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Oggi: 11 Gen, 2026

Regime forfettario al 5% anche nel 2026: i 3 paletti decisivi per rientrare nell’agevolazione

Chi può davvero applicare il 5% nel regime forfettario nel 2026 e per quanto tempo dura l’agevolazione fiscale
2 giorni fa
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regime forfettario 5 per cento
Foto © Investireoggi

Il regime forfettario rappresenta da anni uno dei regimi fiscali più utilizzati da lavoratori autonomi e piccoli imprenditori. Pensato per semplificare gli adempimenti e ridurre il carico tributario, questo sistema è stato oggetto di vari interventi normativi che ne hanno rafforzato il ruolo all’interno del panorama fiscale italiano.

Le modifiche introdotte con le ultime leggi di bilancio hanno inciso soprattutto sui requisiti di accesso, lasciando invece invariato il meccanismo di tassazione.

Regime forfettario: evoluzione normativa e soglie di accesso

Il regime forfettario ha conosciuto un passaggio chiave con la Legge di Bilancio 2023, che ha ampliato la platea dei potenziali beneficiari.

Il limite massimo di ricavi e compensi è stato, infatti, elevato a 85.000 euro annui, superando il precedente tetto fissato a 65.000 euro. Questa scelta ha consentito a molte attività di rientrare o restare nel regime forfettario, mantenendo una gestione fiscale più snella.

Le regole, tuttavia, prevedono precise conseguenze in caso di superamento delle soglie. Se i ricavi oltrepassano gli 85.000 euro ma restano entro i 100.000 euro, l’uscita dal regime forfettario scatterà dall’anno fiscale successivo. Diversa è la situazione quando si supera anche la soglia dei 100.000 euro: in questo caso il passaggio al regime ordinario è immediato.

Queste disposizioni servono a preservare la natura agevolativa del regime forfettario, che resta pensato per realtà economiche di dimensioni contenute, pur offrendo margini di crescita più ampi rispetto al passato.

Lavoro dipendente e regime forfettario: le novità confermate

Un altro aspetto rilevante riguarda il rapporto tra redditi da lavoro dipendente e regime forfettario. In via ordinaria, non può accedere a questo sistema chi, nell’anno precedente, ha percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro.

La Manovra di Bilancio 2025 ha temporaneamente innalzato questa soglia a 35.000 euro, riducendo il rischio di esclusione per molti contribuenti. Questa apertura non è rimasta isolata: la conferma è arrivata (con la manovra di bilancio 2026) anche per il 2026, rendendo stabile la possibilità di accedere o restare nel regime forfettario con un reddito da lavoro dipendente fino a tale importo. Quindi, ad esempio, può essere forfettario nel 2026 chi nel 2025 non supera i 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente.

Come funziona la tassazione

Dal punto di vista delle imposte, il regime forfettario mantiene una struttura semplice e chiara. Il reddito prodotto dall’attività viene assoggettato a un’imposta sostitutiva che prende il posto dell’IRPEF, delle addizionali regionali e di quelle comunali. L’aliquota ordinaria resta fissata al 15%, senza variazioni rispetto agli anni precedenti.

Accanto a questa percentuale, il regime forfettario prevede una forte agevolazione per le nuove attività: l’aliquota ridotta al 5% applicabile per i primi cinque anni. Questa misura è pensata per sostenere l’avvio di iniziative imprenditoriali o professionali, alleggerendo il peso fiscale nella fase iniziale. Anche per il 2026 tale opportunità rimane pienamente valida, rendendo il regime forfettario particolarmente attrattivo per chi decide di iniziare una nuova attività.

Regime forfettario e aliquota al 5%: chi può beneficiarne nel 2026

L’accesso all’aliquota agevolata del 5% nel regime forfettario è subordinato al rispetto di specifici requisiti.

In primo luogo, non devono essere state svolte attività d’impresa, professionali o artistiche nei tre anni precedenti l’apertura della partita IVA, nemmeno in forma associata o familiare. Inoltre, la nuova attività non deve configurarsi come una semplice prosecuzione di un lavoro già svolto in precedenza, sia autonomo sia dipendente, fatta eccezione per i casi di pratica obbligatoria prevista per alcune professioni.

Un ulteriore vincolo riguarda l’ipotesi di subentro in un’attività già esistente: i ricavi del soggetto precedente non devono aver superato il limite massimo previsto per il regime forfettario. Questi criteri sono stati chiariti nel tempo attraverso documenti interpretativi dell’amministrazione finanziaria, che hanno contribuito a delineare un quadro applicativo più definito.

Per chi avvia una nuova attività nel 2026, l’aliquota del 5% nel regime forfettario sarà applicabile per cinque periodi d’imposta, dal 2026 al 2030. Dal 2031, invece, si passerà automaticamente all’aliquota ordinaria del 15%. La stessa agevolazione continua a valere anche per chi ha iniziato negli anni precedenti, purché non sia scaduto il quinquennio agevolato. Quindi, ad esempio, per chi ha iniziato nel periodo d’imposta 2021, l’anno d’imposta 2025 (Dichiarazione redditi 2026) è l’ultimo anno di applicazione del 5%.

In conclusione, il regime forfettario si conferma anche per il 2026 come una soluzione fiscale centrale, capace di coniugare semplicità, regole chiare e vantaggi concreti, soprattutto grazie alla possibilità di applicare ancora l’aliquota ridotta del 5% nel regime forfettario.

Riassumendo

  • Il regime forfettario semplifica la fiscalità di professionisti e piccoli imprenditori con partita IVA.
  • Dal 2023 il limite di ricavi per il regime forfettario è fissato a 85.000 euro.
  • Superare 100.000 euro comporta l’uscita immediata dal regime forfettario.
  • Nel 2026 resta la soglia di 35.000 euro per redditi da lavoro dipendente.
  • La tassazione nel regime forfettario prevede aliquota ordinaria al 15%.
  • L’aliquota agevolata al 5% nel regime forfettario vale cinque anni per nuove attività.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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