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Oggi: 07 Gen, 2026

Permessi 104 extra dal 2026: l’INPS spiega le 10 ore aggiuntive per visite, esami e cure

Dal 2026 i permessi 104 extra ampliano le tutele per lavoratori e genitori, con dieci ore annue retribuite per visite, esami e cure
2 settimane fa
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permessi 104
Foto © Pixabay

Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una nuova tutela che amplia le possibilità di assenza retribuita per chi deve affrontare visite, esami e cure mediche. L’INPS ha spiegato come applicare questa novità con la circolare n. 152 del 19 dicembre 2025, che dà indicazioni operative sull’articolo 2 della legge 18 luglio 2025, n. 106. Al centro della misura ci sono i cosiddetti permessi 104 extra, pensati per sostenere i lavoratori dipendenti in situazioni sanitarie delicate e continuative.

La circolare chiarisce a chi spetta il beneficio, quante ore sono disponibili, come funziona, quali documenti servono e in che modo aziende e amministrazioni devono gestire i flussi contributivi. L’obiettivo è rendere concreto un diritto aggiuntivo, affiancandolo alle protezioni già previste dalle regole vigenti e dai contratti collettivi.

A chi si rivolgono i nuovi permessi 104 extra

I permessi 104 extra sono destinati ai lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato che devono sottoporsi a prestazioni sanitarie legate a condizioni specifiche. Rientrano nel perimetro:

  • le malattie oncologiche in fase attiva;
  • le situazioni oncologiche in follow-up precoce;
  • le patologie invalidanti o croniche, comprese quelle rare, a condizione che sia riconosciuta un’invalidità pari o superiore al 74%.

La tutela non riguarda solo chi è direttamente interessato dal problema di salute. Il diritto, infatti, è riconosciuto anche ai lavoratori con un figlio minorenne affetto dalle stesse condizioni. Un punto importante evidenziato dall’INPS è che l’accesso per il genitore non dipende dalle scelte dell’altro genitore: il beneficio può essere richiesto anche se l’altro genitore utilizza o non utilizza permessi analoghi.

Restano, invece, fuori dall’applicazione della misura i lavoratori autonomi e chi è iscritto alla Gestione separata: la circolare ribadisce in modo netto questa esclusione.

Quante ore spettano e come si usano

La novità più immediata riguarda la quantità di tempo disponibile. La legge riconosce dieci ore annue aggiuntive, rispetto agli ordinari permessi 104, utilizzabili a ore, per effettuare visite, esami e cure mediche. Si tratta, quindi, di un “pacchetto” extra che si somma alle tutele già presenti nella normativa e nella contrattazione collettiva.

Il fatto che le ore siano fruibili su base oraria rende lo strumento più flessibile: l’assenza può essere calibrata in funzione dell’effettiva durata dell’appuntamento sanitario o della terapia, senza dover ricorrere necessariamente a giornate intere. La Circolare INPS n. 152/2025 sui nuovo permessi 104 extra si concentra proprio sulla gestione di questi permessi orari, indicando anche gli adempimenti e le modalità di registrazione utili per evitare errori nelle comunicazioni contributive.

Permessi 104 extra: quanto viene pagato nel settore privato

Per i lavoratori del settore privato, l’INPS definisce anche il meccanismo economico. Le ore di permesso danno diritto a un’indennità calcolata con criteri simili a quelli della malattia comune: 66,66% della retribuzione media globale giornaliera, riproporzionata alle ore di assenza.

Il pagamento segue una logica già nota in altri istituti: l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro, che poi recupera l’importo tramite conguaglio contributivo. In altre parole, l’azienda mette inizialmente le somme in busta paga e successivamente le compensa nei versamenti, secondo le istruzioni operative indicate nella circolare.

Cosa deve fare chi richiede i permessi 104 extra

La circolare dedica spazio anche alle attività necessarie per ottenere e utilizzare correttamente i permessi 104 extra. Gli adempimenti principali ruotano attorno a tre elementi:

  • Richiesta al datore di lavoro, comunicando l’intenzione di fruire del permesso.
  • Dimostrazione dei requisiti, sia sanitari sia amministrativi, che permettono l’accesso alla tutela.
  • Documentazione delle prestazioni effettuate, cioè prove che attestino visite, esami o cure realmente svolte.

Questa parte è essenziale perché la misura è legata a prestazioni sanitarie concrete e verificabili. La logica è quella di garantire la tutela, ma anche di assicurare una gestione ordinata e controllabile.

Le indicazioni per aziende e flussi contributivi

Sul versante dei datori di lavoro, l’INPS entra nel dettaglio della gestione delle denunce contributive, con istruzioni specifiche per la compilazione del flusso Uniemens. Viene introdotto un nuovo codice evento “PCM” e un codice di conguaglio “0060”, strumenti tecnici utili per identificare correttamente le ore di assenza e recuperare le somme anticipate.

Le modalità operative vengono differenziate in base ai settori e alle gestioni previdenziali coinvolte, proprio per adattare la procedura ai vari contesti di lavoro e alle diverse regole amministrative.

Contabilità, contribuzione figurativa e controlli sulla spesa

Infine, la circolare illustra le indicazioni contabili per registrare gli oneri legati alla nuova tutela e per gestire la contribuzione figurativa connessa ai permessi. L’INPS annuncia anche un monitoraggio periodico della spesa, coerente con i limiti di finanziamento previsti dalla legge. Questo significa che l’andamento dei costi verrà seguito nel tempo, per assicurare l’applicazione della misura nel rispetto delle risorse stanziate.

Con l’avvio dal 1° gennaio 2026, i permessi 104 extra si inseriscono quindi come un supporto aggiuntivo e mirato, con regole chiare su accesso, indennità e procedure, sia per i lavoratori sia per chi gestisce paghe e contributi.

Riassumendo i permessi 104 extra

  • Dal 2026 arrivano permessi 104 extra per visite, esami e cure mediche.
  • Destinatari: dipendenti pubblici e privati con patologie gravi o figli minori malati.
  • Prevista un’aggiunta di dieci ore annue, utilizzabili esclusivamente su base oraria.
  • Nel settore privato l’indennità è pari al 66,66% della retribuzione media.
  • Il datore anticipa il pagamento e recupera le somme tramite conguaglio contributivo.
  • INPS definisce procedure, codici Uniemens, contribuzione figurativa e controlli di spesa.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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