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Oggi: 08 Feb, 2026

Ho maturato i requisiti pensione non significa che ti pagano dal mese successivo: non fare questo errore (comune)

Se hai raggiunto i requisiti pensione ma sbagli i tempi di domanda e documenti, il pagamento può slittare (anche di di versi mesi). Ecco cosa verificare per non fare questo errore molto comune
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Foto © Pixabay

Segui questa guida se hai raggiunto i requisiti pensione ma non sai cosa devi fare per vederti concretamente accreditata la pensione sul conto secondo i tempi. Quando sei “a un passo” dalla pensione, il rischio più grande non è sbagliare i conti: è perdere mesi per un dettaglio pratico. Succede più spesso di quanto si pensi e, quasi sempre, non dipende dall’INPS che “ritarda”, ma da un errore tipico di chi è vicino al traguardo.

L’errore: pensare che raggiungere il requisito (età e contributi) significhi automaticamente iniziare a prendere la pensione subito dopo.

Perché “ho maturato i requisiti pensione” non significa “mi pagano dal mese dopo”

Nel sistema previdenziale conta non solo quando maturi il requisito, ma anche:

  • quando presenti la domanda;
  • da quando decorre la pensione (la “data di inizio” prevista per quel trattamento);
  • se sono previste finestre o tempi tecnici legati alla specifica prestazione;
  • se la tua posizione contributiva è completa (buchi, periodi non accreditati, incongruenze).

In pratica: puoi essere “a posto” con i requisiti, ma se sbagli tempistiche o documenti, la partenza può slittare.

Il caso più frequente: domanda presentata troppo tardi

Molti aspettano l’ultimo momento per presentare la domanda, convinti che basti farla “quando si arriva”.

Il problema è che la domanda non è solo una formalità: è l’atto che avvia la lavorazione e aggancia la decorrenza. Se la presenti tardi, puoi ritrovarti con:

  • una pensione che parte più avanti del previsto;
  • un periodo “scoperto” senza stipendio e senza assegno;
  • un primo pagamento che arriva dopo (anche se poi gli importi possono includere arretrati, a seconda del caso).

Nota importante: la decorrenza e le regole di pagamento cambiano in base al tipo di pensione e alla situazione personale.

Per questo l’errore “valido per tutti” non è la norma, ma l’approccio (aspettare troppo e non verificare) lo è.

L’altro errore che “costa mesi”: scoprire tardi che mancano contributi accreditati

Quando mancano pochi mesi o pochi contributi, anche una piccola anomalia può diventare enorme:

  • un periodo lavorato non risulta ancora registrato;
  • contributi figurativi non agganciati correttamente;
  • un datore di lavoro non ha sistemato un flusso;
  • una gestione diversa (es. periodi in casse/gestioni differenti) richiede verifiche aggiuntive.

Se te ne accorgi all’ultimo, rischi di dover aspettare che la posizione venga sistemata prima che la domanda vada a buon fine.

Quando il “fine rapporto” è gestito male

Un altro punto delicato è la transizione tra lavoro e pensione. Anche senza entrare nei dettagli tecnici (che cambiano in base al contratto e al trattamento richiesto), l’errore ricorrente è:

  • lasciare il lavoro senza avere una tempistica chiara di domanda e decorrenza;
  • non considerare che, in alcune situazioni, possono esserci passaggi amministrativi o finestre previste;
  • non coordinare bene ultimo giorno di lavoro e “partenza” della pensione.

Risultato: mesi di attesa non pianificati.

Checklist rapida: 7 cose da fare se sei “a pochi contributi”

  • Controlla l’estratto contributivo e verifica che gli ultimi periodi risultino accreditati.
  • Identifica il trattamento che intendi chiedere (non tutte le pensioni hanno le stesse regole di decorrenza).
  • Non aspettare l’ultimo mese: pianifica in anticipo la data di domanda.
  • Verifica eventuali gestioni diverse (carriere miste) e possibili tempi di allineamento.
  • Se hai altri redditi o periodi particolari, mettili sul tavolo prima (possono incidere sulla pratica e sulle verifiche).
  • Prepara i documenti che normalmente vengono richiesti per la domanda (evita integrazioni successive).
  • Fai una simulazione con un patronato/consulente per evitare slittamenti evitabili.

Il segnale che ti dice “rischio slittamento”

Se stai per andare in pensione e ti riconosci in una di queste situazioni, è il momento di intervenire:

  • non hai mai controllato l’estratto contributivo negli ultimi mesi;
  • hai cambiato più lavori/gestioni e non sei certa che sia tutto allineato;
  • hai un periodo recente che “non compare” ancora;
  • stai pensando di presentare la domanda solo quando “arrivi” al requisito.

Riassumendo

  • Se hai raggiunto i requisiti pensione ricordati di verificare: partenza domanda, decorrenza e posizione contributiva;
  • Queste tre condizioni devono allinearsi.

Disclaimer: questo articolo è informativo. Le regole possono variare in base al tipo di pensione e alla tua storia contributiva. Per una valutazione sul caso specifico è consigliabile un confronto con patronato o consulente previdenziale.

Alessandra De Angelis

In InvestireOggi.it sin dal 2010, svolge il ruolo di Caporedattrice e titolista, e si occupa della programmazione e selezione degli argomenti per lo staff di redazione.
Classe 1982, dopo una laurea in giurisprudenza lavora all’estero per poi tornare in Italia. Cultrice dell'arte della scrittura nelle sue diverse declinazioni, per alcuni anni si è anche occupata di Content Seo per alcune aziende del milanese.