Buoni fruttiferi postali di Poste Italiane: ecco tutte le informazioni sull’imposta di bollo

Ecco tutte le principali informazioni riguardanti l'imposta di bollo sui buoni fruttiferi postali di Poste Italiane.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Ecco tutte le principali informazioni riguardanti l'imposta di bollo sui buoni fruttiferi postali di Poste Italiane.

I buoni fruttiferi postali di Poste Italiane sono l’investimento ideale per chi necessita di un prodotto sicuro. Questo perché lo Stato li garantisce e poi perché vengono emessi  dalla Cassa Depositi e Prestiti. Ci si chiede, però, in base al quale criterio viene applicata su di essi l’imposta di bollo e sopratutto quando e in che misura. Ecco i dettagli.

Applicazione imposta di bollo sui bfp di Poste Italiane

L’applicazione dell’imposta di bollo sui buoni fruttiferi postali prevede tale meccanismo: essa verrà determinata il 31 dicembre di ogni anno ma l’applicazione sarà fissata al momento del rimborso di qualsiasi titolo. Non pagheranno l’imposta di bollo, poi, i bfp di valore di rimborso complessivo non superiore ai cinquemila euro. In merito a ciò le Poste comunicano che saranno considerati unitariamente, ai fini dell’esenzione dell’imposto di bollo, tutti i buoni con la stessa intestazione. Da tale calcolo, invece, saranno esclusi quelli cartacei emessi prima del 1° gennaio 2019.

Aliquote per calcolare l’imposta di bollo

Poste Italiane comunicano che per effettuare il calcolo dell’imposta di bollo si dovrà prendere in considerazione soltanto il valore nominale in essere e quindi soltanto il capitale investito. Le aliquote in base alle quali si calcolerà l’imposta di bollo sui bfp saranno dell’1 per mille annuo per il 2012, dell’1,5% per mille annuo per l’anno 2013 ed infine del 2 per mille annuo a partire dal 2014.

Chi possiede un vecchio buono cartaceo sottoscritto prima del 2009 del valore di seimila euro non dovrà pagare l’imposta di bollo minima di 34.20 euro. Per i bfp emessi prima di tale data e quindi prima del 1° gennaio 2009, infatti, l’imposta verrà calcolata proporzionalmente sul valore nominale del singolo titolo. In ogni caso, comunque, sarà dovuta nella misura minima di 2 euro. In questo caso non sarà prevista alcuna soglia di esenzione qualora il valore di rimborso dei buoni complessivi non sia superiore ai cinquemila euro. L’imposta sul titolo per il 2012 sarà di 6 euro, per il 2013 sarà di 9 euro e dal 2014 e per gli anni seguenti sarà di 12 euro.

Buoni fruttiferi postali dematerializzati con scadenze diverse: come si calcola l’imposta

Chi avrà due buoni dematerializzati (non cartacei sottoscritti prima del 2009): di 3.000 euro ciascuno come pagherà l’imposta di bollo? Le Poste comunicano che al 31 dicembre di ogni anno (a partire dal 2012) si procederà al calcolo dell’imposta che si dovrà versare. Essa verrà determinata in base al valore nominale e verrà accantonata ogni anno. Una volta che ciascun buono scadrà e verrà annotato il relativo importo sul conto di regolamento, l’imposta di bollo verrà applicata in modo proporzionale su ciascuno di essi e detratta dall’importo. Ricapitolando: se al 31 dicembre l’ammontare complessivo del valore di rimborso supererà i cinquemila euro, allora l’imposta di bollo verrà applicata sul valore nominale. Se invece il valore di rimborso sarà inferiore ai cinquemila euro, allora l’imposta non verrà applicata.

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Argomenti: Conti e carte, Buoni Fruttiferi Postali