Conto corrente: se ci sono più soldi che succede al modello Isee?

Se sul conto corrente ci sono più soldi rispetto all'anno precedente cosa succede al modello Isee?

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È già tempo di rinnovare l’Isee, il modello che serve per ricevere le prestazioni erogate dallo Stato come il Rdc e l’assegno unico. Ma se sul conto corrente, si chiedono in molti, ci sono più soldi rispetto al passato, che succede? Il timore è quello di poter perdere il diritto di accedere alle misure assistenziali.

Il modello Isee può infatti cambiare sia a seguito di un reddito più alto o perché salgono i patrimoni sia mobiliari che immobiliari. Anche avere più soldi sul conto corrente, può portare a un aumento dell’indicatore.

Ricordiamo, però, che l’Isee che si otterrà a gennaio (dal 1° dell’anno nuovo sarà online il servizio Inps per l’invio della Dsu ma in alternativa ci si potrà recare anche al Caf/patronato) è quello del 2021 per cui se sul conto nell’anno 2022 si sono depositati più soldi non ci sarà alcun problema.

Attenzione al conto corrente

Se si ha più denaro sul conto corrente è ovvio che cambi anche l’indicatore Isee.

Si avrà infatti un incremento del patrimonio mobiliare ma se quest’ultimo resterà sotto la franchigia dei 15493,71 euro allora non accadrà nulla.

Qualora questa soglia si supererà, allora il patrimonio mobiliare si sommerà a quello immobiliare e il 20% del risultato sarà sommato al reddito.

La conseguenza è che l’Isee aumenterà e si rischierà di non poter più percepire le vecchie agevolazioni oppure si continuerà ad averle ma in modo inferiore.

La giacenza

Nella compilazione del modello Isee non andrà indicato il saldo del conto corrente bensì la giacenza media calcolata sulla base dell’anno solare. Poste Italiane, ad esempio, ha già comunicato che essa è disponibile in un’apposita sezione del sito.

La giacenza media per calcolare l’Isee è chiesta per impedire che si effettui un prelievo sostanzioso o un bonifico verso un familiare per far scendere l’indicatore di ricchezza.

Il calcolo della giacenza media, invece, si effettua dividendo la somma delle giacenze giornaliere per 365 o 366 (nel caso in cui ci si trovi in un anno bisestile). Questo calcolo si fa anche se l’apertura del conto corrente non è avvenuta a inizio anno.

Bisogna poi ricordare che nel caso di un conto corrente intestato a due persone, si dovrà inserire solo il 50% del reddito. Inoltre anche il conto pignorato andrà inserito nella dichiarazione a meno che, nel frattempo, non ci sia stato l’ordine del giudice di assegnare le somme pignorate al precedente creditore.

Nel caso in cui il conto corrente sia stato pignorato dall’Agenzia delle Entrate, invece, l’acquisizione delle somme scatta dopo sessanta giorni, Ciò dalla data del pignoramento senza che vi sia la necessità di un ordine del giudice.

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