristezza che ci pervade. La disdetta dell’operatore telefonico per decesso è sicuramente una di quelle pratiche più fastidiose e inopportune, eppure necessarie se non vogliamo pagare poi eventuali debiti a carico degli eredi. Ecco a tal proposito tutte le info per la disdetta TIM fisso, con il relativo modulo da compilare in caso di disdetta per decesso.

Disdetta TIM per decesso

Partiamo dal presupposto che l’Operatore, qualunque esso sia, ma in questo caso specifico ci riferiamo a TIM, deve interrompere tutte le fatture e gli importi da ricevere successivi alla data del decesso dell’utente. Naturalmente, per farlo deve però essere al corrente dell’avvenuto decesso dell’utente in questione. C’è però, purtroppo, una postilla decisamente fastidiosa che bisogna prendere in considerazione. Nel caso che il deceduto avesse sottoscritto il contratto TIM da meno di 2 anni, allora agli eredi potrebbero essere applicate delle penali.

Per quanto riguarda invece la restituzione di decoder o modem, i dispositivi vanno inviati per posta con tutta la documentazione relativa all’utente, lasciando poi un nuovo identificativo di riferimento con numero di telefono. I dispositivi devono essere restituiti entro 30 giorni dalla richiesta di disdetta, onde evitare ulteriori penali. La documentazione da presentare è la seguente:

Il certificato di morte dell’intestatario
la copia del documento di identità
la copia dell’ultima fattura di chiusura del contratto
l’indirizzo di posta elettronica del nuovo referente per eventuali comunicazioni

A questo punto, TIM ha l’obbligo di sospendere il servizio. Se dopo 15 giorni, tale sospensione non è ancora avvenuta e il servizio risulta ancora attivo, allora è necessario sporgere reclamo invitando nuovamente la compagnia a interrompere servizio e fatturazione.

Il reclamo può venire telefonicamente facendo i numeri abilitati: 187 (per i residenziali), 119 (per i mobile) e 191 (per i business). Oppure in forma scritta via fax, via mail o per posta attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno. Ecco gli indirizzi:

Fax al numero
800 000 187 per i privati della linea fissa
800 600 119 per i privati della linea mobile
800 000 191 per i business
PEC all’indirizzo [email protected]
Raccomandata A/R all’indirizzo:
Telecom Italia S.p.A – Servizio Assistenza Clienti – Casella Postale 111 – 00054 Fiumicino (RM) – per i clienti della linea fissa
Tim Servizio Clienti – Casella Postale 555 – 00054 Fiumicino (RM) – per i privati della linea mobile
Telecom Italia S.p.A – Servizio Clienti Business – Casella Postale 456 – 00054 Fiumicino (RM) – per tutti i business.

a questo punto TIM avrà 45 giorni di tempo per rispondere esaustivamente al reclamo. In caso contrario, sarà essa stessa a dover pagare un indennizzo per la mancata risposta. Ogni giorno, oltre i 45 stabiliti, le costerà 2,50 euro, fino a un totale di 300 euro.

Il primo passo comunque per la disdetta Tim è quello di procedere alla compilazione del modulo di recesso che trovate nella pagina ufficiale del sito, e scaricare quello relativo a Modulo recesso linea telefonica senza telefono a noleggio/o con telefono a noleggio, seconda del vostro specifico caso.

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