In base agli ultimi rapporti sul sistema previdenziale italiano emergono i soliti dati relativi al confronto tra uomini e donne sulle loro pensioni. Le donne prendono sempre un buon 30% in meno in media come importo della loro pensione. Ma parliamo di donne che sono andate in pensione. Perché molte altre in pensione rischiano di non andarci mai. Il problema è che sono tante quelle che hanno sacrificato carriera e lavoro per la cura di casa, famiglia e figli. Oggi un quesito di una nostra lettrice mette in luce una situazione di questo genere, che però riteniamo sia comune a tante altre donne.
Che alla luce della loro scarsa carriera contributiva, si domandano cosa fare e se sia il caso di provvedere a riempire la loro carriera con i versamenti volontari.
“Buonasera, sono una donna che vorrebbe capire se fosse il caso di versare i contributi volontari adesso che ho 63 anni di età e mi trovo con una carriera contributiva davvero bassa. Vi riporto in sintesi la mia storia contributiva. Lavoravo negli alberghi in giovane età. Fino al 1992 ho accumulato 5 anni di contributi da lavoro e circa 2 anni di figurativi. Poi ho lavorato in una assicurazione come segretaria. Altri due anni di versamenti, dal 2000 al 2002. A conti fatti come è evidente, ho meno di 10 anni di versamenti. Mio marito, che ha la mia età invece, dovrebbe andare in pensione normalmente. E se prende una pensiona superiore a due volte l’assegno sociale, come mi insegnate, a me non spetterebbe nulla, nemmeno l’assegno sociale. Secondo voi se verso i 10 e più anni che mi mancano è una cosa buona o no?”
Pensioni casalinghe, che fine fanno i contributi versati da giovane?
In effetti una lavoratrice di questo genere, come lo è la nostra lettrice, si trova davvero di fronte a qualcosa che rischia di essere insormontabile o quasi.
Non è una contributiva pura, nel senso che ha iniziato a versare prima del 1996 e quindi nemmeno a 71 anni può far valere i 10 anni circa di contributi che ha versato. In effetti chi ha il primo contributo versato dopo il 1995, anche se non raggiunge i 20 anni minimi previsti e non va in pensione a 67 anni, a 71 anni può ovviare.
Perché a quella età la pensione di vecchiaia contributiva si centra anche con solo 5 anni di versamenti. Invece chi ha iniziato nel sistema retributivo non ha questa opportunità. L’unica alternativa ad una pensione propria, come la stessa lettrice dimostra di sapere bene è l’assegno sociale. A 67 anni chi non ha contributi versati, chi ne ha pochi o in genere chi non matura il diritto ad una pensione propria, non potrà andare in quiescenza, ma potrà prendere la principale misura assistenziale dell’INPS, cioè proprio l’assegno sociale.
Ma la misura è collegata ai redditi del diretto interessato e se mai del coniuge se presente. In sostanza con redditi elevati, magari anche solo per la pensione del marito, una donna rischia di restare senza pensione e senza assegno sociale.
I versamenti volontari per andare in pensione?
Per non rischiare di perdere tutto, perché in effetti significa perdere tutto per chi ricade nella fattispecie di situazione prima descritta, cioè senza pensione, senza assegno sociale e per giunta anche con contributi versati e mai utilizzati, la via dei versamenti volontari è praticabile. Ma bisogna presentare opportuna domanda all’INPS che deve dare l’ultima parola. Nel senso che deve essere l’INPS ad autorizzare i volontari. Fermo restando il fatto che i versamenti volontari hanno un costo rilevante, come dimostrano le tabelle dell’INPS, la scelta deve essere fatta per tempo. Perché in effetti i versamenti volontari non si possono versare tutti insieme ma seguono la regola del trimestre. Significa che versare 10 anni di contributi tutti in una volta non è possibile. Bisogna versarli trimestre dopo trimestre. Le cifre sono alte come dicevamo. Si basano per esempio sulla retribuzione degli ultimi 12 mesi di carriera e sull’aliquota contributiva che per esempio nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti è del 33%. Per un esborso medio che nel 2025 per esempio ha superato i 4.000 euro per anno di contribuzione.