Novità importante quella già ufficializzata dal governo. Durante tutti i mesi di discussione della legge di Bilancio, il taglio dell’IRPEF non è mai stato messo realmente in dubbio. E infatti, nella manovra che il 30 dicembre dovrebbe essere approvata definitivamente, è prevista la riduzione dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. Si tratta del noto intervento sul ceto medio, a lungo discusso nel dibattito politico. Ma quanto incide davvero questo intervento normativo che riduce le tasse, e su quali redditi?
Pensioni, casa e stipendio: 440 euro di risparmio nel 2026
Pensioni, stipendi e anche la casa: è su questi ambiti che si riflette il taglio dell’IRPEF destinato al ceto medio.
Dalle opposizioni, già al momento dell’annuncio del provvedimento, si è levata la critica secondo cui si tratterebbe di una misura che favorisce soprattutto i redditi più alti.
Dal governo, però, ribadiscono che l’operazione era programmata da tempo, in continuità con il precedente intervento che ha interessato i redditi più bassi. Il taglio dell’imposta, dunque, prosegue lungo un percorso già avviato e nel 2026 produrrà effetti concreti. È vero che alcuni contribuenti ne beneficeranno più di altri, ma questo è un effetto fisiologico del meccanismo progressivo dell’IRPEF.
Per il ceto medio, in ogni caso, il risparmio sull’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche è evidente. Un risparmio che, secondo le stime, può arrivare fino a 440 euro annui. Ma come cambia concretamente l’imposta, come si calcola e in che modo incide su pensioni, stipendi e redditi immobiliari?
Taglio IRPEF 2026, chi è che ne gode di più
Piaccia o meno, il taglio dell’IRPEF per i contribuenti appartenenti al ceto medio si concretizzerà nel 2026.
Il riferimento è ai redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, che fino ad oggi sono stati tassati con un’aliquota del 35%.
In pratica, un contribuente con redditi fino a 28.000 euro paga il 23% di IRPEF, mentre su ogni euro eccedente tale soglia e fino a 50.000 euro si applicava l’aliquota del 35%. Con la nuova misura, l’aliquota scende al 33%.
È evidente che per chi supera di poco la soglia dei 28.000 euro il beneficio del 2% in meno sarà contenuto. Ma più ci si avvicina al limite dei 50.000 euro, maggiore sarà il risparmio, fino ad arrivare — come detto — a circa 440 euro.
Dal momento che l’IRPEF si applica a tutti i redditi, da quelli da pensione a quelli da lavoro dipendente, dai redditi immobiliari a quelli da lavoro autonomo, il vantaggio sarà trasversale. Aumenteranno le pensioni, cresceranno gli stipendi netti e, per lavoratori autonomi e titolari di redditi da immobili, si ridurrà l’esborso fiscale complessivo.
