Spiacevole è la situazione in cui si trovano molti contribuenti con pendenze nei confronti dell’INPS. Dover restituire somme all’Istituto è infatti una circostanza piuttosto comune e può dipendere da diverse ragioni: importi incassati indebitamente, prestazioni percepite senza averne diritto oppure debiti contributivi.
Adesso l’INPS ha emanato nuove linee guida per gestire queste problematiche, introducendo un meccanismo che punta a sanare in modo più semplice i rapporti debitori con i contribuenti. Tutto va nella direzione di una maggiore semplificazione delle procedure, di un ampliamento delle possibilità di rateizzazione e di un rafforzamento del ruolo delle strutture territoriali dell’Istituto.
Pensioni: debiti con l’INPS? Rate più lunghe e più facili
I debiti contributivi con l’INPS, adesso, potranno essere gestiti più facilmente.
Almeno secondo quanto previsto dalle nuove disposizioni dell’Istituto.
Va però fatta subito una precisazione importante: si parla esclusivamente dei debiti ancora gestiti direttamente dall’INPS e non ancora passati alla riscossione forzosa. In termini pratici, si tratta di posizioni debitorie che possono essere regolarizzate direttamente tra contribuente e INPS, senza il coinvolgimento dell’Agente della riscossione, che interviene soltanto quando il credito viene iscritto a ruolo e si trasforma in cartella esattoriale.
La novità principale consiste nello snellimento delle procedure di valutazione delle richieste di rateizzazione presentate dai contribuenti. Un cambiamento che punta a contrastare i tradizionali iter amministrativi e burocratici, spesso lunghi e complessi, che caratterizzano queste situazioni.
Le nuove regole non riguardano soltanto i cittadini privati, ma anche lavoratori autonomi, liberi professionisti e aziende.
Nuove regole, nuovi vincoli, nuove limitazioni: ecco cosa cambia
Come spesso accade quando si parla di debiti contributivi e crediti vantati dagli enti pubblici, le novità seguono una doppia direttrice: da un lato agevolare chi deve pagare, dall’altro facilitare il recupero delle somme dovute da parte dell’ente creditore.
L’obiettivo è sempre duplice. Tuttavia, dal punto di vista del contribuente, la situazione sembra migliorare. In molti casi, infatti, la difficoltà di regolarizzare rapidamente le posizioni debitorie ha finito per provocare interruzioni dell’attività economica, crisi aziendali o addirittura fallimenti.
Pagare le rate dei debiti con l’INPS ma anche i contributi correnti
Le nuove disposizioni prevedono risposte più rapide alle richieste dei contribuenti, grazie a maggiori poteri decisionali e istruttori attribuiti alle sedi territoriali dell’INPS.
Cambia anche la durata dei piani di rientro, con la possibilità di arrivare fino a 60 rate mensili in determinate circostanze. Resta infatti centrale la soglia dei 500.000 euro, che rappresenta il parametro distintivo per accedere alle diverse forme di dilazione.
I contribuenti con debiti contributivi inferiori a 500.000 euro potranno ottenere un piano di rateizzazione fino a un massimo di 36 mesi. Per debiti superiori a tale soglia, invece, sarà possibile accedere a piani fino a 5 anni, cioè fino a 60 rate mensili.
Per ottenere la dilazione sarà necessario presentare apposita istanza all’INPS, dimostrando le reali difficoltà economiche che impediscono il pagamento in un’unica soluzione.
La semplificazione e il rafforzamento delle procedure, però, comportano anche un irrigidimento delle regole.
Una volta concessa la rateizzazione, infatti, i pagamenti dovranno essere effettuati con puntualità.
La dilazione decadrà dopo il mancato pagamento di tre rate. Ma non solo: il beneficio verrà meno anche nel caso in cui il contribuente continui a pagare le rate del debito pregresso, tornando però a non versare i contributi correnti dovuti nel frattempo.
